Itinerari

pubblicato il 7 novembre 2015

Nell'entroterra sardo fra storia e curve con la BMW K1600GT

Abbiamo affrontato alcune fra le più belle strade della Sardegna, percorrendo la storia e le eccellenze culinarie dell'Isola

Nell'entroterra sardo fra storia e curve con la BMW K1600GT

La Sardegna è una terra mitica, piena di storie e culture che vanno oltre la splendida facciata del mare cristallino e delle spiagge bianche. L'essenza del popolo sardo vive nei piccoli villaggi di montagna e nelle comunità che popolano l'entroterra, lì dove il tempo sembra essersi fermato a qualche decina di anni fa e la vita è scandita da ritmi lenti e tranquilli. Abbiamo fatto un giro in moto su strade incantevoli, lontano dal turismo e dai soliti luoghi noti, partendo e rientrando nella Penisola del Sinis, dopo circa 240 km di curve mozzafiato e panorami incantevoli in sella alla BMW K1600GT, una compagna perfetta per il mototurismo in coppia e a lungo raggio.

Da Tharros a Uras - 50 km circa

Il nostro giro inizia qui, fra le rovine della città fenicia Tharros, sul promontorio di Capo S.Marco sotto il comune di S.Giovanni di Sinis. Saremmo potuti partire molto più comodamente da Oristano, ma lo splendore di questa gemma di storia e natura è l'ideale per iniziare al meglio una giornata in moto. La storia di questo luogo inizia nell'VIII secolo a.C. e si è perpetuata negli anni a venire prima sotto il dominio dei punici e infine dei romani. Circa 1000 anni di storia di una città che fu il porto più importante del Mediterraneo e parte della storia di un intero popolo, mischiata a un panorama da mozzare il fiato, soprattutto se goduto dalla torre spagnola. Fatta colazione al bar del sito archeologico, possiamo inoltrarci nel territorio paludoso di Cabras e del Golfo di Oristano, scendendo dalla SP48 verso sud e attraversando la città di Arborea e il suo micromondo, fatto di campi di mais e fattorie, fino a Uras, punto di svolta per la SS442 dove inizia il nostro vero e proprio giro in moto. 

Da Uras a Laconi - 50 km circa

Lasciata la pianura del Campidano ci si inerpica per le strade della Marmilla che, a detta di molti, sono fra le più belle della Sardegna in quanto a piacere di guida. Le dolci colline che attraversano i comuni di Morgongiori, Ales, Assolo e Laconi nella SS442 sono quanto di più bello possa esserci per chi ama la guida veloce. Curve dolci e ad ampio raggio, visuale ottima per diverse decine di metri focalizzano l'attenzione sulla curva seguente e permettono una guida fluida e appagante. La nostra K1600GT, in questo caso, sembra aver trovato il suo terreno ideale e ci accompagna in questa danza di movimenti progressivi e morbidi, salvo accorgerci che le pieghe cominciano ad essere piuttosto angolate e la velocità sostenuta. Rallentiamo e ci diamo un contegno. L'asfalto, dopotutto, è sempre in ottime condizioni in questo tratto, dove passano pochi camion e pure poche auto.
Laconi ci accoglie dopo 50 km di campi bruciati dal sole, curve in appoggio e qualche rettilineo che ricorda la Route 66 americana. Il comune è una piccola gemma in mezzo all'alta Marmilla, con uno dei boschi più belli di tutta la Sardegna al quale si può accedere dal centro del paese. Se avete un'oretta di tempo vi consigliamo vivamente una passeggiata fino alla rocca diroccata, sembra un paesaggio medievale. Tornati in sella dopo un caffè riprendiamo sulla SS442.

Da Laconi a Tonara - 60 km circa

Ripartiamo da Laconi e ci accingiamo ad affrontare le curve più impegnative di tutto il nostro itinerario. Laconi è l'ultimo paese in collina prima della montagna vera, quella del massiccio del Gennargentu che abbraccia una serie di paesi immersi nel verde incontaminato. Lasciamo la statale 442 per prendere la 128 e cominciare a salire fra tornanti ampi e panorami via via più colorati. Il giallo acceso dei campi di collina lascia il posto al verde intenso di lecci e ginepri, con qualche pianta di corbezzoli qui e lì (se vi capita, fermatevi sul ciglio e raccoglietene un sacchetto, sono una leccornia).
L'asfalto cambia colore e da grigio diventa rosa: è il manto poroso e ruvido antigelo e antineve, quando incontrate questa superficie preparatevi a divertirvi perchè il grip diventa pazzesco. Rimbalzando fra una curva e l'altra, senza apparente sosta, ci inerpichiamo verso Meana Sardo, un paesino che già dalla strada vi sembrerà qualcosa al di fuori del mondo. È arroccato in cima a una montagna e dal punto più alto controlla tutta la valle sottostante. Con un panorama così è difficile non fermarsi a fare qualche foto, dentro il paese comincerete a vedere i murales tipici dei paesi del Gennargentu, vere e proprie opere d'arte che raccontano la storia Sarda e i costumi di un popolo.
Da Meana, attenzione al bivio, prendiamo la SP61 Bis che porta fino ad Aritzo e Belvì, paesi gemellati ai quali arriviamo dopo una ventina di chilometri di budello asfaltato. Arrivati al paese ci fermiamo per prendere fiato. Aritzo è un centro di poco più di 1000 abitanti famoso in Sardegna per la festa delle castagne, un evento imperdibile per i sardi DOC. Assieme a Tonara, Aritzo è anche la patria dei mastri torronai più abili della regione, ma forse anche d'Italia. Piccolo consiglio: non dite mai a un aritzese che il torrone di Tonara è migliore e non osate fare lo stesso con i tonaresi: il campanilismo è molto sentito e il torrone è un argomento serio. Se vi sembra assurdo vi invitiamo prima ad assaggiare questo dolce di miele e mandorle, vi assicuriamo essere una delle esperienze culinarie più intense che possiate fare in Sardegna.
Da Aritzo a Tonara c'è il tempo di un'altra sessione di curve e ci troviamo nel punto più distante del giro ad anello, da questo punto in poi il muso della K1600GT punterà di nuovo verso ovest ma c'è tempo per un po' di riposo e per gustare la pietanza più famosa dell'isola: "il Porceddu". Non è un semplice maialetto arrosto, perchè l'animale deve essere di dimensioni e peso ben precisi e la preparazione è tutta particolare. Per gustarlo abbiamo deciso di assaggiarlo alla Locanda Del Muggianeddu, incantevole ristorantino senza troppe pretese ma con un'attenzione particolare alla tradizione e alla qualità dei prodotti. Pancia piena, ripartiamo.

Da Tonara a Fordongianus - 50 km circa

Ritornati in sella, mettiamo nuovamente le ruote sulla SS128 in direzione Sorgono, conosciuto anche come il "Paese dei 200 Menhir", data la presenza di monoliti di età neolitica all'interno del parco archeologico Biru e' Concas, una delle testimonianze di civiltà più antiche del mediterraneo, precedente anche alle popolazioni nuragiche. Fatto il pieno di storia, ci dirigiamo attraverso altre splendide curve verso Fordongianus prendendo la SS388. Anche qui lo spettacolo dei boschi e il profumo intenso di natura incontaminata regna sovrano. Nonostante i tanti chilometri percorsi in saliscendi, le altezze non diventano mai importanti, rimaniamo sempre sotto i 1000 metri s.l.m. ma l'aria che si respira è quella dei villaggi sperduti nelle vette,ci troviamo molto isolati e da un paese all'altro c'è minimo mezzora di strada da percorrere. 
Prima di Fordongianus entriamo nella Valle del Tirso, il fiume più importante della Sardegna. Qui, in presenza del corso d'acqua, la flora cambia nuovamente ed è il ritorno alla pianura. Qui, per gli appassionati di storia, c'è un centro termale di epoca romana. L'antico nome di Fordongianus è Forum Traiani, nome latino che rimanda all'imperatore Traiano. 

Da Fordongianus a Tharros - 60 km circa

Siamo al termine del nostro giro, abbiamo giusto il tempo di rientrare tramite le dritte strade di pianura attraverso la parte finale della SS388 e la SP7, verso la Penisola del Sinis, dove a Capo San Marco possiamo godere di un tramonto mozzafiato. La costa ovest della Sardegna è famosa anche per la quasi totale assienza di inquinamento e per le giornate terse che possiamo osservare tutto l'anno. Che sia primavera, estate o autunno, state certi che almeno una volta alla settimana potrete godere di un tramonto sul mare praticamente perfetto. Il miglior modo di terminare una giornata fra curve, storia e prelibatezze culinarie sarde.

K1600GT: perfetta per lo scopo

Il mototurismo vero e proprio ha ancora più senso se fatto con una moto studiata per farvi apprezzare tutto quello che unisce il punto A con il punto B. La BMW K1600GT è una meraviglia di equilibrio ciclistico da condurre sulle strade tortuose ma anche un incrociatore comodo e protettivo sulle distanze in linea retta. Il 6 cilindri bavarese è burroso e ricco di coppia, in certi casi vi dimenticherete del cambio e danzare da una curva all'altra vi darà un piacere tutto particolare. Dimenticatevi movimenti nervosi e sbacchettamenti, si guida di flusso, si prende il ritmo e non ci si stanca più. Se uniamo un comportamento rigoroso delle sospensioni, una sella comodissima per il passeggero e uno spazio enorme per i bagagli, potete star certi che poche altre moto riusciranno a darvi la stessa soddisfazione in modalità "turista hardcore".

Raggiungere la Sardegna

State pensando di dedicare le vostre prossime ferie a un giro in moto della Sardegna? Se volete un consiglio, non potreste fare scelta più saggia. Dal "continente" è facile raggiungere l'Isola anche se richiederà un po' di tempo e l'investimento extra del biglietto del traghetto. Una delle tratte più frequentate dai motociclisti è senza dubbio quella da Livorno a Olbia. Si tratta di un punto facilmente raggiungibile da tutte le parti d'Italia e vi garantisce l'arrivo in un punto strategico dell'isola. Da qui potrete girare tutto il nord e scendere rapidamente verso sud dalla SS131, una sorta di autostrada senza caselli. Noi abbiamo viaggiato con Sardinia Ferries, che offre interessanti tariffe per i motociclisti in molti periodi dell'anno (certe volte la moto paga solo 1 euro!), con arrivo a Golfo Aranci, appena sotto le meravigliose strade e spiaggie della Costa Smeralda. 

 

Autore: Michele Lallai

Tag: Itinerari , turismo


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