Attualità e Mercato

pubblicato il 5 novembre 2015

Moto e bici: indice di mortalità elevatissimo

Secondo le ultime statistiche, l’indice di mortalità per motociclisti e ciclisti è più che doppio rispetto a quello degli automobilisti

Moto e bici: indice di mortalità elevatissimo

No, se cercate una buona notizia sugli incidenti, smettete subito di leggere. Purtroppo, abbiamo solo pessime news. Cominciamo da questa: in base ai dati Istat, nel 2014 si sono registrati 1.491 decessi tra conducenti e passeggeri di autovetture, seguono motociclisti (704), pedoni (578), ciclisti (273), occupanti di mezzi pesanti (159), ciclomotori (112) e altre modalità di trasporto (64). L’indice di mortalità per i pedoni (morti ogni 100 incidenti) è ben quattro volte superiore rispetto a quello degli occupanti di autovetture (2,75 contro 0,67). Per i motociclisti e i ciclisti il valore dell’indice è, invece, più che doppio rispetto a quello degli automobilisti (1,69 e 1,41).

Estrema debolezza

L’analisi per utente della strada, con la distinzione del tipo di veicolo e del ruolo di pedone, consente di evidenziare le principali specificità delle diverse modalità di trasporto e, soprattutto, di porre l’attenzione sulle categorie di utenti più vulnerabili, vale a dire pedoni, ciclisti e utilizzatori delle due ruote a motore. Questi soggetti presentano, infatti, differenze rispetto alle altre tipologie di utenti per l’assenza di protezioni esterne, come l’abitacolo di un veicolo. Sono utenti deboli, anche se il nostro legislatore (dormiente in materia) ancora non li reputa tali (nel nuovo Codice della strada, forse le cose cambieranno).

Quanti morti

Sono stati 273 i ciclisti rimasti vittime di incidenti stradali nel 2014 (233 maschi e 40 femmine) e 16.994 i feriti (11.767 maschi e 5.227 femmine), per un totale di 18.055 biciclette coinvolte in incidenti stradali con lesioni a persone nel 2014, in lieve aumento rispetto al 2013. Le biciclette continuano a mantenere, anche nel 2014, la terza posizione in graduatoria, dietro autovetture e motocicli, per numero di vittime. Se si considerano poi i soli utenti vulnerabili, escludendo i pedoni, i ciclisti rappresentano la categoria più a rischio dopo i motociclisti. Lo svantaggio femminile si presenta anche fra i ciclisti: la quota di donne vittime è pari al 16,4% contro l’11,4% degli uomini.

Segnali non negativi

Infine, non si può parlare di good news, ma almeno c’è un segnale non negativo: nel 2014, ammontano a 816 gli utenti delle due ruote a motore vittime di incidenti stradali (704 motociclisti e 112 ciclomotoristi), mentre i feriti sono stati 55.331. Anche se questa categoria si posiziona al secondo posto in graduatoria per rischio di mortalità e lesività (dietro le autovetture), il trend è in graduale e costante diminuzione a partire dal 2005. Lo ricorda anche la Fondazione Ania per la sicurezza stradale: “È allarmante che a pagare il prezzo più alto siano gli utenti deboli, colpiti nella maggior parte dei casi proprio all’interno dei centri urbani. Da tempo abbiamo lanciato un grido di allarme per la vulnerabilità degli utenti deboli”. Politico (centrale e locale), se ci sei batti un colpo...

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , varie , sicurezza


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