Itinerari

pubblicato il 13 ottobre 2015

Isola di Man: non solo TT

Un itinerario "fuori stagione", alla scoperta dell'isola dove si corre la più celebre delle road race, in sella a Suzuki GSX-S1000F

Isola di Man: non solo TT

Impossibile trovare un motociclista, in tutto il mondo, che non abbia mai sognato di raggiungere la celebre patria del Tourist Trophy. Un lembo di terra tra Inghilterra e Irlanda che, una volta l'anno (esattamente tra maggio e giugno), si trasforma nell'ombelico geografico della passione motociclistica globale. Ma cosa ne è dell'isola di Man - o Mann, come la chiamano da queste parti - quando si spengono i riflettori sul Mountain? Vale la pena partire, per andare alla sua scoperta, in moto, anche lontano dai giorni della celebre competizione? Abbiamo avuto modo di sperimentarlo di recente.

Un mondo a parte

Prima di tutto, una piccola introduzione a questo luogo, così celebre ma anche così poco conosciuto nelle sue peculiarità. L'isola di Man, pur essendo una dipendenza della corona britannica, non appartiene né al Regno Unito, né alla Comunità Europea. Una terra in bilico tra Gran Bretagna e Irlanda, che ricorda soprattutto quest'ultima nel paesaggio: verdissima, caratterizzata da una vegetazione bassa e prati immensi puntellati di rocce. Tutt'attorno, una costa suggestiva, a picco sul mare, ma non troppo scoscesa.
La città principale, oltre che capitale e centro amministrativo dell'isola, è Douglas, mentre una delle più vecchie è Castletown, caratterizzata da un imponente castello, abitato in passato dai sovrani vichinghi. Particolarità unica di questo luogo, i celebri gatti di Mann, che nascono senza coda e amano crogiolarsi al sole, nelle belle giornate, per nulla disturbati dai rombi dei bolidi, che sfrecciano veloci sul tracciato del TT.

Prima tappa, un giro sul Mountain

Se siete arrivati sin qui via terra, attraversando la Gran Bretagna, avrete già avuto modo di familiarizzare con la guida a sinistra. Ad ogni modo, prima di lanciarvi in un eccitante giro sul Mountain, il tracciato del Tourist Trophy, ricordatevi che, diversamente dai piloti del TT voi avrete il normale traffico locale a cui badare, mai eccessivo ma comunque presente. Ricordatevi, quindi, di settare a dovere l'impostazione di guida e prendere gli opportuni punti di riferimento.
Il famoso tracciato ad anello, come noto, è lungo poco meno di 61 km e ha il suo punto di partenza e arrivo nella capitale dell'isola, Douglas. Qui, in pieno centro storico, sarà incredibile la sensazione di ritrovarsi davanti alle tribune (anche se vuote) e al lungo tabellone, dove si segnano i tempi dei piloti nei giorni del Tourist Trophy. Con un pizzico di emozione nel casco, si dà gas e si parte. Strade strette, muretti a secco, assenza di vie di fuga. Percorrendo il lungo nastro d'asfalto del Mountain, a tratti tormentato, a tratti dritto come un fuso, salgano a galla tutte le emozioni vissute, guardando gli elettrizzanti video della gara da casa. Un chilometro dietro l'altro, si scoprono i luoghi leggendari del TT, a partire dai nomi delle curve più celebri, segnalate con appositi cartelli. Difficile, una volta raggiunto il salto sulla collina di Bray Hill, resistere alla tentazione di far "volare" la propria moto, come fanno i grandi campioni che si sfidano sull'isola. Meglio non esagerare, però, e godersi l'asfalto perfetto, gli scorci improvvisi sul mare e le atmosfere selvagge del Monte Snaefell, dalla cui vetta, si dice, si possono vedere ben 6 paesi: l’isola di Man, l’Irlanda, la Scozia,l’Inghilterra, il Galles e… il Paradiso. Il panorama più bello lungo il percorso, ad ogni modo, è quello che si può gustare lungo la Mountain Road: d'accordo il TT e la passione per le corse ma... qui sarà impossibile non concedersi qualche sosta, con la vista che spazia sull'intera isola, fino al mare e all’estremità settentrionale di Man, Point of Aire.

L'altra isola

Oltre ad un giro sul celebre tracciato del TT (vedrete, sarà impossibile limitarsi ad una sola tornata), il consiglio è quello di andare alla scoperta dell'altra isola, quella di cui si parla meno nei racconti tra motociclisti, ma ricca di cose davvero interessanti da scoprire. Puntando le ruote a sud, dopo aver visitato l'abbazia del XII secolo di Rushen Abbey, nei pressi di Vallasalla, da Douglas si raggiunge Castletown, dominata dal suggestivo castello Rushen, che svetta sul porto (sempre spettacolare la veduta delle barche in secca, "vittime" del gioco delle maree). Passeggiando per le sue strade, colpisce il simbolo dell'isola, il triscele dell'isola di Man (una sorta di essere con 3 gambe), che - secondo gli studiosi - collega direttamente questa terra alle vicende storiche della nostra Sicilia (simboleggiata, notoriamente, da un'effigie molto simile).
Proseguendo verso sud, si raggiunge la punta più meridionale dell'isola, con i caratteristici isolotti a ridosso della costa. Ed eccovi una dritta da non mancare: parcheggiate la moto e raggiungete The Sound, ristorante con veranda in posizione panoramica da cui godere di una vista mozzafiato. Una delle "cartoline" più belle dell'isola. Si continua in direzione Port Erin (che ospita un interessante museo dei treni a vapore) e da qui, lungo una strada coinvolgente, tutta da guidare, si raggiune Peel, piccola cittadina che - nonostante gli appena 5.000 abitanti - offre al visitatore un castello, 3 musei e una cattedrale.
A questo punto, il giro prosegue verso nord, ripercorrendo, in parte, alcuni tratti del tracciato del TT. Ancora momenti di guida ad alto godimeto, durante i quali si può scegliere di deviare su alcune stradine secondarie, alla scoperta di tratti costieri interessanti. Dopodiché - oltrepassata Ramsey - si punta nuovamente in direzione Douglas. Prima di raggiungere ancora una volta la capitale dell'isola e terminare il tour, imperdibile una sosta a Laxey, dove la celebre ruota (un antico mulino, utilizzato per tirare fuori l'acqua dalle miniere di zinco) rappresenta una delle maggiori attrazioni turistiche di Mann: con 22 metri di diametro, è il mulino ad acqua ancora funzionante più grande al mondo.

Come arrivare

Per raggiungere l'isola con la propria moto, la traversata più comoda, provenendo dall'Italia, è sicuramente quella che parte dal porto di Liverpool. La più breve, invece (circa 3.5 ore di navigazione), è quella da Heysham, poco più a nord, generalmente scelta da chi si avventura, prima, alla scoperta dei panorami scozzesi.

La moto dell'itinerario

La nostra esperienza sull'isola del TT si è consumata in sella all'ultima sport touring di Casa Suzuki. La GSX-S1000F è un mezzo piuttosto sbilanciato nel solleticare i pruriti sportivi di chi la sceglie, invece di premiare il comfort di marcia nei lunghi trasferimenti. Il cupolino standard non è particolarmente protettivo e il carattere del motore, con un certo effetto on-off a sottolineare il passaggio dai bassi ai medio regimi, parla di un mezzo che scalpita, desideroso di sperimentare la parte alta del contagiri. Le sue doti migliori, la stabilità, la precisione di guida e l'ottima sensazione di feeling trasmessa al pilota. Non ultimo, il prezzo, pari a 12.890 euro f.c.
Potete scoprire questo modello nel dettaglio, all'interno del nostro approfondito test.

Autore: Andrea Farina

Tag: Itinerari , quadricilindriche , turismo , tourist trophy


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