Attualità e Mercato

pubblicato il 16 settembre 2015

Ducati Superbike a 4 cilindri? 5 buoni motivi per realizzarla

Si parla in maniera sempre più insistente di una rivoluzione a Borgo Panigale... ma ben venga, se sarà

Ducati Superbike a 4 cilindri? 5 buoni motivi per realizzarla
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Da qualche mese a questa parte corre in rete un'indiscrezione sullo sviluppo dell'erede della Ducati 1299 Panigale che, se confermata, cambierebbe la storia del marchio e farebbe molto discutere: la prossima Superbike sarà a 4 cilindri. Fra discussioni da bar più o meno deliranti e tentativi di spiegare tecnicamente perchè una scelta del genere possa essere positiva o negativa, noi vediamo questo potenziale cambiamento più che sensato. Per spiegarvi, riassumiamo le nostre motivazioni in 5 punti.

1. Ducati DEVE essere nuovamente al top in SBK

La SBK non è più quella di una volta, quando Ducati faceva il bello e il cattivo tempo e quando si poteva permettere di schierare moto con preparazioni assurde come la 999 Factory, che un breve periodo ha giocato ad armi pari di cilindrata con le 4 cilindri. La Panigale cresce grazie a un team davvero coeso e a un pilota concreto come Chaz Davies, ma fatica a stare al passo delle avversarie ora che le moto sono molto più vicine a quelle di serie. Ducati ha bisogno di rifare suo il campionato dove ha sempre dominato, ma 2 cilindri in meno, ora, pesano più che mai.

2. La prima ducati pluricilindrica ne aveva 4!

La storia racconta che, un bel giorno, l'Ingegner Taglioni accolse l'invito dell'importatore americano a realizzare una moto "all'americana" per sfidare Harley-Davidson nel campo delle cruiser. Nacque l'Apollo, la prima Ducati con più di un cilindro e con la disposizione a L, ma aveva ben 4 cilindri, 1200 cc di cilindrata ed erogava circa 100 CV, un'enormità per i primi anni '60. Da questa base poi partì lo sviluppo degli intramontabili bicilindrici a L, ma è indubbio che la storia di Ducati sia legata anche ai plurifrazionati.

3. La Desmosedici RR ha dimostrato che...

...si può fare una 4 cilindri pur senza tradire i principi fondamentali del marchio. La questione D16, in realtà è un po' più complessa, perchè in quanto moto esclusiva realizzata come replica di una moto da competizione ha potuto fare uno "strappo alla regola", accettato di buon grado dai ducatisti più affezionati, ma se ci si sofferma su quello che è l'animo di questa moto non si può negare che sia una vera Ducati: telaio a traliccio, distribuzione desmodromica, frizione a secco. 

4. Anche sul mercato giocherebbe ad armi pari

Da diversi anni la cubatura della categoria Superbike, sia da regolamento del campionato che sul mercato, è 1000 per i 4 cilindri e 1200 per i bicilindrici. Ducati, per riuscire a sfondare i 200 CV come le concorrenti è dovuta ricorrere all'espediente dell'aumento di cilindrata con la 1299, inserendo di fatto una nuova cilindrata che non viene però riconosciuta a livello sportivo, dove il regolamento impone ancora i 200 cc di differenza. Una situazione che crea un po' di confusione sia sul mercato che nella mente degli appassionati e che - nonostante tutto - vede la Panigale ancora deficitaria rispetto alle concorrenti per quanto riguarda elasticità del motore, coppia ai bassi regimi e regolarità d'erogazione. Sono argomenti poco trattati sulle cartelle stampa ma che - in fase d'acquisto - l'utente finale valuta attentamente.

5. L'evoluzione va abbracciata e non contrastata

I tempi cambiano, le tecnologie di conseguenza e per quanto si tratti di un argomento viscerale, anche i brand più tradizionalisti devono evolversi. Ducati mantiene una forte identità, lavorando ottimamente nella comunicazione, pur avendo cambiato davvero tanto le sue moto negli ultimi 10 anni. Sono sparite le frizioni a secco, vanno sparendo i motori raffreddati ad aria e i bei tralicci di una volta sono un lontano ricordo se paragonati alle piccole strutture e ai motori portanti di Panigale e Monster 1200. Eppure Ducati è sempre Ducati, gli appassionati sono sempre al centro dell'attenzione e il marchio cresce in maniera esponenziale nel mondo. Perchè il 4 cilindri dovrebbe rappresentare ancora un tabù? Oltretutto, realizzare una 4 cilindri non significa eliminare i 2 cilindri, che rimarrebbero l'anima delle Ducati di serie

 

 

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , superbike , anticipazioni


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