Attualità e Mercato

pubblicato il 4 settembre 2015

Ferrovie dismesse: novità in vista per le bici

È stato da poco presentato un disegno legge sulla mobilità ciclistica, che riguarda la riconversione delle linee ferroviarie dismesse

Ferrovie dismesse: novità in vista per le bici

Camera dei deputati attiva sul fronte mobilità ciclistica. Il 9 giugno 2015, è stato presentato il disegno legge C 3166, dal titolo “Norme per la realizzazione di una rete di itinerari per la mobilità ciclistica e per la riattivazione e la riconversione delle linee ferroviarie dismesse”. Nella presentazione del ddl, si fa riferimento a molte antiche strade abbandonate in Italia, perché il loro percorso non era più funzionale alle esigenze della mutata domanda di mobilità. Molte vecchie ferrovie sono state chiuse perché non remunerative per un modello trasportistico che punta all'efficienza economica. Altri percorsi, come i tratturi, le strade militari e le alzaie dei fiumi, rappresentano un potenziale da utilizzare con forme di mobilità a vocazione ciclistica, rispettose dell'ambiente in cui si inseriscono.

Attrattiva turistica

È un patrimonio che potrebbe rappresentare un'occasione di rilancio di forme di turismo sostenibile, come il turismo in bicicletta, molto diffuse in Europa, ma che da noi stentano a decollare per l'assenza di una politica di sostegno del settore. La Germania vanta oltre 200 itinerari ciclabili ad uso turistico, per una rete di più di 70.000 chilometri di piste ciclabili diffuse in tutto il territorio tedesco, lungo le quali si trovano circa 5.000 strutture ricettive attrezzate per questa forma di turismo. L'Olanda, il cui territorio è molto più piccolo, ha realizzato LF-network, una rete di percorsi per la bicicletta nel territorio olandese, per un totale di 4.500 km. Il progetto è sostenuto e finanziato dal Governo e dalle autorità regionali. Non mancano gli itinerari che attraversano più Stati, come la celeberrima pista ciclabile del Danubio, circa 300 km da Passau a Vienna, che nel periodo estivo viene percorsa da 5.000 cicloturisti ogni giorno, con milioni di euro di fatturato. Per la sua straordinaria bellezza, l'Italia potrebbe essere al primo posto nella domanda di turismo sostenibile.

Basta poco

Il progetto è semplice e low cost. Cioè sottrarre al degrado e all'incuria migliaia di km di ferrovie dismesse, strade abbandonate e sentieri dimenticati, da restituire alla loro originaria bellezza e al loro antico fascino. Servono risorse molto modeste rispetto a quelle che lo Stato investe in faraonici progetti infrastrutturali. Obiettivo del ddl è lo sviluppo di una rete della mobilità ciclistica, per usi quotidiani e turistici, anche tramite il recupero e l'utilizzo delle linee ferroviarie, dei tratti stradali secondari e dei percorsi prevalentemente pedonali, per promuovere una mobilità diversa e sostenibile. Occorrono il recupero delle infrastrutture territoriali in disuso, la messa in sicurezza dell'utenza e l'integrazione con il sistema dei trasporti pubblici locali e con la rete dell'ospitalità diffusa. I percorsi da inserire in via prioritaria nella rete sono le linee ferroviarie dismesse, gli argini e le alzaie dei fiumi e dei canali, i tronchi stradali dismessi, le strade secondarie, vicinali, campestri o interpoderali a bassa percorrenza veicolare, le strade appartenute al demanio militare, i sentieri, le mulattiere e i tratturi compatibili con l'attività ciclistica. La copertura finanziaria è di 2.000.000 di euro per ciascun anno del triennio 2015-2017.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada


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