Itinerari

pubblicato il 19 agosto 2015

Con la Ducati Scrambler l'avventura vien viaggiando!

Un itinerario che parte dalla Capitale, per raggiungere Monterano e le suggestive Caldare di Manziana

Con la Ducati Scrambler l'avventura vien viaggiando!

Avete presente la classica avventura dietro l'angolo? Quella capace di svelare situazioni inattese e lasciare piacevolmente stupiti? Oggi vi condurremo alla scoperta di un interessante itinerario, da concludere in giornata, che di recente abbiamo percorso sfruttando le potenzialità della sbarazzina Ducati Scrambler, modello che, in versione Urban Enduro, si è rivelato un mezzo particolarmente divertente ed eclettico. Un mezzo grazie al quale godersi, in maniera assolutamente spensierata, un coinvolgente percorso dal cuore di Roma fino a località affascinanti, misteriose e lontane dai soliti circuiti, attraverso ondulate statali e facili sterrati, capaci di far sentire anni luce lontani dal caos metropolitano. Poi i riflessi del lago di Bracciano, scorci d'azzurro e un veloce rientro in città, all'imbrunire, per chiudere la giornata ai tavolini di uno dei più piacevoli ritrovi 'su due ruote' della Capitale.

Dal cuore di Roma ai fantasmi di Galeria

Il punto di partenza dell'itinerario è l'inizio dell'Appia Antica. Un luogo magico per i romani e per chi visita la città, da scoprire sul far della sera o al mattino presto quando, percorrendo la strada acciottolata, ci si può godere questo angolo di bellezza assoluta, immerso in una quiete quasi surreale. Più precisamente, siamo tra l'imponente Mausoleo di Cecilia Metella e l'antistante chiesa sconsacrata di San Nicola a Capo di Bove. È proprio qui che, durante una passeggiata di buon mattino per testare l'attitudine dello Scrambler su alcuni dei sampietrini più insidiosi della Capitale, ci è venuta l'idea di puntare le ruote verso l'affascinante Canale Monterano, antica città fantasma, nei pressi di Manziana, set di pellicole indimenticabili come "Ben Hur", "Brancaleone alle Crociate" e "Il marchese del Grillo".
Presto fatto. Percorriamo l'Appia Antica in direzione centro e, nei pressi del Museo delle Mura (da non perdere una veloce visita al vicino Arco di Druso), svoltiamo a sinistra, verso le terme di Caracalla, fino a imboccare il lungotevere Aventino in direzione Isola Tiberina, Castel Sant'Angelo. Una Roma dagli scorci meravigliosi, in cui lo Scrambler Urban Enduro si muove con grande disinvoltura, incurante di rotaie del tram e ciottoli insidiosi, soprattutto dopo aver ammorbidito di un click la molla della sospensione posteriore, un po' troppo 'secca', nella regolazione standard, nell'assorbire buche e imperfezioni del manto stradale.
Procediamo velocemente, decidendo di arrampicarci fino al Gianicolo per un veloce saluto a Roma dall'alto, dopodiché, bordeggiando villa Doria Pamphili, proseguiamo lungo la SS1 Aurelia che ci porta, in breve, oltre il Grande Raccordo Anulare, fino all'uscita per Fregene.
Qui imbocchiamo la cosiddetta via dell'Arrone, seguendo le indicazioni per Cesano-Testa di Lepre. Dopo un tratto di strada relativamente dritto, il tracciato si fa finalmente più ondulato, correndo piacevole attraverso campi coltivati e casali. Il percorso ideale per godersi l'allegra danza dello Scrambler tra le curve, sempre pronto, all'occorrenza, a tirare fuori tutto il DNA Ducati, con un'immediata risposta al comando del gas, accelerazioni brillanti e un piacevole rigore ciclistico, anche nelle pieghe più accentuate, quando si forza un po' il ritmo. Una resa davvero niente male per una modern-classic, sebbene il meglio di sé, questo modello, lo dia pennellando piacevolmente le curve senza andare a cercare inutili esasperazioni alla guida.
Poco prima di incrociare la SS493 Braccianese, nei pressi di Santa Maria di Galeria, dedichiamo una sosta alla scoperta della chiesa di Santa Maria in Celsano, all'interno del suggestivo borgo, e (nelle vicinanze) alla visita di Galeria Antica, una delle città fantasma che caratterizzano questo intrigante itinerario.

Da Santa Maria di Galeria al celebre 'Baretto'

Ripreso il percorso, raggiungiamo la Braccianese e la imbocchiamo in direzione Bracciano, proseguendo fino a raggiungere, poco prima di Manziana, la deviazione per Pisciarelli. Da qui, sempre dritti, finché pian piano, l'asfalto non lascia spazio ad una piacevolissima strada bianca, dove gli pneumatici scolpiti dello Scrambler Urban Enduro artigliano piuttosto bene il terreno. Al resto pensa il largo manubrio, che garantisce un ottimo controllo anche nella guida in piedi. Lo Scrambler non è una moto da off-road specialistico ma su sterrati facili fa divertire e non poco.
La strada raggiunge presto un incrocio, dove svoltiamo a sinistra, attraversando un passaggio a livello sperduto tra i campi. Sembra quasi di ritrovarsi in compagnia di Troisi e Benigni, nella celebre scena del casellante in "Non ci resta che piangere".
Poco oltre, riguadagniamo l'asfalto e sbuchiamo nella piacevole piazza di Manziana, dove ci concediamo una breve pausa all'ombra. Dopodiché, subito in sella. La voglia di raggiungere l'affascinante Monterano Vecchia è tanta, così imbocchiamo la motociclistica SP3a in direzione Tolfa e - dopo qualche chilometro caratterizzato da piacevoli curvoni - svoltiamo in direzione di Canale Monterano. Qui, raggiunto l'abitato, nei pressi della chiesa, andiamo avanti seguendo le chiare indicazioni per il parcheggio di Monterano Veccchia.
Si procede su asfalto, fin poco oltre lo stadio, poi il percorso torna di nuovo sterrato e suggestivo, tra cavalli al pascolo e scorci naturali di grande fascino. Una manciata di chilometri e, attraversato un lungo tunnel tra gli alberi (una vera e propria "camera verde"), si raggiunge il parcheggio dove è possibile lasciare la moto e raggiungere la città fantasma di Monterano, dopo una passeggiata di circa 400 metri.
Il colpo d’occhio sui ruderi è letteralmente mozzafiato… proprio come una passeggiata attraverso le rovine del Palazzo Altieri, con la famosa fontana del leone, progettata dal Bernini. Poco più in là, il convento abbandonato di San Bonaventura, col suo bucolico spiazzo erboso, è il tipico colpo di grazia, in grado di catapultare inesorabilmente il visitatore in un affascinante viaggio nel tempo, tra nobili dame e cavalieri.
Tornati al nostro destriero desmodromico, percorriamo a ritroso la strada fino all'abitato di Canale Monterano e da qui, ancora, fino a Manziana, da dove proseguiamo lungo la SS493 Braccianese (in direzione Bracciano) fino al vicino incrocio, sulla destra, con la SP2C (indicazioni per Sasso-Aurelia-Aeroporto Savini). È questa la strada che, nel giro di alcuni piacevolissimi chilometri, porta alle suggestive Caldare di Manziana. Più esattamente, si dovrà raggiungere via della Caldara (sulla sinistra) nei pressi dell'agriturismo "Le Caldare", proprio lungo la strada. Seguendo via della Caldara, dopo l'ultimo tratto su strada battuta, si raggiunge il parcheggio antistante l'ingresso del monumento naturale della Caldara di Manziana. Un'altra passeggiata a piedi di 400 metri circa, conduce all'interno di uno scenario ancestrale, dal fascino assoluto, dominato dalla polla da cui sgorgano acque sulfuree a 27°. Un luogo davvero particolare. Attenzione: per raggiungere la Caldara, attraversato il cancello nei pressi del parcheggio, si dovrà procedere lungo il sentiero per circa 200 metri, dopodiché si dovrà svoltare sul percorso a sinistra, avvicinandosi pian piano alla staccionata sul versante opposto della spianata. La Caldara si trova proprio oltre questa staccionata.
Con gli occhi ancora rapiti dall'incredibile visione, si torna in sella e si ripercorre la SP2c fino alla Braccianese. Proseguendo in direzione Bracciano, col suo bel castello in posizione panoramica , si viene rapiti dai riflessi azzurri provenienti dall'ampio lago di origine vulcanica. Una bella passeggiata al bel vedere e via, lungo la piacevole strada che lo bordeggia in direzione di Trevignano Romano, per poi raggiungere Anguillara Sabazia, guidando tra piacevoli curve e tratti in rettilineo.
Da qui, procediamo in direzione Cesano, fino alla Cassia Bis, dove possiamo sperimentare la resa dello Scrambler anche sul veloce: l'effetto vela tipico del manubrio largo e la totale assenza di riparo aerodinamico, suggeriscono - in questo frangente - velocità di crociera mai oltre i 90-100 Km/h.
Tornati a Roma, dopo esserci allungati fino al Ponte della Musica, per un seducente colpo d'occhio all'imbrunire, puntiamo con decisione le ruote al noto Baretto di Ponte Milvio. Qui, con lo Scrambler parcheggiato a pochi metri dal tavolino, ci godiamo finalmente un po' di relax, con gli occhi ancora pieni degl'incredibili luoghi attraversati, in questa giornata in sella all'Urban Enduro di Casa Ducati.

Da non perdere lungo il percorso

Una passeggiata in moto sull'Appia Antica, nei pressi del mausoleo di Cecilia Metella, durante le prime ore del giorno o all'imbrunire. Arrivati qui, parcheggiate e godetevi la quiete e la bellezza di uno degli angoli più belli di Roma.
A Santa Maria di Galeria, una visita al pittoresco Borgo con la chiesetta del XII secolo che, al suo interno (molto suggestivo), conserva dipinti e affreschi di pregio. Nelle vicinanze, andate alla scoperta di Galeria Antica, col castello diroccato e la chiesa di San Nicola. La leggenda vuole l'antico borgo infestato da un fantasma menestrello di nome “Senz’affanni”.
L'incredibile visita alla città abbandonata di Monterano Vecchia, abitata sin da epoca etrusca e fiorita nel tardo medioevo. Un luogo unico nel suo genere, location di numerose pellicole memorabili.
La Caldara di Manziana, ambiente sulfureo e intrigante, che proietta il visitatore letteralmente su un altro universo. Quando si pensa allo stato primordiale del nostro Pianeta, probabilmente lo si immagina così.
Le splendide vedute e gli scorci offerti dal lago di Bracciano, con una visita all'omonimo centro (imperdibili il castello e il bel vedere) e alle località di Trevignano Romano e Anguillara Sabazia.
Rientrati a Roma, una passeggiata sul ponte della Musica, che collega le due sponde del Tevere tra il Parco della Musica e il Foro Italico, per poi andare a bere qualcosa di fresco ai tavolini dell'inossidabile Baretto di Ponte Milvio (proprio sul piazzale antistante il ponte), uno dei posti migliori, a Roma, da raggiungere su due ruote.

La moto dell'itinerario

Lo Scrambler Ducati rappresenta un mezzo perfetto per vivere la propria passione motociclistica in maniera molto easy e spensierata: città, uscite serali, gite fuori porta, lungomare, vacanza (ma non viaggio)... questo il suo terreno di caccia ideale, in cui non rinuncia a sfoderare il tipico 'caratterino' che contraddistingue i modelli di casa Ducati. Il bicilindrico da 803 cm3 gode di un'erogazione corposa e vivace, supportata da una ciclistica solida e precisa. Anche la frenata, nonostante il disco singolo anteriore, convince appieno. In poche parole, una scelta davvero interessante all'interno del segmento modern-classic, da godere a velocità possibilmente mai oltre i 100 Km/h (vista la totale assenza di riparo aerodinamico e il tipico effetto "vela" causato dall'ampio manubrio); una moto eclettica e in grado di divertire, allo stesso modo, tanto su percorsi ondulati, quanto su sterrati poco impegnativi.
L'allestimento Urban Enduro, che abbiamo utilizzato per questo itinerario, propone nello specifico particolari volti ad incrementare l'appeal "enduro" del mezzo, a partire dal largo manubrio off-road dotato di traversino di rinforzo, dalle protezioni per motore e parti delicate, fino alle bellissime ruote a raggi (con cerchi da 17'' al posteriore e 18'' all'anteriore, che calzano ottimi Pirelli Dual Sport) e alla bellissima sella a doghe (con l'unico demerito di risultare alla lunga un po' troppo dura). Dalla giungla cittadina a località fascinose, fuori dalle rotte abituali... what else?

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Itinerari , turismo


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