Test

pubblicato il 19 settembre 2007

Moto Morini Corsaro 2007 - TEST

Un torello scatenato per grandi emozioni!

Moto Morini Corsaro 2007 - TEST
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Se il vostro desiderio di naked bicilindrica ad elevate prestazioni è in linea con un budget di 12.000 euro circa, la scelta non può che ricadere su quattro proposte europee: KTM Super Duke, Ducati Monster S4R, Aprilia Tuono 1000 R e...la protagonista del nostro test, la Moto Morini Corsaro 1200. Italiana, anzi italianissima in ogni sua componente la moto che ha riportato in vita il celebre marchio bolognese ha tutte le carte in regola per mettere in riga le rivali sopra citate da un punto di vista puramente prestazionale, senza dimenticare un occhio di riguardo per lo stile, davvero azzeccato.

Solitamente non ci sbilanciamo troppo nel giudicare le forme di un'auto o di una moto ma con la Corsaro, dobbiamo essere sinceri, è stato diverso sin dal primo giorno: la bicilindrica emiliana, nella sua elegante colorazione rosso/grigia, si è fatta notare anche a motore spento...ed il bello è arrivato quando numerosi passanti, scorrendo gli occhi sulle eleganti curve del serbatoio, hanno individuato la mitica aquila Moto Morini. Apriti cielo: di storie più o meno leggendarie di legate alle Moto Morini che furono ne abbiamo ascoltate a decine ed in pari numero abbiamo distribuito informazioni sulla Corsarona, la quale è piaciuta in modo trasversale all'età dei nostri interlocutori. Un interesse "atipico" e che, probabilmente, potrebbe essere tale solamente nel caso di un altro marchio rispolverato coraggiosamente dall'Aprilia di Beggio e poi tornato nel dimenticatoio con l'arrivo di Piaggio: la Laverda.

Insomma, in Moto Morini non manca nulla per fare bene: il pubblico ha in mente in modo indelebile il marchio e la sua storia, lo staff tecnico/dirigenziale è composto da un manipolo di uomini con la testa sulle spalle ed il motore installato sui Corsaro e sull'altro modello in gamma, la 9 1/2, è uno dei più incredibili bicilindrici che la storia della produzione di serie abbia mai conosciuto.

140 CV a 8.500 giri e 123 Nm di coppia massima a 6.500 giri sono numeri incredibili, che nascono da un cuore a V87° di 1.187 cc. dotato di pistoni da 107 mm! di diametro che corrono per 66mm. Dotato di quattro valvole per cilindro, comandate da una distribuzione bialbero, il cuore bolognese affida la sua regolarità ad un sistema di iniezione elettronica che fa capo a corpi farfallati da ben 54 mm. In grado di rispettare ampiamente la normativa Euro3 in tema di emissioni, il V2 progettato dll'Ing. Franco Lambertini trasferisce la sua forza "all'esterno" passando attraverso una efficace frizione multidisco in bagno d'olio, con funzione antisaltellamento, ed un cambio a sei rapporti. Immancabili i due silenziatori di scarico, sparati verso il cielo sotto il rastremato codino, preceduti da un collettori di scarico di grosso diametro ben integrati in uno schema stilistico "minimalista".

Una forza che i tecnici Moto Morini hanno deciso di imbrigliare in un elegante telaio a traliccio di tubi d'acciaio , verniciato per l'occasione di rosso, in grado di contenere il passo in 1.440 mm e l'altezza della sella a 810 mm. Lunga 2.05 m, la Corsaro 1200 dimostra di essere over-size non solo nel propulsore ma anche nel diametro degli steli della forcella a steli rovesciati, che sono da 50 mm. Dietro, invece, l'oscillazione del forcellone in alluminio è controllata da un mono-ammortizzatore pluriregolabile in grado di assicurare 130 mm di corsa. Alla stregua di propulsore, forcella e scarichi anche l'impianto frenante è "generoso": i dischi anteriori sono da 320 mm di diametro abbinati a pinze Brembo assiasi a quattro pistoncini, mentre dietro lavora un più normale disco da 220 mm con pinza Brembo a pistonicino singolo. Degni di nota anche i cerchi in lega leggera a sei razze ed il manubrio ad ala di gabbiano anodizzato. Contenuto, nonostante il dimensionamento di alcuni particolari e la cilindrata del propulsore, il peso: 198 kg a secco sono un valore a dir poco eccezionale e destinato a rimanere comunque molto basso (205 kg con tutti i liquidi ma senza benzina) anche con il pieno di carburante (17 litri).

Insomma, l'avrete certamente capito: questa Moto Morini Corsaro 1200 ci è piaciuta e merita, a nostro parere, almeno quattro stelle su cinque da un punto di vista tecnico/estetico. Nonostante il prezzo del tutto in linea a quello delle rivali, le quali però sono prodotte su scala maggiore, la Corsarona vanta rifiniture di pregio, ottime verniciature, nessun trafilaggio di liquidi ed una cura per il dettaglio quasi maniacale: notevole l'impatto estetico, ad esempio, della pregevole fusione del carter motore così come ci ha stupito l'ordine con il quale sono stati disposti gli organi secondari ed i cablaggi.
La stella mancante fa riferimento alla fattura specchi retrovisori, banali rispetto al resto della moto, alla totale assenza di spazio sotto la sella (non ci stanno nemmeno i documenti!) e la sistemazione dei radiatori di acqua e olio, che meriterebbe un alloggiamento più curato.

Ottima, invece, la strumentazione analogica/digitale con zona rossa a 9.500 giri. Il display LCD fornisce numerosissime informazioni, quali la velocità, il trip totale e parziale, la temperatura dell'acqua e molto altro. Non mancano alcune essenziali spie luminiose, tra cui quella folle, della riserva e del...fuorigiri.

Fuorigiri, appunto. Una situazione che con la Corsaro si avvera spesso: sbattere con violenza addosso al limitatore fissato appena prima della zona rossa è la cosa più semplice del mondo...ed il bello è che, nelle prime tre marce, il raggiungimento della zona rossa è spesso accompagnata da vistose impennate o da generose derapate della ruota posteriore.

Avete capito bene: l'esuberanza con la quale viene erogata la coppia del V2 emiliano si manifesta in modo evidente ed ha dell'incredibile. Difficile immaginare lo sforzo della povera Pirelli Diablo posteriore quando la manopola del gas è ruotata di 90°: già a 3.000 giri, infatti, sono più di 75 i Nm di coppia massima disponibile e questo si traduce in prestazioni esplosive ma anche nella possibilità di viaggiare in tutta tranquillità con marce alte, magari a 40/50 km/h con la sesta marcia inserita in puro stile "cambio automatico".

E' proprio nell'erogazione e nella quantitià di coppia motrice disponibile a tutti i regimi, dunque, che la creatura dell'Ing. Lambertini fa la differenza, perchè a ben guardare il valore di potenza massima è tutto sommato in linea con quello erogato dai bombardoni Aprilia e Ducati: dai 3.500 ai 7.000 giri la Corsaro viaggia costantemente con una decina di CV e 20 Nm di coppia massima in più, assicurando una resa stradale che ha dell'incredibile ed una capacità di divorare lo spazio rettilineo che divide due curve con una voracità impressionante. Un livello prestazionale di assoluto riferimento nella sua categoria ma che non fa certamente rientrare Corsaro in quella categoria di moto ritenuta facili da guidare. Anzi, proprio per via della sua esuberanza ai medi regimi la milledue bolognese necessita di un pilota che sappia esattamente cosa fare, perchè è vero che con lei è facile viaggiare rilassati ma è altrettanto facile ritrovarsi in situazioni non certamente semplici da gestire per un motociclista di media esperienza.

Bastano pochi gradi di gas, infatti, per trasformare la passista Corsaro in un torello infuriato con una voce da tenore, consegnando nelle mani del pilota un mix di adrenalina e piacere di guidare che, fortunatamente, trova nell'efficacia del reparto ciclistico un valido alleato.

Certo, un po' di agilità in più nei cambi di direzione non guasterebbe ed una posizione del busto meno eretta aiuterebbe a non appendersi letteralmente al manubrio alle alte velocità - spesso si innescano lievi oscillazioni oltre i 180 km/h - ma la Corsaro si è sempre dimostrata sincera in ogni fase di percorrenza di curva (uscite a gas spalancato a parte!) e la sicurezza trasmessa nelle entrate in curva e nelle percorrenze è di notevole spessore. Merito della forcella anteriore da 50 mm, che scorre molto bene gestendo al meglio ogni variazione di assetto, ma anche di quote ciclistiche pensate per rendere il più stabile possibile la dinamica della Corsaro anche nei curvoni alle alte velocità.

Con simili prestazioni l'impianto frenante doveva per forza di cose essere eccezionale. In effetti è proprio cos' perchè l'impianto anteriore è potente ma riesce a trasmettere un ottimo feeling, mentre al posteriore è lo stesso propulsore ad assicurare gran parte del potere frenante - ottimo il comportamento della frizione antisaltellamento -, lasciando alla pinza posteriore un semplice ruolo di rifinitura nella sua azione sul disco da 220 mm.

Rispetto alle versioni pre-serie provate in occasione del debutto di Corsaro teniamo a sottolineare come il lavoro svolto tra motoristi Magneti Marelli ha portato ad una totale risoluzione dei problemi di regolarità di funzionamento che affliggevano i primi bicilindrici 1.200 Moto Morini: del passato sono rimaste solamente piccole incertezze all'avviamento ed un consumo di carburante leggermente più elevato delle rivali, ampiamente giustificabile viste cilindrata e prestazioni.

Disponibile nelle colorazioni nero/argento e rosso/argento Moto Morini Corsaro 1200 è disponibile presso le concessionarie ufficiali Moto Morini ad un prezzo di 12.350 euro. Concorrenziale.

Autore: Emiliano Perucca

Tag: Test , strada , bicilindriche , naked


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