Curiosità

pubblicato il 12 luglio 2015

UberPop, secondo ko:ma la partita è davvero finita?

Respinto il ricorso di Uber contro la chiusura di UberPop. Ma ecco perchè la questione potrebbe riaprirsi

UberPop, secondo ko:ma la partita è davvero finita?

E due. Dopo il primo stop imposto dal tribunale di Milano, arriva anche il no al ricorso. UberPop, l’app che ti consente di prendere un taxi privato guidato da conducenti qualsiasi (senza licenza specifica), perde di nuovo. Una seconda sconfitta per Uber, la società californiana che sta seminando il panico fra i tassisti di tutto il mondo. I motivi? Primo: UberBlack, le berline nere con la volante guidatori con licenza (Ncc, Noleggio con conducente). Che va avanti ancora, in tutto il mondo. Secondo: UberPop, il taxi alternativo privato, stoppato a Milano due volte, con sentenza valida in tutta Italia. Perché ci sarebbe concorrenza sleale, e perché sarebbe pregiudicata la sicurezza: poco si sa del guidatore e del veicolo di UberPop, dicono i giudici.

Quali paure

I timori dei tassisti sono leciti: UberBlack e UberPop sono concorrenza allo stato puro, attraggono i giovani per via dell’uso di smartphone e tablet. Sono servizi moderni che sfruttano le tecnologie. Al momento, almeno sul fronte UberPop, in Italia stravincono i tassisti, ma la partita è lunga. Anzitutto, il Codice della Strada prima o poi verrà riscritto: sono norme del 1992, quand’ancora si scriveva con penna e calamaio. Sono regole interpretabili in mille modi, cavilli antiquati nati vecchi e ora già morti e sepolti. E inoltre il progresso si può arginare con qualche sentenza di tribunale, ma non lo puoi fermare. È stato così per i computer, per Internet, per gli smartphone; sarà così per la mobilità legata al web.

La reazione di Uber

In definitiva, la decisione dei giudici riguarda UberPop (presente a Milano, Genova, Torino e Padova) e non UberBlack, che continua a operare a Roma e Milano. UberPop resta la declinazione collaborativa e low cost di Uber. Grazie a questa piattaforma di ride sharing le persone che dimostrano determinati requisiti (fedina penale pulita, patente da più di 3 anni, assicurazione e controlli della macchina in ordine) possono mettersi a disposizione e dare passaggi ad altre persone che scelgono di utilizzare UberPop per spostarsi in città. Vedremo se Uber riuscirà a costruire un servizio in modo da rientrare in confini più ristretti. In attesa che i nostri politici riformino il Codice della Strada: qualche mese fa, stavano appunto disegnando un nuovo articolo del codice al fine di chiarire la posizione di Uber. Poi, la cosa è caduta nel dimenticatoio. A chi dava fastidio?

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , tecnologia , codice della strada , trasporti


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