Itinerari

pubblicato il 11 luglio 2015

In Sicilia con l'Honda tra mulini, tramonti e cieli azzurri

In moto, lungo le strade della provincia di Trapani, tra arte, bellezza, tradizioni, e un mare d’incanto

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L’estremo occidente siciliano... perché arrivare fin qui in sella ad una motoLuoghi dalla bellezza indiscutibile, ricchi di storia, natura e arte, che hanno il pregio di esaltarsi in alcuni momenti della giornata. Come al tramonto, quando attraversarli su due ruote è un’esperienza che non si può dimenticare. Quello che segue è un itinerario di massima, da scomporre a proprio piacimento, per andare alla scoperta di questo affascinante territorio, con la certezza di percorrere sempre le strade migliori.

Da Castellammare del Golfo a Erice

Castellammare del Golfo e i suoi dintorni, fino alla caratteristica Scopello, rappresentano la base ideale per partire all'esplorazione delle bellezze della provincia di Trapani, grazie alla relativa vicinanza alle grandi città e alla comoda autostrada gratuita A29.
Da Castellammare, si imbocca la SS187 in direzione San Vito lo Capo. La strada offre subito bellissimi panorami sul golfo e piacevoli istanti di guida durante i primi chilometri, che disegnano una serie di lunghi curvoni veloci, con asfalto buono. Poi il tracciato si fa un po’ più noioso, ma non temete... ci sarà modo di rifarsi più avanti. Oltrepassato il bivio per San Vito lo Capo (dove torneremo nella seconda parte dell’itinerario), si prosegue in direzione Valderice. Importante: passando nell’abitato di Valderice, ignorate le prime indicazioni per Erice e proseguite dritto fino a Trapani.
L’avvicinamento a Trapani, con la vista leggermente dall’alto delle saline in lontananza, e il blu del mare tutt’attorno, ha sempre il suo fascino.
Una volta raggiunto l’abitato del capoluogo siculo, seguite le indicazioni per la funivia e, una volta lì, prendete la strada (sulla sinistra, guardando la funivia) in direzione Erice. A questo punto, preparatevi: state per godervi 13 dei chilometri tra i più belli dell'intera la Sicilia. Per panorami, piacere di guida e intensità della meta, la strada che unisce Trapani ad Erice meriterebbe una menzione d’onore nell'elenco delle cose da fare in moto, almeno una volta nella vita. E mi raccomando, tra una piega e l’altra, prendetevi tutto il tempo per godervi la vista sulle isole Egadi (Favignana, Levanso e Marettimo), sul mare di Trapani e sul suggestivo Monte Cofano (mai nome fu più appropriato).
I motivi per raggiungere Erice sono molteplici, e vanno dai panorami incredibili, al ricco patrimonio artistico e architettonico, che si svela ad ogni passo tra le suggestive viuzze medievali. Senza dimenticare, poi, le gioie del palato, tra ottime trattorie e rinomate pasticcerie con prodotti tipici, che valgono da soli l’escursione (una su tutte, la famosa pasticceria “Grammatico”). Erice, tra l’altro, vista la posizione elevata, è anche un’occasione perfetta per trovare un po’ di sollievo, dal caldo, nelle giornate più torride.

Da Erice a Trapani (più Saline e Stagnone di Marsala)

Per tornare a Trapani, nonostante i percorsi alternativi, il consiglio è di ripercorrere la strada dell’andata (che in discesa merita forse ancora di più), col suo tracciato coinvolgente e i panorami leggendari, mentre il nastro d’asfalto si insinua negl’incavi della montagna, curvoso e suggestivo. Se l’ora è quella del tramonto, non vorrete andarvene mai più.
Ma da queste parti, ci sono almeno altri 2 luoghi, dalla bellezza sconcertante, da non mancare assolutamente in prossimità del tramonto: le saline di Trapani e la laguna dello Stagnone, a Marsala. Quale dei due preferire? Impossibile rispondere, quindi mettete in cantiere almeno 2/3 tramonti da trascorrere in zona. Ecco come raggiungere queste località e cosa fare quando sarete in zona.
Saline di Trapani. Uscendo dall’abitato (di Trapani) prendete la SP21 in direzione Marausa e, quando lo incontrerete, imboccate il bivio, sulla destra, per Nubia. Da qui in avanti, iniziate a seguire le indicazioni per Salina Calcara. Vi ritroverete, così, all’interno della Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani e Paceco. In estrema sintesi, un luogo incredibile, remoto, che vi darà la sensazione di trovarvi letteralmente fuori dal mondo, in un intrico di percorsi in terra battuta (perfettamente percorribili con ogni genere di moto), che corrono tra le suggestive vasche multicolore delle saline e pittoreschi mulini.
Raggiungete la Salina Calcara, godetevi il panorama e, mentre attendete che il tramonto infiammi ogni cosa, facendo brillare di mille colori i cristalli di sale, concedetevi una visita all’interessante mulino restaurato (per info www.salinacalcara.it).
Stagnone di Marsala . Con un veloce trasferimento da Trapani, raggiungete Marsala nel tardo pomeriggio. In particolare, arrivate a Capo Lilibeo, estrema punta occidente dell’isola e da qui, seguendo la costa, guidate in direzione Stagnone - Saline - isola di Mozia. La strada corre piacevole e panoramica, lambendo le acque della laguna, tra barchette coloratissime di pescatori, piccoli pontili e - da un certo punto in avanti - splendide saline, con i loro antichi mulini utilizzati per la lavorazione del sale. Un tratto da guidare in pieno relax, lasciandovi avvolgere dall’atmosfera rosa aranciov amplificata dalle acque immobili tutt’attorno. Semplicemente, un luogo magico, che regala alcuni dei tramonti più spettacolari al mondo. Da non mancare, in zona, una visita all’isola di Mothia, col suo insediamento fenicio (raggiungibile anche a piedi attraverso un sentiero lastricato coperto da circa mezzo metro d’acqua). E proprio nei pressi dell’imbarcadero per Mozia, potrete decidere di gustarvi il tramonto ai tavolini del celebre Mamma Caura: uno degli aperitivi più indimenticabili del pianeta (www.mammacaura.it).

Da Trapani a San Vito lo Capo (più riserva dello Zingaro)

Per raggiungere la pittoresca San Vito lo Capo, con la sua splendida costa, il consiglio è diu percorrere un piacevole tragitto che, nella sua parte iniziale, corre ondulato, sulla scogliera, a bordo mare. Da Trapani, prendete la SP20 in direzione Pizzolungo, Tonnara di Bonagia, nei cui pressi rimarrete colpiti dalla nutrita colonia di gabbiani, che planano su un mare incredibilmente azzurro. A far da sfondo, la sagoma imponente del monte Cofano, che vedrete avvicinarsi sempre più, a mano a mano che procederete verso Custonaci.
Dovete sapere che la Riserva di Monte Cofano è un luogo di incredibile bellezza e acque cristalline, in grado di rivaleggiare, ad armi pari, con la vicina (e più celebre) Riserva dello Zingaro. Custonaci è la base ideale per andare alla sua scoperta.
Lasciata Custonaci, proseguite lungo la SP16 (in direzione San Vito), fino a raggiungere la suggestiva località di Castelluzzo, con le sue case basse e la piacevole atmosfera. Ancora pochi chilometri e la bellezza del mare, nei pressi di San Vito lo Capo, vi esploderà in tutta la sua incontenibile bellezza davanti alla visiera del casco.
Poco prima di raggiungere il centro abitato di San Vito, all’altezza di un’ampia area di sosta panoramica, infilatevi nella stradina del Camping Village Al-Bahira. Da qui, attraverso una lingua d’asfalto direttamente sulla scogliera, potrete partire alla ricerca di una caletta tutta per voi, dove gustare un bagno in totale relax. Se invece siete amanti della sabbia, il candido arenile di San Vito, più avanti, oltre il centro abitato, vi darà la tipica sensazione da mar dei caraibi (peccato l’affollamento nel mese di agosto).
Irrinunciabile, a questo punto, un’escursione alla Riserva dello Zingaro. Potrete raggiungerla da San Vito attraverso la piacevole strada ricca di curve panoramiche che, dal paese (subito oltre il lungomare e perfettamente segnalata) porta alla Riserva (si può accedere allo Zingaro, sia da Castellammare, in zona Scopello, che da San Vito lo Capo, ma il consiglio è di optare per quest’ultima soluzione). Questo breve tratto di strada, soprattutto nel tardo pomeriggio, saprà offrirvi istanti di guida da gustare in relax, con gli occhi spalancati sulle indescrivibili sfumature di blu, pronte a sorprendervi ad ogni curva. Magari dopo una bella giornata trascorsa tra le calette della Riserva (semplicemente stupende. Per raggiungerle, però, c’è da camminare. Mi raccomando, scarpe comode e una buona riserva d’acqua).

Da San Vito lo Capo a Castellammare del Golfo

Da San Vito, percorrete a ritroso la SP16, fino al bivio con la SS187, che dovrete prendere in direzione Castellammare-Palermo. Percorsi circa 11 km, fate attenzione alla deviazione per Balata di Baida. Svoltate e seguite le indicazioni per Castello di Baida. Raggiunta questa particolarissima località, visitate il vecchio castello e la sua coorte interna, poi tornate in sella e fate attenzione a seguire le indicazioni per Scopello. Una strada panoramica, che scende in picchiata dalla montagna, con piacevoli vedute sul mare, vi condurrà a questo pittoresco borgo, celebre per il suo centro storico (dall’atmosfera davvero unica) e per la tonnara, con i suggestivi faraglioni, che troneggiano nel mare antistante. Un bagno da non mancare!
Un suggerimento: se siete in sella ad una maxi-enduro, enduro stradale o crossover sufficientemente “spigliato”, dal Castello di Baida prendete la stradina che si arrampica in direzione San Vito lo Capo (ben segnalata, ma nel dubbio meglio chiedere indicazioni). Superato il primo tratto di pietraia (impegnativo) raggiungerete un punto panoramico che - credetemi - vi ripagherà ampliamente di tutta la fatica fatta per arrivare fin lì (la strada procede, poi, asfaltata ricongiungendosi alla SP16 per San Vito lo Capo).
Da Scopello, seguite le indicazioni per Castellammare del Golfo. Dopo un po’, vi ritroverete sulla SS187, lungo il medesimo tratto di strada iniziale, percorso all’andata. Se avrete la fortuna di arrivare qui durante le ultime luci del giorno, potrete godervi la vista dall’alto sulla fortezza di Castellammare all’imbrunire, mentre le mille luci del porto si vanno accendendo.

Da non perdere

A Trapani, una suggestiva passeggiata sulle mura di tramontana, magari partendo dall’antica piazza del Mercato del Pesce, fino alla torre Ligny e al belvedere delle sirene. Tutto il centro storico, in ogni caso, merita una visita, tra suggestivi vicoletti lastricati, palazzi nobiliari, invitanti chioschi di prodotti tipici e le celebri 100 chiese;
La riserva dello Zingaro e quella di Montecofano. C’è da scarpinare un po’, ma si viene ampliamente ripagati da un mare cristallino e calette da mozzare il fiato. Meglio premunirsi con scarpe comode e un’opportuna scorta d’acqua;
a Scopello, una serata al pittoresco borgo, magari seduti ad un tavolino sotto l’enorme albero, che si trova in una piazzetta, ricavata in una coorte interna; e un bagno tra i faraglioni presso la vecchia tonnara.
Una passeggiata tra le casette bianche di San Vito lo Capo, rinomata località di mare che, nonostante l’assalto dei turisti in agosto, mantiene immutato il suo fascino. Imperdibile il Santuario di San Vito, simbolo stesso della cittadina, e le tante e ottime gelaterie e pasticcerie artigianali, dove mangiare una brioche col gelato o un ipercalorico (ma irresistibile) cannolo con la ricotta (un buon indirizzo, in quest’ultimo caso, è la pasticceria Capriccio, via Pier Santi Mattarella, 122). Ma San Vito lo Capo è anche nota per il famoso festival del cous cous che si tiene in settembre. Di certo, un ottimo pretesto per passare da queste parti;
una passeggiata a Castellammare del Golfo, possibilmente di sera, quando le luci del porto illuminano il suggestivo bastione e la vita si anima nelle viuzze del colorato centro storico, ricco di botteghe e localini. Un consiglio: comodissimo per noi Riders lasciare la moto nel parcheggio custodito nei pressi dell’area pedonale: 1.50 euro, quota fissa a prescindere dal tempo di sosta.
Saline di Marsala e Saline di trapani. Le prime, in località Stagnone, offrono tramonti in multicolor sulla splendida laguna, caratterizzata dalla presenza dell’isola di Mothia, che merita anch’essa una visita alla scoperta degli antichi reperti di età fenicia (un vecchio sentiero lastricato, che corre sotto mezzo metro d’acqua, consente ai più avventurosi di raggiungere l’isola anche a piedi). Le saline di Trapani, in un certo senso più selvagge, trattengono un non so che di avventuroso, che le rende irresistibili da raggiungere in moto. Molto interessante la visita al mulino della salina Calcara.
Un pomeriggio ad Erice, detta anche la città di Venere, col suo castello, il centro storico medievale di incredibile bellezza e la posizione privilegiata, con panorami a perdita d’occhio sul mare di Trapani, le isole Egadi e il monte Cofano. D’obbligo, una visita al laboratorio di pasticceria di Maria Grammatico, forse il più rinomato dell’intera Sicilia.
Un tuffo in piena Magna Grecia, con un’escursione alla scoperta dei templi di Segesta.

Dove mangiare

Per un buon cous cous a San Vito lo Capo, lontani dal cous cous fest, si può provare da Profumi di cous cous (viale Regina Mrgherita, 80). Locale molto curato, dall’atmosfera suggestiva. Tel 0923.974155.
Tutt’altro stile, a Castellammare del Golfo, al Chiosco da Giacomo. Ambiente molto informale, con tavoli apparecchiati alla buona, direttamente sul piazzale del porticciolo antistante la fortezza. Cous cous, zuppa di cozze e vino, 15/18 euro circa a persona. Qualità buona, ambiente rilassante e piacevole. Da provare!
Per un caratteristico pane cunzato (pane locale farcito di sarde, pecorino, pomodori e olive), un ottimo indirizzo è l’antico forno a Scopello; ottima anche la versione proposta da “Il Forno a Legna”, nel comune di Custonaci, sulla strada che dalla SS187 porta San Vito lo Capo. Quest’ultimo, dotato di tavolini all’aperto e ampio parcheggio a vista per la moto, è davvero un ottimo indirizzo, sia a pranzo che a cena, per gustare tantissime specialità della gastronomia locale e un’ottima pizza, cotta al forno a legna (consigliatissimo: un posto dove si finisce col tornare spesso).
A Erice, per evitare di finire preda di luoghi eccessivamente turistici, si può bussare alla porta del ristorante Monte San Giuliano. Prezzi nella media del luogo, buoni il cous cous e i busiati (la tipica pasta locale fatta in casa). Vicolo san Rocco, 7. Tel 0923.869595;
Mamma Caura, in località Stagnone, a Marsala, di fianco all’imbarcadero per l’isola di Mothia, oltre che per un ottimo aperitivo durante il suggestivo tramonto alle saline, è anche il luogo giusto per una piacevole cenetta romantica.

Autore: Diego D'Andrea

Tag: Itinerari , turismo , viaggi


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