Attualità e Mercato

pubblicato il 16 giugno 2015

Privacy e autovelox: il Comune controlli chi invia le multe

Se il Comune affida all'esterno la notifica delle multe, deve sorvegliare anche la spedizione

Privacy e autovelox: il Comune controlli chi invia le multe

Un brutto vizio dei Comuni. Prendi la multa in una città del Nord, per un’infrazione commessa in un comune, ma il verbale viene lavorato e spedito da una società esterna al comune, magari dal Centro Italia. Risultato: paghi spese di notifica sui 10-15 euro. Il Comune ci guadagna per ogni multa (si mangia l’importo da codice della strada, e non spartisce i proventi), la ditta esterna ci guadagna per ogni verbale spedito: a perderci sei tu, che paghi per tutti e foraggi il sistema. I giudici si sono occupati numerose volte della questione, ma di rado si viene a capo di qualcosa: occorre provare che il comune e la ditta facciano di tutto per incrementare il numero di contravvenzioni… Però il garante privacy mette un bel paletto ai Comuni adesso, come segnala poliziamunicipale.it, con ordinanza di ingiunzione nei confronti del comune di Montefranco, Terni (2 aprile 2015). Ma occhio: la stessa identica ordinanza può valere verso centinaia di amministrazioni locali.

Piano con le furbate

In caso di controlli del garante, possono scattare sanzioni molto salate se nei processi di lavorazione delle sanzioni intervengono ulteriori fornitori non contemplati agli atti. Il trattamento dei dati personali per la gestione della filiera delle multe stradali da parte dei comuni richiede il rispetto di alcune complesse formalità specialmente quando nei processi burocratici intervengono i privati con attività di data entry, stampa e spedizione. Esempio: se la ditta lavora dati sensibili, non può dare il lavoro a una seconda società, in subappalto. L'attività di stampa, imbustamento e spedizione delle multe deve essere sorvegkliata dal comune. E senza una disposizione di legge o di regolamento, neanche i comuni possono trattare i dati personali ovvero conferirli a un privato per la cura dell'attività sanzionatoria stradale.

Il garante bastona

“Sarebbe stato corretto - ha scritto l’authority - che il comune, in qualità di unico titolare del trattamento, procedesse, anche nei riguardi della XXX s.r.l., alla designazione di responsabile del trattamento. Invece, in assenza di tale designazione, le comunicazioni di dati personali tra i due soggetti sono stati correttamente inquadrati alla luce della legge, ovvero quale comunicazione di dati da un soggetto pubblico a uno privato, ammissibile, tuttavia, unicamente quanto è prevista da una norma di legge o di regolamento, che, nel caso in esame, manca”. Alla fine, il comune pagherà 4.000 euro di sanzione. E qui si apre un altro capitolo doloroso. Ipotizzando infatti che anche altri comuni vengano multati per irregolarità, alla fine la sanzione sarà proporzionata al danno?

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , multe


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