Test

pubblicato il 8 giugno 2015

Yamaha NMax 125 2015 - TEST

Abbiamo provato il nuovo 125 nipponico sulle splendide strade di Lisbona. Pronti a sapere come va?

Yamaha NMax 125 2015 - TEST

Lisbona è una città dalle mille sfaccettature, nella quale possiamo trovare elementi comuni a tantissime città europee e italiane, conditi da situazioni urbane che potrebbero mettere alla prova qualsiasi mezzo. Si va dalle ripide strade di collina del centro storico, ai peggiori sampietrini possibili interrotti dalle rotaie del tram, fino alle strade scivolose del lungomare e ai trafficatissimi tratti di tangenziale e circonvallazioni. Yamaha ha scelto la città giusta per presentare alla stampa internazionale il nuovo NMax 125, lo scooter sportivo entry level realizzato in Indonesia (dove viene venduto in cilindrata di 155 cc) ma pensato per il mercato globale. 
Basta guardarlo, l'NMax, per capire che si tratta di un progetto ben fatto: le linee sono sobrie e semplici, ma al contempo curate sia nel design che nell'accoppiamento di plastiche e colori. Le proporzioni sono "giuste" e il lato pratico ha lasciato comunque spazio ai designer per raggiungere il loro scopo: realizzare un mezzo che fosse al contempo elegante e sportivo, capace di abbracciare una fetta di utenza importante, per la maggior parte maschile ma senza escludere il gusto più raffinato delle donne. 
Le presentazioni scooter di Yamaha, tra l'altro, sono sempre accompagnate da attente analisi di mercato che spiegano perchè scegliere di produrre uno scooter con certe caratteristiche piuttosto che altre. NMax 125 è stato studiato per mettersi a metà della linea "urban", fra i modelli più economici in assoluto e i più raffinati. Una categoria di mezzo (A ruote basse) che mette d'accordo molti utenti e che ha già dimostrato di essere un ottimo compromesso, come confermato dalle vendite del concorrente diretto di questo scooter, l'Honda PCX 125, dichiaratamente citato come punto di riferimento da raggiungere e superare.

Tecnica, design ed ergonomia 

Premesse fatte, passiamo all'analisi diretta del mezzo: sul manubrio è impossibile non notare l'adesivo con la scritta "Blue Core", che rappresenta una nuova generazione di motori pensati per essere un ottimo compromesso fra prestazioni e consumi ridotti. Pur trattandosi di un 125, il motore è stato sottoposto ad attenzioni davvero maniacali e il monocilindrico raffredato a liquido con 4 valvole ha la fasatura variabile VVA (Variable Valve Actuation, si attiva a 6.000 giri), le luci d'aspirazione e scarico e i componenti mobili studiati per garantire la miglior efficienza possibile, con un rendimento termico che viene dichiarato superiore del 18% rispetto ai precedenti 125. Questo si traduce in una erogazione di potenza più corposa con una migliore combustione e consumi che arrivano fino a 45,7 km/l nel ciclo misto WMTC, che variano sensibilmente con i diversi utilizzi, come noteremo poi dal nostro test.
Ciclisticamente lo scooter punta più all'agilità che alle prestazioni da scooter di categoria superiore: NMax è dotato di un telaio in tub d'acciaio di diametro ridotto per contenere peso, ma con una struttura abbastanza larga da garantire stabilità e ospiter al centro del tunnel il serbatoio carburante. La forcella è di tipo tradizionale e il cerchio anteriore ospita un singolo disco da 230 mm, identico a quello posteriore ma dotato di ABS di serie. I cerchi hanno pneumatici di sezione larga per questioni di estetica e stabilità. Pneumatici 110/70-13 all’anteriore e da 130/70-13 al posteriore su cerchi da 13". L'ammortizzazione posteriore è data da due unità non regolabili. 
L'estetica, a mio giudizio, è apprezzabile molto più dal vivo che in foto. La scelta di mantenere un frontale con singolo proiettore dalla linea sobria (e se vogliamo anche molto semplice) è azzeccata perchè riesce a soddisfare utenti diversi e non manca di personalità grazie al parabrezza corto e sportivo e al funzionamento full-LED, che in marcia gli da un tocco tecnologico in più. Il tunnel centrale con il "boomerang" in vernicie grigia a contrasto è l'elemento che crea il family feeling dei "Max" di Yamaha, mentre il posteriore è probabilmente l'elemento meno riuscito, forse fin troppo banale ma comunque armonico nelle proporzioni. La sella è ampia e piuttosto comoda, il manubrio non è troppo largo e garantisce un ottimo controllo nei passaggi stretti fra le auto e i muretti, ma il plauso più grande va di sicuro alla pedana, ampia e capace di accogliere i piedi anche in posizione avanzata, con un'angolazione perfetta sullo scudo e tanto spazio. Meno spazio invece per i piedi del passeggero che può comunque fare affidamento su pedane ripiegabili. 

Il Test: motore brillante

Un giorno intero in giro con questo scooter fra le strade di Lisbona è un'esperienza unica, sia per la bellezza della città che per la varietà di situazioni che si possono affrontare per mettere alla prova un piccolo 125. La posizione di guida è senza dubbio azzeccata. Gli stessi tecnici Yamaha hanno sviluppato lo scooter per essere "roomy", ovvero accogliente e spazioso nonostante le dimensioni ridotte. Ci sono riusciti bene e stare in sella è naturale come su uno scooter di categoria maggiore. I comandi e la strumentazione full digital sono davvero ottimi. Il design dello schermo LCD tondo è piacevole e c'è anche il computer di bordo e la barra che ci indica quanto stiamo guidando bene in termini di consumi. Questi ultimi si sono rivelati abbastanza inferiori rispetto al ciclo di omologazione. Il counter nel computer di bordo ha evidenziato per il mio scooter un consumo di 33,6 km/l come media dei 70 km percorsi in città, ma ammetto di aver guidato con piglio molto sportivo per tutto il tempo, ed è sinceramente difficile consumare di meno. Nel confronto a fine giornata con i colleghi delle altre riviste ho notato che tutti hanno registrato valori fra i 32 e i 38 km/l.
Fa piacere, davvero tanto, la guida in mezzo al traffico. Lo scooter è agile e rimbalza da un'auto all'altra con precisione e sicurezza. Un comportamento dinamico nella media degli scooter di questa categoria, ma quello che è senza dubbio sopra le aspettative è il nuovo motore. La spinta è rapida e corposa fin da subito e un leggero effetto on-off non rovina l'esperienza rilassata della guida. La fasatura variabile è davvero a punto e non si sente l'intervento del solenoide che interviene a 6.000 giri/min per cambiare la fasatura e fornire ancora più spinta fino al regime di rotazione massimo, questo anche grazie a una trasmissione finale davvero morbida e burrosa. Il motore spinge bene e nelle ripide strade che salgono sui colli lisbonesi non ha avuto tentennamenti. Abbiamo avuto anche modo di provare la velocità massima in un tratto di tangenziale aperta: 114 km/h indicati dal tachimetro ci hanno soddisfatto e in un confronto diretto con un PCX (capitato per caso con un ignaro portoghese all'uscita del lungo ponte strallato) ci ha fatto apprezzare le prestazioni, nettamente superiori.
I punti dolenti di questo modello sono due: le sospensioni sono oggettivamente troppo dure sullo sconnesso e sui sampietrini abbiamo sentito chiaramente la scarsa capacità di smorzare il ritorno e filtrare i tratti più rovinati della strada, scatenando una risonanza e trasmettendo tutte le vibrazioni alla nostra spina dorsale. La scelta di Yamaha è comunque un compromesso comprensibile: le sospensioni sono elementi che influiscono molto nell'economia di scala per questi scooter, che avranno una diffusione enorme nei paesi del sud-est asiatico, di conseguenza è difficile offrire delle unità che abbiano sia un comportamento sportivo che un comfort di marcia elevato con regolazioni e assorbimento delle asperità ottimale. Essendo uno scooter dall'indole sportiva, hanno dovuto sacrificare un po' di comodità in queste situazioni (abbastanza estreme dato lo stato pietoso dei sampietrini di Lisbona, ve lo assicuriamo) per garantire comunque una stabilità e un carattere dinamico superiore alla media. Di fatto, con l'asfalto liscio e fra le curve più tortuose, l'NMax è davvero solido e divertente.
Il secondo punto debole è lo spazio sotto la sella. Yamaha dichiara spazio per un integrale, ma abbiamo constatato che ci sta in modo davvero costretto e in un'unica posizione. Da uno scooter con la sella così larga e una carena ampia sui lati, ci saremmo aspettati un po'più di spazio. Per fortuna gli accessori sono molti e si può personalizzare anche in chiave commuting con bauletto e parabrezza rialzato. Alla fine, il prezzo. Il nuovo NMax 125 è in vendita da giugno nelle colorazioni Power Red, Frozen Titanium, Milky White e Midnight Black a 2.890 euro franco concessionario.

Pro:
- Agilità e posizione in sella ottimali
- Motore davvero brillante
- Peso contenuto 

Contro:
- Sospensioni non eccellenti
- Spazio sottosella migliorabile
- Estetica del posteriore un po' banale

Abbigliamento utilizzato:

Casco: Shark Evoline 3
Giacca: Dainese Air Flux D1 Tex 
Guanti: Dainese Air Nero
Jeans: Dainese Bonneville
Stivali: Dainese S.German Gore-Tex

Autore: Michele Lallai

Tag: Test , scooter , test , anticipazioni


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