Curiosità

pubblicato il 24 maggio 2015

Proventi autovelox: obbligo di dire dove finiscono

I comuni devono rispettare i vincoli di destinazione dei proventi delle multe

Proventi autovelox: obbligo di dire dove finiscono

Ricordate la riforma del codice della strada del 2010? Il punto chiave era semplice: metà proventi da autovelox dovevano essere girati dai comuni agli enti proprietari delle strade dove sono installate le telecamere (province, regioni, stato). Ma per rendere applicabile questa regola, occorreva un decreto interministeriale. Che non è mai arrivato, per la pressione dei comuni. Adesso, come segnala poliziamunicipale.it, arriva un chiarimento dell’Anci, l’associazione dei comuni: anche in mancanza dell'atteso decreto richiesto dalle legge i comuni devono rispettare i vincoli di destinazione dei proventi delle multe.

C’è un però…

Tuttavia, neanche quest'anno partirà l'obbligo di ripartizione a metà degli importi autovelox. E senza il supporto informatico non sarà neanche possibile rendicontare al ministero gli importi incassati nel corso del 2014. La questione della ripartizione a metà delle multe autovelox e della rendicontazione periodica sull'impiego del denaro incassato da comuni e province vede la luce con la legge n. 120/2010 che ha previsto, tra l'altro, che per tutte le violazioni dei limiti di velocità i proventi devono essere ripartiti in misura uguale fra l'ente dal quale dipende l'organo accertatore e l'ente proprietario della strada. Le nuove disposizioni, secondo il primo parere Anci del 5 giugno 2012, sarebbero divenute operative il 1° gennaio 2013 a seguito alla conversione in legge del dl n. 16/2012.

Tutto in via informatica

L’articolo 142, comma 12-quater del codice impone agli enti locali di trasmettere in via informatica a Roma, entro il 31 maggio di ogni anno, una composita relazione in cui sono indicati, con riferimento all'anno precedente, l'ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento. In assenza del sistema informatico ad hoc si naviga a vista e si procede con grande approssimazione. Per questo motivo l'associazione dei comuni è intervenuta nuovamente specificando che nella confusione normativa resta in vigore il comma 3 dell'art. 25 della legge 120/2010 il quale dispone l'applicabilità della novella a far data dall'esercizio successivo a quello di emanazione del decreto mancante "ed in ogni caso all'esercizio successivo a quello in corso".

I comuni che faranno?

Per il 2015 (come per gli altri anni) l'Anci raccomanda la massima attenzione circa l'obbligo di destinazione dei proventi. In pratica sarà necessario continuare a tenere una contabilità separata tra i proventi autovelox e tutti gli altri importi sanzionatori. E anche accantonare le somme incassate in attesa che la questione venga definitivamente risolta dal ministero. Chissà i comuni che faranno dei nostri quattrini...

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , sicurezza , codice della strada , autovelox


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