Curiosità

pubblicato il 14 aprile 2015

Le 5 situazioni climatiche che tutti i motociclisti odiano

Durante l'anno è facile trovarsi in almeno una di queste situazioni meteo, e ogni volta è una grande sofferenza

Le 5 situazioni climatiche che tutti i motociclisti odiano

Il motociclista è un animale da strada, passerebbe ogni giorno dell'anno in sella alla propria moto se il clima fosse sempre mite e soleggiato. L'alternanza delle stagioni, però, ci obbliga ad affrontare temperature e condizioni meteo che spaziano dal rigido freddo invernale all'afoso caldo di piena estate. in mezzo a questi due picchi, troviamo situazioni davvero piacevoli ma con una certa dose di variabilità che può sempre rovinare tutto. Ecco le 5 situazioni climatiche che un motociclista vorrebbe sempre evitare.

1. La grandine

Si guadagna la prima citazione perchè è l'esperienza più dolorosa, in senso fisico. Nelle tranquille gite fuoriporta di inizio estate può capitare di passare dal sole cocente all'infingarda nuvola carica di grandine. La sensazione dei piccoli cristalli di ghiaccio sul corpo del motociclista è simile a una raffica di proiettili d'arma ad aria compressa o come un camion che perde un carico di ghiaia proprio sopra di noi. La possibilità che vi troviate sotto la grandine in una zona totalmente priva di riparo per voi e per la vostra moto è sempre altissima.  

2. La pioggia fitta e sottile

Non terribile quanto la grandine, ma altrettanto fastidiosa e in parte dolorosa. La pioggia è sempre uno stress, ma quando si presenta fitta e sottile, affrontarla in moto diventa una piccola impresa. Le gocce sono piccole e molto ravvicinate fra loro, questo le rende molto veloci nella discesa verso il suolo e quando incontrano parti scoperte della nostra pelle è come ricevere piccole frustate o punture di spillo. Capita spesso che questo tipo di pioggia prenda direzioni assurde e si infili in luoghi improbabili come dentro le maniche della giacca o dietro il collo. A questo punto, meglio un classico acquazzone.

3. Il caldo torrido

Ci sono dei giorni, fra luglio e agosto, in cui è meglio stare a casa con il ventilatore acceso e la moto in garage. Le temperature superiori ai 35 gradi sono più sopportabili del freddo ma altrettanto stressanti. In moto, anche a velocità codice, si respira aria bollente e umida, l'abbigliamento tecnico (anche se traspirante) fa sudare tantissimo e le parti di corpo che rimangono esposte al sole, si scottano a una velocità doppia. L'esperienza peggiore in assoluto è lasciare la moto sotto il sole e cuocersi i testicoli quando torniamo in sella. Doloroso.

4. La nebbia

La nebbia, quella fitta di autunno inoltrato, mette tristezza e fa molta paura al motociclista. La situazione tipica che si presenta quando affrontiamo una coltre molto spessa è di totale perdita dell'orientamento, obbligo di andare a 20 all'ora per seguire la segnaletica orizzontale, totale appannamento del casco (non c'è pinlock che tenga in questo caso) e abbigliamento bagnato come sotto la pioggia. Respirare è difficile perchè l'aria carica d'acqua fa tossire e il casco si appanna dall'interno molto facilmente.

5. Temperature attorno allo 0

I pazzi che partecipano ai raduni come l'Elefantentreffen, si sa, sono dei sadici masochisti. Affrontare temperature dallo zero in giù è un'impresa per chi ha la pelle spessa e voglia di sfidare la natura. C'è qualche motociclista, nelle grandi città, che pur di non affrontare il traffico in auto si dota di copertina e manopole riscaldate affrontando da vero eroe l'asfalto ghiacciato e i principi di congelamento alle estremità di mani e piedi. Tanto di cappello a voi, indomiti eroi, ma non lamentatevi troppo dei reumatismi.

 

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , curiosità


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