Attualità e Mercato

pubblicato il 7 aprile 2015

Bollo veicoli storici: Ministero dell'Economia VS Regioni

La Lombardia conferma le agevolazioni e l'ASI si complimenta. Ma le cose cambieranno?

Bollo veicoli storici: Ministero dell'Economia VS Regioni
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Alla fine, i veicoli storici con più di 20 e meno di 30 anni, pagheranno il bollo sì o no? Un mistero italiano. Nelle scorse ore, il Ministero dell'Economia ha ribadito (già lo aveva detto) che le disposizioni dell'articolo 1, comma 666, della legge stabilità 2015, devono essere rispettate da tutti, anche dalle leggi regionali in materia di tasse automobilistiche.

Qual è il guaio

Il problema nasce dal fatto che il bollo è una tassa delle regioni e alcune non starebbero seguendo l’orientamento del governo, mentre altre si sono adeguate. La tassa automobilistica è disciplinata dal decreto del presidente della Repubblica del 5 febbraio 1953, ed è attribuita per intero alle Regioni a statuto ordinario. Le competenze sono state meglio definite con l'articolo 17, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, numero 449: ha demandato alle regioni "la riscossione, l'accertamento, il recupero, i rimborsi, l'applicazione delle sanzioni ed il contenzioso amministrativo relativo alla tassa automobilistica regionale". Tuttavia, ogni disposizione normativa regionale contrastante con quella statale è immediatamente incompatibile e pertanto da ritenersi abrogata. Insomma, il governo dispone, le regioni si adeguano.

Ma la Lombardia dice sì

Intanto però la Lombardia (regione che fa da traino in parecchie questioni) è molto calda sotto questo profilo. “Ho letto la comunicazione dell’assessore Massimo Garavaglia della Regione Lombardia - dice Roberto Loi, Presidente ASI - con cui conferma la decisione assunta circa il mantenimento della legge emanata in precedenza della sua regione, in materia di tasse automobilistiche per i veicoli storici da 20 a 29 anni. Non avevo dubbi circa tale soluzione poiché tale Regione, assieme a Piemonte, Emilia Romagna e Veneto sono sempre state molto concrete e certo non portate a fare cassa”. Dunque, il governo insiste: chi ha un veicolo storico paghi il bollo, e le regioni seguano l’orientamento ministeriale. Ma diverse regioni non sono affatto convinte di questo indirizzo.

E gli autovelox? E le strisce blu?

D’altronde, in passato, il governo si è espresso mille volte sulla questione autovelox e strisce blu, cercando di richiamare all’ordine gli enti locali, specie i comuni. Mai nessuna amministrazione ha seguito l’orientamento dell’esecutivo: non si vede perché proprio adesso le regioni dovrebbero allinearsi, tutto d’un tratto, al governo… L’auspicio è che prevalga il buon senso, con una normativa rivista, che tenga conto degli sforzi degli appassionati e dei VERI mezzi storici che hanno il diritto di essere conservati (e mantenuti) a costi ridotti ben oltre i 30 anni...

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , epoca


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