Abbigliamento

pubblicato il 6 aprile 2015

Kabuto: la storia del Costruttore di caschi giapponese

In Italia sono distribuiti da Honda, ma in Giappone questi caschi sono una leggenda nota a tutti! Ecco perché...

Kabuto: la storia del Costruttore di caschi giapponese

Il costruttore di caschi Kabuto è una vera istituzione in Giappone e, per farsi conoscere in Italia, l'azienda nipponica si è affidata a Honda che distribuirà in esclusiva i prodotti Kabuto tramite la propria rete di concessionarie ufficiali. Ma chi è questa specializzata che sfida a testa alta un mercato italiano dominato da marchi come Nolan, Shark, Arai, Shoei, X-Lite e AGV, solo per citarne alcuni? Scopriamolo insieme...

Una storia di oltre 30 anni

 Kabuto nasce nel 1982 per volontà di Hidehito Kimura, titolare e fondatore del marchio, e trae il suo nome dall’elmo dell’armatura dei Samurai. Impegnata da più di 30 anni nel campo della protezione dei motociclisti, Kabuto realizza anche caschi da bici, occhiali sportivi, guanti e numerosi accessori per il mondo dello sport, ponendosi come obiettivo quello di migliorare costantemente i propri prodotti.

Efficienza aerodinamica: un must per Kabuto

Particolarmente attiva sul fronte della ricerca aerodinamica, Kabuto è stata la prima azienda al mondo ad aver progettato e realizzato i sistemi “Top Ventilation” e “Wake Stabilizer”, rispettivamente preposti all’aerazione interna del casco ed alla stabilizzazione della scia dello stesso tramite il controllo delle turbolenze al fine di promettere una elevata stabilità. Un risultato questo che si è ottenuto grazie allo sviluppo in galleria del vento, ove vengono effettuati numerosi cicli di test per analizzare i flussi d’aria che vanno a generarsi sulla superficie del casco. Hiroyuki Minami, R&D Product Development Sec Assistant Manager, precisa infatti che “la continua ricerca sui flussi d’aria e l’aerodinamicità abbinata al design permette di produrre caschi senza rinunciare ad una protezione assoluta. Non per niente siamo i creatori del primo “Top Ventilation System” del mondoQuando progettiamo abbiamo in testa l’idea di un casco da indossare, non solo da mettere. Portiamo opinioni e capacità diverse, discutiamo, ci miglioriamo. Ma alla fine tutto si risolve in un modo semplice: facciamo le cose alla maniera Kabuto. La condivisione dei valori, il lavoro di squadra e l’incessante voglia di dare il meglio. Il nostro stile è tutto qui”. Ma un casco è prima di tutto sicurezza, motivo per il quale i prodotti Kabuto sono ovviamente sottoposti a dei test di assorbimento degli urti utilizzando diverse tipologie di teste di manichino, oltre che a dei test di penetrazione per rendere questi caschi conformi alle normative ECE, SNELL, DOT, SG e AS tanto per citarne alcune.

La storia del prodotto

Come si è arrivati però ai giorni nostri? Il primo prodotto Kabuto vede, come precisato in apertura, la luce nel 1982 con il modello FF-1, casco integrale per la protezione dei motociclisti. Il 1992, dieci anni dopo, segna invece la nascita dell’RS-1R, dotato di sistema di ventilazione che rilascia al proprio interno aria umida e pressione negativa. Il 1993 fa debuttare il casco EX-R, che introduce un inedito sistema di ventilazione, mentre nel 1994 l’RGX-MAX propone un’aerodinamica estrema per le gare di alta velocità. L’anno successivo, nel 1995, arriva sul mercato l’RX-R che presenta un sistema di sostituzione rapida della visiera, mentre il 1998 è l’anno del Ragles, che segna il debutto dell’aletta Aertoblade per il livellamento del flusso dell’aria. Nell’anno 2000 arriva sul mercato il casco FF-3, che integra nell’aletta Aeroblade il sistema di ventilazione, mentre nel 2004 l’FF-4 introduce a sua volta un inedito sistema di ventilazione integrato nel profilo aerodinamico. Il 2007 è l’anno dell’FF-5, che porta con sé uno stabilizzatore di scia volto a ridurre sensibilmente le turbolenze aerodinamiche, mentre nel 2012 è il momento dell'Aeroblade III che fa debuttare il sistema “Side Outlet Trim”, volto a rilasciare aria umida interna a pressione negativa dai cuscinetti delle guance, integrando inoltre l’Aeroblade Fin con il Wake Stabilizer.

La gamma 2015, modelli e prezzi

La gamma odierna Kabuto si compone di cinque modelli: l’FFSV, proposto al pubblico a partire da 449,90 euro con taglie che vanno dalla XS alla XXL in otto colorazioni; l'Aeroblade III (da noi provato sulla Honda Crossrunner), con prezzi che vanno da 349,90 a 399,90 euro in taglie che vanno dalla XS alla XL in nove diverse colorazioni; il Kamui, disponibile in taglie che spaziano dalla XS alla XL a prezzi compresi tra 249,90 e 279,90 euro e in otto diversi cromatismi; l’Avandt II (taglie dalla XS alla XL, 8 colorazioni e prezzi che partono da 149,90 e arrivano a 179,90 euro) e il nuovissimo Ibuki menzionato in apertura, che viene offerto in taglie che coprono dalla misura XS a quella XXl in colorazioni ancora da determinare a un prezzo di 449,90 euro. Ma un casco non è solo sicurezza, aerodinamica e tecnologia, ma anche design; lo sanno bene in Kabuto, grazie alla collaborazione con un partner tutto italiano d’eccezione, ovvero Bargy Design, che ha firmato tra gli altri numerosi caschi di Max Biaggi.
I caschi dell’attuale produzione sono infatti caratterizzati dal ricorso a soluzioni come le visiere con meccanismo di sgancio rapido, la possibilità di installazione della lente Pinlock per evitare l’appannamento, i rivestimenti interni in materiale Coolmax per la traspirazione della pelle, il sistema di ventilazione Side Outlet Trim per la fuoriuscita dell’aria umida dai cuscinetti delle guance, i materiali compositi che vanno a costituire la struttura della calotta, il sistema di ventilazione aerodinamico, lo stabilizzatore di scia Wake Stabilizer e un sistema di assorbimento degli urti a doppia densità.

Autore: Redazione

Tag: Abbigliamento , abbigliamento , caschi


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