Test

pubblicato il 2 aprile 2015

Suzuki Address 110 - TEST

Oltre 50 km con un litro per uno scooter agilissimo e dall'ottimo rapporto qualità prezzo! Lo abbiamo provato a Torino

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Sono 156.000 le moto immatricolate nel 2014, non certo numeri rassicuranti per il mercato, anche se una piccola crescita del +0,4% c’è stata rispetto all’anno precedente. Di queste 101.000, circa il 60% del mercato quindi, sono scooter. Ed entrando ancor più nel dettaglio, 33.500 sono di cilindrata inferiore a 125 cc. A conti fatti Suzuki non poteva che decidere, come altri competitors prima, di entrare a far parte di questa importante fetta di mercato. Nasce così Suzuki Address 110, il peso piuma che punta a mettere KO i suoi rivali.

Il 110... in numeri!

Iniziamo dal peso, solo 97 kg, passando per i consumi dichiarati, con percorrenze fino a 51 Km con un litro e, non ultimo, il prezzo di 1.899 euro f.c.. L’ Address completa quindi la gamma scooter Suzuki come ingresso nel listino, affiancando i noti Burgman 125 e 200 e i due più grandi Burgman 400 e 650. Le colorazioni disponibili sono due: Silver e Bianco. La versione base è senza bauletto, con soli 100 euro in più si può avere la versione con il top case posteriore. L’Address può anche essere personalizzato con parabrezza, paramani, manopole riscaldate e adesivi per cerchi e carenatura. Grazie inoltre a un finanziamento a tasso zero studiato appositamente per questo scooter (finanziabile a tasso zero in 24 rate da 80 euro), scommettiamo che i 1.000 pezzi che Suzuki Italia si è prefissa di vendere quest’anno, siano un target facilmente raggiungibile.

Address at University

Un mezzo pensato e sviluppato per il commuting urbano il nuovo Address 110, con l’obiettivo di essere agile, dai bassi consumi, leggero e maneggevole. Il target di riferimento è un pubblico attento al rapporto qualità prezzo, che cerca un mezzo pratico da usare, senza necessariamente essere un impallinato di motori. E proprio per avvicinarsi a questo tipo di utente Suzuki ha pensato a una iniziativa promozionale "Address at University", ovvero un tour nelle Università di Milano, Bologna e Firenze per fare incontrare lo scooter con gli studenti e consentire loro di prenotare un test-ride presso una concessionaria. Per raggiungere il più importante degli obiettivi, quello di tenere bassi i consumi si è lavorato sull’ottimizzazione della combustione.

Motore: i consumi in primis!

L'ultimo nato della Casa giapponese è mosso da un propulsore monocilindrico da 113 cc, raffreddato ad aria, che eroga una potenza di 9 CV (6,7 kW). Per ridurre al minimo i consumi Suzuki ha lavorato sui condotti di aspirazione, accelerando la velocità di ingresso della miscela aria benzina ottenendo così una combustione ottimale che si traduce appunto in minor consumo ed emissioni. Si è inoltre lavorato sul profilo del condotto d’aspirazione e sull’inclinazione delle valvole di scarico. Il sistema di iniezione (che deriva dagli scooter di grossa cilindrata) collegato a sensori che dialogano con la ECM, termina con un iniettore a 6 fori per la migliore nebulizzazione della benzina. Il risultato? Roma-Napoli (265 km) con un pieno (di 5,2 lt), non male davvero.

TEST: leggerezza e confort

E basta salire in sella per capire che il risultato è stato raggiunto. La pedana piatta è sufficientemente ampia e grazie alla forma scavata nella posizione di appoggio dei piedi, si tocca terra con facilità, merito anche dell'altezza della sella, posta a soli 755 mm da terra. Buona la frenata, (disco all’anteriore e tamburo al posteriore) e anche le sospensioni, che abbiamo provato in città tra pavé e tombini, il banco di prova peggiore per uno scooter... ma quello più usuale! Ottima la capacità di carico, con un vano sotto sella da 20,6 litri che penalizza un po’ la capacità del serbatoio, ma visti i consumi, i 5,2 litri di capienza sembrano assolutamente sufficienti. Altro punti a favore sono la silenziosità, grazie a l'albero a camme e il bilanciere a rullo ridisegnati, e l’estrema maneggevolezza. Se dobbiamo cercare un difetto possiamo dire che le finiture non sono curatissime, il cruscotto è un po’ essenziale (manca ad esempio l’orologio) e il gancio porta borse sul retro scudo è poco funzionale (meglio se fosse stato chiuso). Ma sono innegabilmente piccoli dettagli che non inficiano il valore globale del prodotto, e soprattutto, il suo ottimo rapporto prezzo/prestazioni.

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Autore: Monica Martini

Tag: Test , scooter , citta


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