Attualità e Mercato

pubblicato il 23 marzo 2015

Nuovo Codice della Strada: “Misure pro motociclisti bocciate senza motivo”

L’Ancma polemizza sullo stop alla riforma del Codice della Strada

Nuovo Codice della Strada: “Misure pro motociclisti bocciate senza motivo”

Il 18 marzo 2015, sono ripresi in Senato i lavori sul disegno di legge per la modifica del Codice della Strada con la riunione della Commissione Lavori Pubblici. “Abbiamo appreso con piacere che nel corso della seduta gli esponenti di tutti gli schieramenti politici, compresi i due relatori Vincenzo Gibiino di Forza Italia e Daniele Borioli del Pd, si sono espressi in modo univoco condividendo le nostre perplessità rispetto al parere negativo rilasciato dalla Commissione Bilancio del Senato il mese scorso”. Lo ha dichiarato Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma (industria della moto)

Le critiche

Prima, le modifiche al Codice della Strada in materia di sicurezza e tutela per i motociclisti state approvate dalla Camera; poi sono state bloccate dalla commissione Bilancio del Senato per mancanza di copertura finanziaria. Ma qui sta il punto: per l’Ancma, non implicano oneri aggiuntivi per lo Stato. Infatti, l’accesso di biciclette, ciclomotori e motocicli nelle corsie urbane riservate ai mezzi pubblici non costa. Né l’accesso dei motocicli 125 cc in autostrada. Così come la limitazione della presenza ai bordi della carreggiata di ostacoli fissi e guardrail. Non ultimo, è a costo zero l’emanazione da parte del ministero dei Trasporti di linee guida sulla progettazione di strade sicure per le due ruote. “Confidiamo - ha aggiunto Capelli - che prevalga il senso di responsabilità nei confronti di migliaia di utilizzatori delle due ruote e che i lavori proseguano recuperando e salvaguardando queste modifiche indispensabili per rendere le nostre strade più sicure per tutti”.

Altro che Piano Orizzonte...

Così, va ko pure il Piano Orizzonte 2020: un pacchetto di provvedimenti che il ministero dei Trasporti aveva inserito nel decreto per dimezzare nel decennio 2011-2020 il numero di morti su strada. Tutto dietro indicazione dell’Unione europea. Occhio: l’Italia già ha fallito clamorosamente il piano 2001-2010, non riuscendo a dimezzare i morti sull’asfalto in 10 anni, ma centrando l’obiettivo (si fa per dire) solo nel 2013, e grazie anche alla crisi che ha stroncato il traffico. Il Piano Orizzonte 2020 andava a tutela degli utenti vulnerabili, o deboli, fate voi: pedoni, ciclisti, motociclisti e ciclomotoristi. Nulla da fare, per l'ennesima volta...

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada , trasporti


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