Curiosità

pubblicato il 15 marzo 2015

A Bruxelles, rivolta dei ciclisti per piste pericolose [VIDEO]

Un gruppo di attivisti in Belgio protesta grazie una clip diventata virale su Youtube!

Civile, intelligente, misurata, pacata e con utilizzo moderno delle tecnologie: è la doppia rivolta dei ciclisti in Belgio. Da una parte, due ciclisti hanno caricato un video che impazza su YouTube. Dall’altra, un gruppo di attivisti si dà da fare. Nel mirino, le istituzioni che non creano piste ciclabili sicure.

Oltre 140.000 visite in poche settimane!

Il video (Brussels Bike Jungle - The Impact of Infrastructure) fa al contempo riflettere e sorridere: due ciclcisti hanno deciso di dimostrare quanto le piste ciclabili della città siano pensate male e realizzate peggio. Pali, alberi, ringhiere… Bastien de Zutter ha voluto dimostrarlo qui, in questo VIDEO. Un filmato che in poche settimane sul web è già stato visto da oltre 140.000 persone. “Secondo me le piste ciclabili sono realizzate da gente che in bici non ci va. Ai dipendenti comunali viene detto di disegnare una striscia in terra e loro eseguono senza pensare. Se la striscia finisce contro un albero, loro magari l’albero neanche lo notano” dice l’autore del video. Il filmato si conclude con una mezza buchetta, riempita d’acqua per via della pioggia. Come a dire: guardate le strade quanto sono pericolose. Se i belgi venissero in Italia a verificare in che modo sono conciate le nostre strade, versione gruviera, si metterebbero le mani nei capelli.

Raccolta fondi

Non solo. Un gruppo di attivisti ha raccolto migliaia di euro e realizzato un sito Internet, dove i ciclisti possono condividere esperienze, nella speranza di ottenere migliori infrastrutture. In più, c’è una velata polemica contro gli automobilisti, rei di non saper guidare e di non rispettare gli utenti deboli.

...mentre in Italia!

"Una si interrompe, poi riprende per pochi metri, scompare di nuovo al semaforo e riprende successivamente. Un'altra è nuova ma insicura: incompleta, con palesi tratti inadeguati, interrotta, ostruita. Un'altra ancora inizia su sede propria e poi scompare improvvisamente sulla pensilina di attesa dell'autobus". Di cosa stiamo parlando? Di alcune delle piste ciclabili di Forlì, prese in esame dal direttivo dell'associazione Fiab Forlì, amici della bicicletta, che ha svolto un accurato lavoro di monitoraggio sulle piste cittadine, presentato poi in un incontro pubblico lo scorso 13 febbraio. "Da tempo la nostra associazione è impegnata nel tentativo di creare con l'amministrazione comunale un percorso di collaborazione sui temi della ciclabilità, ma purtroppo finora senza alcun risultato”. Ma anche da noi sarebbero utili video come quello che sta riscuotendo successo in Belgio, per smuovere le amministrazioni locali.

Per Napoli, ancora molto da fare

E a Napoli, dinanzi al Giudice per le udienze preliminari, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di due dirigenti del Comune e di due manager privati che nel 2012 realizzarono il tracciato delle piste ciclabili. Truffa, attentato alla sicurezza dei trasporti, omessa collocazione dei segnali di pericolo, sono le accuse sostenute al termine del lavoro condotto dai pm. L’inchiesta chiama in causa Comune e Regione, come parte offesa: il progetto prevede una spesa di 790.000 euro, circa la metà sono stati erogati dal Comune, ma la Regione deve sborsare il resto.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , sicurezza , codice della strada , emissioni zero , bici elettriche , bicicliette


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