Attualità e Mercato

pubblicato il 21 febbraio 2015

Multe europee: è la volta buona?

Il libro delle multe europee si arricchisce di un capitolo…

Multe europee: è la volta buona?

Ancora loro, le multe europee. Di che si tratta? Primo: l’Unione Europea, ormai dalla notte dei tempi, cerca di costruire un Codice della Strada omogeneo, con sanzioni e regole identiche in tutti i Paesi aderenti all’Ue. Obiettivo, aumentare la sicurezza stradale, con norme certe che non lascino spazio a dubbi e ricorsi. Secondo: l’Unione europea cerca un metodo per sanzionare tutti i guidatori che commettono infrazioni al di fuori del proprio Paese di origine. Il caso classico è il tedesco che, a Francoforte, osserva tutte le norme; ma, una volta divenuto turista in Italia, vìola il Codice ben sapendo che mai e poi mai le amministrazioni italiane avranno la forza, le risorse e le capacità di perseguire il trasgressore.

Banca dati

Ora, Il libro delle multe europee si arricchisce di un capitolo, l’ennesimo. Pare ci sia un passo avanti per dare la possibilità, a tutte le forze di Polizia dell’Unione, di accedere alle banche dati delle rispettive nazioni. Così da da notificare velocemente, e senza spese, i verbali di violazione del Codice della Strada. Parliamo di autovelox, Tutor, Ztl, telecamere, ossia di tutte le infrazioni senza contestazione immediata. Si spera invece che, per quanto concerne gli stranieri fermati in Italia, le multe vengano poi pagate.

Ok del Parlamento europeo

Riunito in sessione plenaria, il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la nuova direttiva che facilita lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni stradali. Le nuove regole renderanno molto più semplice individuare cittadini stranieri che abbiano commesso un reato stradale e recapitargli a casa la multa indipendentemente dallo Stato comunitario in cui sono residenti. “Per soddisfare il nuovo obiettivo Ue di ridurre le morti sulle strade abbiamo bisogno di nuovi e più efficaci strumenti di sicurezza stradale, come ad esempio la direttiva per la lotta contro l'impunità. I cittadini non sono ovviamente mai entusiasti di ricevere una multa, ma anche loro apprezzano il fatto che tutti i cittadini comunitari saranno trattati allo stesso modo - ha affermato la relatrice Inés Ayala Sender - La direttiva ha già dimostrato di essere un primo passo molto efficace nel contrastare l'impunità sulle strade europee, perché serve da deterrente per i conducenti stranieri che ora sanno di poter essere raggiunti anche se commetteranno una infrazione all'estero”.

Quali infrazioni: senza casco

Le nuove regole di scambio di dati transfrontalieri riguarderanno diverse infrazioni: eccesso di velocità, mancato utilizzo della cintura di sicurezza, mancato stop al semaforo rosso, guida in stato di ubriachezza e sotto l'effetto di droghe, guida senza casco in moto, utilizzo della corsia preferenziale, utilizzando impropriamente un telefono cellulare o qualsiasi altro dispositivo di comunicazione durante la guida. Il testo per entrare in vigore deve ora ricevere l'ultimo via libera formale del Consiglio dei Trasporti Ue, un sì ormai scontato visto l'accordo informale già raggiunto a dicembre.

I dubbi per l’Italia

Il problema è che i Comuni fanno i forti coi deboli. Se c’è il guidatore italiano da perseguire, i Comuni lo fanno con forza, appoggiandosi anche a Equitalia quando c’è un ritardo. Il cittadino è spesso costretto a combattere contro multe illegittime, sobbaracandosi oneri e fatiche dei ricorsi. Invece, se c’è un guidatore straniero, per il Comune è una perdita di tempo e denaro: accertamento del trasgressore, notifica, rogatoria. Certo, esiste la sicurezza stradale, ma questa viene tirata fuori solo quando fa comodo ai Comuni.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , multe


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