Attualità e Mercato

pubblicato il 10 febbraio 2015

Multe tecnologiche: i Comuni ci sguazzano?

Soprattutto Milano e Roma fanno soldi con le multe, ma non sanno usare gli strumenti elettronici

Multe tecnologiche: i Comuni ci sguazzano?

Milano ti invia la multa da autovelox quando vuole. Perché interpreta il Codice della Strada come meglio crede: siccome è scritto che devono passare 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione, allora Palazzo Marino invia le multe a casa degli automobilisti entro 90 giorni da quando i vigili controllano le foto degli autovelox. In teoria, se l’infrazione è del 1° gennaio 2015, la multa a casa ti arriva anche il 1° gennaio 2016: dipende dal vigile. I sindacati degli agenti chiedono rinforzi, perché sono pochi e non riescono a “sbobinare” tutti gli autovelox, ma il Comune nicchia. Intanto, il ministro dei Trasporti Lupi si sgola senza raggiungere il benché minimo risultato: “I 90 giorni partono dall’infrazione”. E allora, che senso ha tutto questo? Qual è la conseguenza della guerra Comune-Lupi? Nessuna: il Comune fa quel che vuole. Servirebbe un ministro che facesse un decreto. Servirebbe un Governo che prendesse decisioni a favore del guidatore/cittadini…
Roma invece combatte malissimo la sosta selvaggia, le auto in doppia fila: servirebbe la contestazione a regola d’arte, e invece utilizza lo Street Control, abusandone, con migliaia di multe che verranno cancellate.

Una montagna di quattrini

Ma Milano e Roma sono solo la punta dell’iceberg. Sentite i dati Adnkronos: a Roma si pianifica un inasprimento dei controlli, con il 20% degli introiti già impegnati per potenziare l’attività di accertamento. Milano punta sugli su 480.000 euro al giorno dagli autovelox, mentre a Bolzano il gettito previsto è di 38 euro per abitante. Gli incassi stimati per il 2015, dopo una leggera flessione causa crisi, tornano a salire: in media l’incremento supera il 20% della cifra indicata per il 2014. A pesare sulla contabilità delle amministrazioni resta il problema dell’evasione, con punte fino al 50% e incassi effettivi in media inferiori del 30% rispetto alle voci stimate. Prendiamo Bologna: il bilancio 2015 stima in 3 milioni di euro l’incremento dell’incasso per le sanzioni per violazioni al codice della strada rispetto all’anno in corso. Un risultato che potrà essere raggiunto grazie all’istallazione di nuove telecamere. E Bolzano? Nel bilancio di previsione 2015 il municipio ha iscritto 4.014.000 euro alla voce Proventi da servizi pubblici – Polizia Municipale. Sono 38 euro a carico di ognuno dei 105.713 residenti. Un importo che raddoppia se riferito al numero degli automobilisti. Non male Cittadella (Padova): per il 2015 sono previste spese per 4 milioni di euro che saranno finanziate proprio dalle multe. In particolare, 1.950.000 euro è la di incasso dagli autovelox nel corso del prossimo anno; 1.050.000 euro dovrebbero arrivare dalle sanzioni per altre violazioni; stessa cifra dalla riscossione di multe emesse negli anni precedenti e che i trasgressori devono ancora saldare.

Niente regola sugli autovelox

Dal 2010, si attende un decreto che divida a metà gli incassi degli autovelox fuori città, per evitare che i Comuni costruiscano il loro business personale sulla pelle di chi guida. In cinque anni, il decreto interministeriale non è stato neppure abbozzato. La solita vergogna italiana? Così sembrerebbe...

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada , trasporti , multe


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