Attualità e Mercato

pubblicato il 20 gennaio 2015

Macchia d’olio sull'asfalto: Anas condannata

Un guaio, la strada scivolosa, specie per chi va in moto

Macchia d’olio sull'asfalto: Anas condannata

Qual è uno dei nemici più terribili del motociclista? L’asfalto viscido. E in caso di incidente, il gestore molto raramente si prende la responsabilità dell’accaduto. Per avere i soldi del risarcimento, il centauro deve fare un atto di citazione, avvalersi di un legale, aspettare le sentenza di primo e, spesso, secondo grado. E magari si arriva addirittura in Cassazione.

Che cosa è accaduto

Proprio come successo di recente. La Cassazione (terza sezione civile), con sentenza 295 del 13 gennaio 2015, ha stabilito, o meglio ribadito, che il gestore della rete deve controllare le condizioni dell'infrastruttura E quindi adottare le cautele tecniche idonee a garantire la sicurezza per gli utenti. Tutto perché un guidatore aveva perso il controllo del veicolo per via di una macchia d'olio sull’asfalto. L’Anas ha sostenuto di aver fatto tutto il possibile per evitare il sinistro. Per la Cassazione, no: Anas colpevole. “Avrebbe dovuto diligentemente controllare le condizioni della strada stessa e adottare le cautele tecniche idonee a garantire la sicurezza per gli utenti ed evitare l'insorgenza di situazioni di pericolo (mediante tempestiva rimozione della macchia d'olio)".

Questione tempo

Molto dipende dal tempo, inteso in senso cronologico. C’è il caso fortuito, e l’Anas non ha responsabilità, se la macchia d'olio si riassorbe in brevissimo tempo (grosso modo, mezzora): un tempo così limitato non consente al gestore d’intervenire. Se invece la macchia persiste da tempo, l’Anas è colpevole.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada


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