Attualità e Mercato

pubblicato il 8 gennaio 2015

Petrolio a -53%, ma la benzina solo a -14%. Perché?

I "misteri" del caro-carburante (in Italia) continuano...

Petrolio a -53%, ma la benzina solo a -14%. Perché?

Consumatori disorientati: il prezzo del petrolio crolla, ma quelli della benzina e del gasolio vanno giù molto lentamente. È la doppia velocità: se il petrolio sale, la benzina sale subito alle stelle. Dal primo gennaio dell’anno scorso il greggio ha perso il 53% del valore, mentre i listini della benzina sono stati tagliati soltanto del 14%.

Due conti

Il 6 gennaio, il petrolio costava 0,49 euro al litro (convertendo il barile in litri e i dollari in euro al tasso di cambio di allora) mentre ora un litro di greggio costa solo 0,28 euro; il margine lordo sul prezzo finale della benzina è aumentato da 0,199 a 0,235 euro per litro! Secondo Nomisma Energia, tenendo conto del margine lordo per litro in 24 mesi e del prezzo dei carburanti sul mercato internazionale, il prezzo effettivo della benzina in Italia è più alto di 5,9 centesimi di quello ottimale, e sul prezzo del gasolio la differenza (a svantaggio dei guidatori) è di 6,1 centesimi.

Le Compagnie non ci stanno

Ma le Società petrolifere contestano i calcoli di Nomisma: il ministero dello Sviluppo stima un prezzo medio dei carburanti un po’ più basso. L’Unione petrolifera rivendica che il prezzo industriale di benzina e gasolio in Italia è sostanzialmente allineato coi prezzi europei. Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia, segnala che fino a un passato recente i listini dei carburanti variavano entro una decina di centesimi, adesso si arriva a 40. Se uno sta attento, al distributore può pagare il gasolio 1,3 euro e la benzina 1,4 euro/litro. Ma se non ci bada, se accetta la modalità servito e si rifornisce ai distributori più costosi, arriva a spendere 1,7 per il diesel e 1,8 per la verde. E occhio: “Certi no-logo fanno pagare di più. La garanzia del risparmio si ha nelle stazioni di servizio dei supermercati e quando le compagnie fanno delle promozioni”.

Due notizie: una bella e una brutta

Quella bella la conoscono tutti: non sono scattati, infatti, gli aumenti delle accise sui carburanti previste dalla clausola di salvaguardia inserita nel decreto Imu nel novembre 2013. Ma non solo. Dal primo gennaio - così come scrive Staffetta Quotidiana - le accise su benzina e gasolio autotrazione non solo non sono aumentate, ma sono anzi diminuite. Il calo è dovuto alla scadenza dell’aumento disposto per il 2014 dal decreto-legge “Fare” del governo Letta. E quella brutta: il calo del petrolio durerà? No. Tutti gli analisti prevedono un rimbalzo entro pochi mesi, che si porterà via i risparmi per chi guida.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , carburanti , trasporti


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