Attualità e Mercato

pubblicato il 1 gennaio 2015

L'ACI nel 2015

Quello che cambia (e non) tra veicoli storici e mancato accorpamento dei registri

L'ACI nel 2015

Il Governo Renzi era partito sparatissimo: accorperemo Pubblico Registro Automobilistico (gestito dall’Automobile club d’Italia) e Motorizzazione. Lo faremo per razionalizzare le strutture, per risparmiare, per tagliare, per far sì che il cittadino - automobilista/motociclista - abbia un solo documento, per abbattere doppioni, robe da Stato vecchio. Dopodiché, Renzi ci ha provato tre volte ad accorpare PRA (ACI) e Motorizzazione. E tutt’e tre le volte gli è andata buca...

Misteri italiani

Non si sa come, non si sa perché, non si sa da parte di chi: la certezza è che nel 2014 una manina magica ha sempre e comunque eliminato la norma che accorpava PRA (ACI) e Motorizzazione. Poi si sussurra, ma siamo solo al gossip, che riportiamo per amore di cronaca e al quale non crediamo minimamente, di una spaccatura: da una parte, Renzi, dall’altra il ministro dei Trasporti Lupi che tiferebbe per il mantenimento dello status quo. Dicerie.

Veicoli storici

La vittoria dell’ACI nel 2014 si concretizza con l’abolizione delle agevolazioni sul bollo per veicoli over 20 e under 30 anni: moto e auto d’interesse storico. Sentiamo l’associazione: “In Italia, troppe auto godono dei vantaggi esclusivi dei veicoli storici senza meritarli: mezzi vecchi che di storico hanno solo i documenti”. Così il presidente Aci, Angelo Sticchi Damiani, ha chiuso la sessione della Conferenza del Traffico e della Circolazione dedicata al tema all’automobilismo storico, a fine ottobre 2014. I lavori hanno affrontato il tema della salvaguardia delle auto d’epoca anche alla luce della legge stabilità 2015, che ha azzerato le facilitazioni per i veicoli ultraventennali. Per l’ACI, è opportuno tornare subito ai principi dell’articolo 63 della Finanziaria del 2000 che considerava storiche solo determinate categorie di auto all’interno di una lista chiusa. Da anni ACI denuncia le criticità del settore, imputabili soprattutto agli attuali sistemi di certificazione dei veicoli che impongono ai proprietari il pagamento di un obolo a un organismo privato per accedere alle tutele di legge. La normativa prevede da anni l'attuazione di una lista chiusa (da loro proposta per le auto nel 2013) che individui con criteri oggettivi i veicoli storici, ma per le quattro ruote questo riferimento è sempre mancato. “Il rapporto con le istituzioni va ripensato e ricostruito - ha continuato Sticchi Damiani - e per questo abbiamo creato Aci Storico, un nuovo interlocutore per gli appassionati, per i proprietari, per le compagnie assicurative e per le istituzioni nazionali e locali”. Benissimo. Ma chi controllerebbe eventualmente l’elenco dell’ACI? Stilato da chi? L'ACI sarà protagonista anche nel 2015... e Buon Anno!

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , epoca


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