Test

pubblicato il 13 dicembre 2014

Triumph Tiger 800 XCx 2015 - TEST

Dotazione da primato ed elettronica al top: ecco la nuova on-off di Hinckley, in arrivo a febbraio

Triumph Tiger 800 XCx 2015 - TEST
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La guardi e pensi a infinite strade curvilinee che si raccordano armoniosamente tra loro per virare verso tratti sterrati. Trasuda senso dell’avventura da ogni bullone questa Triumph Tiger 800 XCx 2015, con quei gruppi ottici così caratteristici, il muso corto e il serbatoio di grandi dimensioni, il tutto unito a quella ruota da 21 pollici all'anteriore che è in grado di digerire qualsiasi meta vogliate raggiungere. Col my 2015 poi, su questa tricilindriva tuttofare, arriva una lunga serie di migliorie sia in fatto di dotazione che di ciclistica, aggiornamenti davvero in grado di accorciare le distanze con la più diretta concorrenza grazie a una  gamma completa come mai prima d'ora, dalla XR alla XC, vino alle "x", versioni al top di gamma "x".
Ma ecco come si è comportata la più avventurosa della famiglia, la XCx, provata per voi nel sud della Spagna, che arriverà nelle Concessionarie Triumph italiane a febbraio, con prezzi da 12.740 euro (11.640 euro per la XC standard).

Evoluzione e tradizione

All’esterno Triumph Tiger 800 rimane fedele a sé stessa. Gli elementi che l’hanno resa celebre si confermano tutti, anche se naturalmente evoluti. Forme e proporzioni continuano ad identificare a primo sguardo il modello, ma fianchetti laterali e copriradiatore sono stati completamente rivisitati insieme al cupolino, ora più protettivo, mentre il serbatoio è in grado di accogliere fino a 19 litri di carburante.
Saliti in sella ci si sente a casa, grazie anche al manubrio più alto rispetto al passato, ideale per dominare la strada, in particolare per i piloti più alti. La triangolazione di guida di questa Tiger risulta a metà tra quella stradale e quella enduristica, mentre la sella rimane ampia ed accogliente, anche se un pochino alta da terra, ma regolabile comunque su due posizioni.Una strumentazione chiara e ben leggibile, che combina elementi analogici e digitali, comunica al pilota tutte le informazioni necessarie, tra cui, sulla gamma x, velocità media, consumo istantaneo, consumo medio, autonomia residua e durata del viaggio.

Motore e ciclistica

Incastonata all’interno di un bel telaio a traliccio trova posto il cuore pulsante della Tiger, ovvero il noto tre cilindri da 800 cc raffreddata a liquido con doppio albero a camme in testa in grado di erogare 95 CV di potenza a 9.250 giri/min e 79 Nm di coppia massima a 7.850 giri/min, la quale gode ora di alcune innovazioni volte ad abbatterne la rumorosità meccanica.
Alla voce sospensioni troviamo invece una forcella a steli rovesciati WP da 43 mm di diametro all’anteriore e un monoammortizzatore (dotato di una apposita protezione volta a difendere lo stesso da sporcizia e detriti) regolabile in precarico ed estensione e sempre firmato WP.

Elettronica al top

Tanta l’attenzione che la Casa di Hinckley ha riservato all’elettronica. Sulla variante top di gamma della Triumph Tiger 800 XC, ovvero la XCx, troviamo di tutto e di più. Da un ride-by-wire che interagisce con l’ECU ad un ABS disinseribile passando per traction control, mappature e modalità di guida. Il TCT – Triumph Traction Control – che lavora molto bene senza mai manifestare la sua presenza in maniera brusca, aggiunge sulle versioni XRx e XCx la modalità Off-Road, consentendo così un maggior slittamento della ruota posteriore rispetto a quanto proposto dalla modalità Road al fine di facilitare la guida in off-road. A chiudere il cerchio sono tre diverse modalità di guida: Road, Off-Road e Driver Mode. La prima imposta in automatico ABS, Traction Control e mappatura per l’impiego sulle strade asfaltate, mentre la seconda fa lo stesso riducendo l’impiego di ABS e Traction Control per la guida sui fondi sterrati. Last but not least la Driver Mode, ovvero quella customizzabile dal pilota, che permette al guidatore di scegliere i setting preferiti per ABS, Traction Control e mappature. Infine, per i chilometristi, vi è anche – di serie su XCx e XRx - il Cruise Control, che permette di impostare la velocità di crociera in occasione di lunghi trasferimenti.A queste si aggiungono la mappa Rain, per quando il fondo è bagnato (riducendo la risposta dell’acceleratore) e la Off-Road, specificatamente pensata per l’impiego in fuoristrada.

TEST: globetrotter per vocazione

Sempre pronta a rispondere ai comandi del pilota fin dai bassi regimi, la Tiger 800 dà il meglio di sé a partire da 4.000 giri senza mostrare segni d’esitazione in allungo verso il limitatore. Il tutto accompagnato dalla sempre piacevolissima colonna sonora dal timbro cupo che contraddistingue questi propulsori di Hinckley.

Le sospensioni firmate WP compiono egregiamente il loro lavoro, tanto in strada, ove restituiscono al pilota confidenza in inserimento e percorrenza di curva senza sbavature; piacciono anche in off-road, dove asperità e sconnessioni vengono assorbite con grande precisione senza mai essere messe in crisi anche di fronte alle imperfezioni più marcate, mentre le protezioni apposte nei punti cruciali della moto salvaguardano le componenti cruciali di essa dal pietrisco che viene sollevato. Da segnalare inoltre il buon lavoro della mappatura off-road, che tanto aiuta il guidatore nel percorrere dei tratti impegnativi restituendo ad esso una trazione nettamente più marcata che nella modalità normal impiegata su asfalto.

Abbandonando le “strade bianche”, Triumph Tiger 800 XCx si fa apprezzare anche per l’ottimo handling su strada: da un comparto elettronico che mette sul piatto un controllo di trazione mai invadente – esattamente come l’ABS perfettamente calibrato – ed un ride-by-wire in grado di restituire al pilota una risposta immediata al comando del gas (facendogli così sentire la ruota posteriore nel polso destro), oltre a delle mappature in grado di lavorare su tre livelli di intervento, di cui uno customizzabile (mentre per l’autostrada c’è anche il cruise control), ad un impianto frenante che si dimostra modulabile sempre e potente quando messo alla prova. Precisione e trasversalità d’utilizzo si confermano più che mai i pilastri cardinali di questa moto, che restituisce al pilota divertimento in ogni condizione d’utilizzo, insieme ad una estrema precisione direzionale nei cambi di direzione: sul misto veloce della nostra prova Tiger 800 XCx si dimostra infatti una vera matita con cui tracciare linee sinuose sull’asfalto, raccordando perfettamente tanto le curve più strette quanto quelle più veloci. Solo il peso (221 kg) si fa sentire nelle manovre da fermo, ma scompare completamente però una volta in movimente, mentre  la sella un po' alta da terra sorride (di più) ai piloti oltre il metro e ottanta. 

Conclusioni

Triumph Tiger 800 XC è insomma una moto capace di strizzare l’occhio ad un cliente che vuole in garage una tourer stradale con cui compiere viaggi e trasferte con bagagli e fidanzata, ma anche una moto votata all'enduro con cui scoprire sentieri. LA versione da noi provata, la "x" porta inoltre in dote il meglio della dotazione elettronica personalizzabile oggi disponibile su una moto di questo segmento, utilissima su fondi viscidi (magari nel periodo invernale) o quando ci si vuole divertire in off-road, sempre accompagnati dalla musicalità del tre cilindri che, scusate se ci ripetiamo, proprio non stanca mai!

Triumph a EICMA 2014

Al Salone di Milano Triumph ha portato tante novità, sia per quel che riguarda le on-off, grazie alla gamma Tiger 800 completamente rinnovata, ma anche con le esagerate Thunderbird Nightstorm e Rocket X.

Autore: Redazione

Tag: Test , tricilindriche , test


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