Attualità e Mercato

pubblicato il 5 dicembre 2014

Rca: il motociclista cinese deve pagare più di quello italiano?

L’Ivass dice di no… Qualche Assicurazione sostiene di sì

Rca: il motociclista cinese deve pagare più di quello italiano?

L’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) entra a gamba tesa contro alcune Compagnie: quelle che per formulare le tariffe Rca guardano anche alla nazionalità del motociclista. Se è cinese o arabo, per esempio, pagherà una RCA più cara, perché più a rischio sinistro, stando alle statistiche in mano alle imprese. Ma ora l’Ivass dice basta.

Un criterio errato

L’Istituto ha infatti ha avuto modo di verificare che alcune imprese adottano, quale criterio per la determinazione del premio RCA, quello della nazionalità di nascita del soggetto assicurato, applicando, a parità di ogni altro elemento oggettivo e soggettivo, una maggiorazione tariffaria ai soggetti nati in alcuni Paesi europei ed extraeuropei. Una prassi con un elevato contenuto discriminatorio.

C’è una raccomandazione

L’Ivass richiama il contenuto della Raccomandazione generale del 31 gennaio 2012 adottata dall’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri) in materia di tariffe differenziate per nazionalità delle polizze RCA: le imprese di assicurazione devono consentire la stipula dei contratti per la RCA, applicando ai contraenti che non abbiano la cittadinanza italiana le medesime tariffe previste, a parità di condizioni, per i cittadini italiani e, comunque, tariffe svincolate dalla cittadinanza dei richiedenti. Adesso vedremo come reagiranno le Compagnie. Le quali spesso si appellano al diritto alla massima libertà tariffaria, senza alcun vincolo imposto dall’esterno.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , multe


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