Attualità e Mercato

pubblicato il 28 novembre 2014

Ciclista, utente debole da proteggere, notte e giorno!

Più bici in circolazione: serve maggiore attenzione alla sicurezza

Ciclista, utente debole da proteggere, notte e giorno!

È vero che di recente c’è stata la polemica fra il sindaco di Milano Pisapia e i ciclisti: è vero che a Padova monta la polemica sui ciclisti che non rispettano il Codice della Strada, ma è anche vero che i ciclisti ecologici vanno tutelati in materia di sicurezza stradale. Infatti, come ricorda “Le Strade dell’informazione”, complice la crisi economica e la maggiore sensibilità verso temi quali la salvaguardia dell'ambiente e la tutela delle aree urbane, in Italia sta aumentando il numero di biciclette e ciclisti in circolazione. Accanto all'incremento di questi utenti della strada aumenta parallelamente anche la preoccupazione per la loro tutela; i ciclisti infatti sono tra i più esposti ai rischi che si corrono sulla strada e agli incidenti che vi si verificano.

I numeri più freschi

Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2013 pedoni, piloti di due ruote a motore e ciclisti hanno rappresentato quasi il 50% delle vittime della strada, con il 7,4% di morti tra i conducenti di biciclette. Rispetto alle altre categorie di utenti, inoltre, i ciclisti risultano in netto svantaggio in termini di variazioni percentuali: negli ultimi 3 anni la riduzione percentuale delle morti in bicicletta è stata pari solo al 5,3%, mentre il calo degli automobilisti rimasti uccisi è stato del 18,8% e quello dei piloti di scooter o veicoli simili è sceso di oltre il 39%. Chi va in bici rischia la pelle: un po’ per le strade disastrate, un po’ per l’inciviltà degli altri guidatori. Sulla rete viaria principale si calcola che siano stati 1.481 gli incidenti che hanno coinvolto dei ciclisti ed hanno procurato 55 decessi ed oltre 1.600 feriti. La maggior parte degli incidenti si è verificata nei piccoli centri abitati e principalmente a seguito di uno scontro con delle autovetture.

Buio, nemico mortale

Nonostante si calcoli che il maggior numero di eventi si verifichi tra le 10 e le 12 del mattino e alle 18, una delle insidie maggiori per chi viaggia in bici rimane il buio. L'assenza di luce rende invisibili ed è facile essere travolti in tali condizioni. Il Codice della Strada si esprime a riguardo: si fa obbligo ai velocipedi di munirsi di luci bianche o gialle anteriori, luci rosse e catadiottri rossi posteriormente; inoltre, sui pedali devono essere applicati catadiottri gialli. I dispositivi devono essere presenti e funzionanti pena sanzioni e devono essere utilizzati da mezzora dopo il tramonto del sole a mezz'ora dal suo sorgere, ed anche di giorno nelle gallerie e in caso di nebbia e in ogni altro caso di scarsa visibilità. Nel caso di utilizzo della bici in ambito extraurbano, c’è l’obbligo per il conducente del velocipede di indossare il giubbotto o le bretelle retroreflettenti ad alta visibilità da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere.

Farsi vedere!

Secondo uno studio della 3M (multinanzionale specializzata in materiali rifrangenti), la migliore delle lampade per bici ha una luminosità di 50 lux per metro quadro, mentre la fascia grigia di un giubbino arriva a 330. Il che equivale a poter a essere avvistati a 200-250 metri di distanza, contro gli 80 scarsi del fanalino della bici. Quindi, massima cautela.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , incidenti


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