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pubblicato il 9 novembre 2014

MotoGP 2014, Valencia, gara: una leggenda chiamata Marc

Rossi secondo e nel Mondiale, poi Pedrosa. Ma Marquez è nella storia...

MotoGP 2014, Valencia, gara: una leggenda chiamata Marc

Marc Marquez entra nella leggenda della MotoGP: al termine di una gara disputata in condizioni difficilissime, con la pioggia che andava e veniva, bagnando l'asfalto di quel tanto da renderlo viscido ed insidioso, il quattro volte campione del mondo ha conquistato la sua 13esima vittoria stagionale.

Un'impresa che non era mai riuscita a nessuno nella storia della classe regina, neppure al grande Mick Doohan, che si era fermato "solo" a 12 (però a quei tempi si disputavano appena 15 gare, ora 18). Il tutto nel giorno in cui il fratellino Alex si è aggiudicato il titolo della Moto3, segnando un altro momento storico del Motomondiale (non c'erano mai stati due fratelli campioni nello stesso anno). Il pilota della Honda, che indossava un casco color oro per celebrare la sua doppietta iridata, non ha commesso la minima sbavatura: all'inizio ha lasciato che fossero Andrea Iannone e Valentino Rossi, tenendosi a distanza di sicurezza quando hanno iniziato a cadere le prime gocce di pioggia sul tracciato spagnolo. Appena la pista è tornata ad asciugarsi però ha fatto un cambio di ritmo devastante e nel corso dell'11esimo giro è andato a prendersi la vetta della classifica. Lo strappo decisivo però è arrivato quando la pioggia è tornata a cadere su Valencia: lui e Rossi hanno fatto davvero un altro sport in questo frangente, girando anche due secondi al giro più veloce rispetto agli altri.

Il copione poi è stato simile a quello di due settimane fa a Sepang, con il "Dottore" che ha tenuto botta fino a pochissime tornate dalla fine, arrendendosi poi a vedere trionfare ancora una volta "El Cabronsito". Per il pesarese della Yamaha si tratta comunque di un risultato molto dolce almeno per un paio di ragioni.

La prima è che gli consente appunto di guadagnarsi la palma di vice-campione del mondo, favorito anche dalla giornata nera di Jorge Lorenzo di cui vi parleremo tra poco, ma anche perché obiettivamente è stato l'unico in grado di reggere il ritmo di Marquez quando le condizioni della pista si sono fatte più insidiose. Il grande sconfitto, come detto, è Jorge Lorenzo: ancora una volta quando l'asfalto si è fatto viscido il maiorchino ha dato un po' la sensazione di tirare i remi in barca, facendo fatica a trovare il feeling con la sua Yamaha. L'errore più grosso lo ha commesso però quando ha deciso di cambiare moto in occasione del secondo scroscio di pioggia. Peccato per lui che la pista non fosse abbastanza bagnata da sfruttare le gomme rain e quindi la sua gara è finita in quel momento.

Lo stesso discorso vale purtroppo anche per Andrea Iannone, che nei primi dieci giri aveva fatto sognare i tifosi della Ducati, tenendo la sua GP14.2 davanti a tutti. Poi ha accusato un calo di gomme e fisico e, complice anche un drittone, era scivolato fino al settimo posto. Poi anche lui ha provato giocare il jolly del cambio moto, ma la scelta non ha pagato.

Sul gradino più basso del podio è quindi salito Dani Pedrosa: lo spagnolo della Honda si è letteralmente eclissato alle spalle dei primi due quando la pista è diventata scivolosa, ma è stato bravo a controllare a distanza le due Ducati di Andrea Dovizioso e Cal Crutchlow, che un paio di secondi più indietro si sono date grande battaglia per la quarta piazza. A spuntarla alla fine è stato l'italiano e bisogna dire che anche qui sono arrivate buone indicazioni per la Casa di Borgo Panigale, su una pista che sulla carta avrebbe dovuto essere molto ostica per le Desmosedici.

Basta pensare che dietro alle Rosse c'è un buco di ben 20 secondi prima di trovare i due fratelli Espargaro, che si sono contesi la sesta posizione fino all'ultimo giro: il giovane Pol ha avuto la meglio su Aleix, che comunque chiude la sua bella parentesi con il Forward Racing con l'ennesima vittoria nella categoria "Open". Completano la top ten Stefan Bradl, Michele Pirro e Scott Redding, ma si merita un grande applauso anche Danilo Petrucci, 12esimo al traguardo con la sua ART-Aprilia.

Non è stato memorabile, infine, il ritorno in gara della Suzuki: Randy De Puniet è stato costretto ad alzare bandiera bianca dopo appena una decina di giri a causa di un problema al cambio della sua GSX-RR. Fino a quel momento comunque aveva faticato abbastanza, navigando sempre intorno alla 20esima posizione.

Autore: Matteo Nugnes

Tag: Sport , motogp , piloti , personaggi famosi


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