Attualità e Mercato

pubblicato il 3 novembre 2014

Prestare la moto: come fa la Polizia a multarti?

Le assurdità dell’intestazione temporanea sul libretto

Prestare la moto: come fa la Polizia a multarti?

Domanda: ma queste leggi e le seguenti circolari le scrivono di notte, dopo aver fatto indigestione? Lunedì 3 novembre 2014 è entrato in vigore l'obbligo di annotare l'uso continuativo superiore a 30 giorni di un veicolo non di proprietà. Ma ci sono almeno due guai: primo, le multe partiranno solo dal 4 dicembre e non riguarderanno in genere i veicoli familiari e quelli aziendali. Per il secondo, clamoroso, vi rimandiamo al successivo paragrafo.

Il problema dei controlli

Ipotizziamo pure che le forze dell’ordine, e questo non va messo in discussione (anzi, coi mezzi a disposizione, sempre più esigui, fanno i miracoli), facciano il loro dovere e fermino le moto “sospette”: come fa il poliziotto a sapre se il veicolo è in prestito? Come fa a sapere se è in prestito da 29 o da 31 giorni? Come fa a capire se il mezzo è in comodato d’uso? Forse, deve trovare un guidatore così… “onesto” da confessare: moto in comodato s’uso, e in utilizzo personale da oltre 30 giorni…

Chi riguarda

Alla fine, sotto osservazione da parte della Polizia Municipale dai primi di dicembre, saranno i veicoli intestati a soggetti che non hanno nulla a che fare con l'intestatario della carta di circolazione. Famiglie e aziende che hanno regolari rapporti con i propri parenti e collaboratori possono stare tranquilli, purché sia chiaro, non ci sia contratto di comodato d’uso. In generale, i familiari che hanno affidato un veicolo a un proprio parente non devono preoccuparsi di incorrere in violazioni. Anche se non si tratta di conviventi infatti per ricadere nell'obbligo di legge occorre che il mezzo sia nella disponibilità esclusiva e personale del parente lontano.

Ipotesi non così remota

Se un papà ha affidato temporaneamente e senza alcuna esclusiva formale la moto al figlio che studia o lavora fuori città, non sarà necessario procedere ad alcuna annotazione. A meno che il genitore non ritenga opportuno spendere circa 50 euro per formalizzare il prestito solo alla motorizzazione (non al Pra) al fine di responsabilizzare meglio il giovane conducente. E magari fare il comodato d’uso.

L’ìobiettivo della norma

La legge punta a rendere trasparente la filiera delle intestazioni dei veicoli obbligando gli interessati a comunicare sempre ogni variazione, anche se la stessa non darà luogo alla creazione di un soggetto giuridico distinto. Ma soprattutto a stanare gli utilizzatori di comodo di veicoli intestati a grandi aziende con le quali il conducente non ha rapporti formali. È il caso per esempio dei vip e dei manager che hanno a disposizioni mezzi senza alcun collegamento formale chiaro tra il conducente e il titolare della carta di circolazione. Oppure degli eredi che nelle more della successione circolano con il mezzo del defunto. Tutto vero: ma allora, perché per raggiungere un fine (nobile) simile non è stata scritta una legge semplice, di poche righe? Perché sono state necessarie già due circolari del Ministero dei Trasporti, con la seconda che chiariva la prima? E perché arriverà, pare, una terza nota ministeriale? Noi qualche idea ce la siamo fatta, e voi?

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , multe


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