Interviste

pubblicato il 31 ottobre 2014

Mario Alvisi: "la Ducati Scrambler non è solo una moto ma un concetto di libertà"

Abbiamo parlato con chi ha diretto lo sviluppo del progetto Ducati Scrambler, un brand... che vuole rompere gli schemi!

Mario Alvisi: "la Ducati Scrambler non è solo una moto ma un concetto di libertà"

La Ducati Scrambler riporta in auge un nome storico per la casa bolognese che, col nuovo modello, punta decisamente a un modo inedito di vivere la moto, con l'intenzione di abbracciare l'utenza nostalgica, ma anche e soprattutto i giovani (e non) vogliosi essere "vintage" in modi diversi. Per questo i 4 allestimenti disponibili spaziano da uno stile classico a interpretazioni più spinte, così da soddisfare tanti gusti... ma per sapere davvero tutto di questa nuova Scrambler, abbiamo intervistato il Direttore del brand Scrambler, Mario Alvisi (copertina, il terzo in piedi da sinistra), che ci ha parlato della sua creatura, da dove è nata la scelta di questo nome, e quali sono gli obiettivi di questa nuova naked di Borgo Panigale.

"Operazione nostalgia", o qualcosa di diverso?

"Scrambler non è solo una moto, è un nuovo brand all'interno di quello Ducati. Si tratta di nuovo mondo che abbiamo chiamato "the land of joy", fatto di divertimento e semplicità, che è un concetto molto moderno e adatto ai nostri tempi, non solo un'operazione nostalgia. Pensiamo che la Scrambler incarni tutti questi aspetti di libertà e valori, poi sono arrivate anche le diverse versioni."

In pratica tutti questi valori avevano bisogno di diversi allestimenti?

"Esatto, ma ce ne vorrebbero tante di più. Su Internet dopo qualche ora c'erano già le immagini di altre personalizzazioni. Prendiamo questi modelli come suggerimenti, alla fine l'utente è libero di prendere un pezzo - per esempio - della Icon per metterlo sulla Classic o viceversa. Diamo massima possibilità di espressione ai nostri acquirenti. È quello che abbiamo fatto noi dopo tutto quando abbiamo sviluppato i diversi modelli."

Qual è il target di riferimento e cosa vi aspettate dal pubblico femminile?

"Le moto sono ancora un ambiente molto maschile, ma è uno stereotipo che sta venendo meno. Le donne per noi sono importanti, abbiamo fatto correre il primo team di sole donne nel recente passato, e sulla scrambler puntiamo a dare una moto "vera" che sia adatta anche all'universo femminile. Per quanto riguarda il target... è un concetto che mi diverte, perchè è molto anni '80 e superato. Queste cose non esistono più, possiamo avere un ragazzo di 18 anni, un uomo di 40 o un signore di 60 che vestono uguali. La società ora è trasversale e non si divide più per età ma per approccio alla vita. Scrambler si rivolge a quelli che vogliono stile ma senza essere troppo vistosi, un approccio minimalista ma molto curato. La moto è così."

I prezzi si differenzieranno molto fra le diverse versioni?

"La Icon parte da 8.240 euro ma le altre versioni saranno leggermente più costose, con l'introduzione di accessori differenti e un po' più ricercati è logico, ma puntiamo a fornire con tutte queste versioni un'ottima base per una ulteriore personalizzazioni a discrezione dell'acquirente. E tutto sommato riusciamo a offrire una moto molto personale e personalizzabile a un prezzo parecchio inferiore ai 10.000 euro."

Autore: Andrea Farina

Tag: Interviste , anticipazioni , interviste


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