Test

pubblicato il 1 febbraio 2007

Aprilia Pegaso Factory - TEST

Una Factory anche per Pegaso!

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In Aprilia si torna a parlare di Facotry, ma questa volta di mezzo non c'è ne una RSV 1000 R ne una Tuono R...ma una più semplice, si fa per dire, Pegaso Strada. Nasce così la nuova Aprilia Pegaso Factory, che con le sorelle bicilindriche da un litro condivide davvero poco in termini di componentistica ma moltissimo di quello spirito che magicamente trasforma una moto già ai vertici della propria categoria in qualcosa di veramente speciale.

E non si tratta solamente di uno scarico o di una nuova mappatura di motore...ma di una innumerevole serie di accessori estetici e meccanici pensati e sviluppati per enfatizzare, senza stravolgere, un progetto che per DNA di famiglia guardava di buon occhio alle prestazioni.
Factory, dunque, è quanto di più vicino ad una special realizzata con buon gusto possa esistere e siamo certi che più di qualcuno ha atteso che Aprilia "allargasse" ulteriormente le ali alla Pegaso prima di uscire da una concessionaria Aprilia con un contratto firmato sotto braccio.

Sì perchè il prezzo di questa nuova Pegaso Factory non è poi così elevato rispetto a quello della sorella "tranquilla", ora ribattezzata Pegaso Fun, ma la dotazione è decisamente più ampia. Anche senza ricorrere ad una vista a 12/10, infatti, è impossibile non far cadere l'occhio su dettagli come i nuovi cerchi a raggi, impreziositi da un canale "dorato" in stile RSV, più leggeri e molto simili a quelli utilizzati dalla sorella iridata SXV...con la quale condivide la pompa radiale che spinge i quattro pistoncini di una inedita pinza radiale marcata FTE. Invariato, invece, il disco da 320 mm.
Inedito anche l'ammorizzatore posteriore, più performante rispetto al passato grazie alla maggiore possibilità di regolazione offerta in precarico e ritorno idraulico, ma fanno parte della nuova dotazione anche un bellissimo manubrio biconico - simile a quello della Tuono R - ed una lunga serie di particolari speciali in carbonio.

Piccola grande novità anche per quanto concerne la posizione di guida, che beneficia di una sella più alta (20 mm) e conformata in modo da caricare maggiormente l'avantreno e favorire i piloti più alti, senza per questo penalizzare chi è in media nazionale.

Novità di dettaglio, invece, per il propulsore monocilindrico, che rimane fisso a quota 48 CV pur ottenendo in sede di omologazione la certificazione Euro3. Un elemento importantissimo, visti i tempi da caccia alle streghe che corrono in certe regioni, ma che ha permesso di rendere comunque disponibile un affascinante sistema di scarico Akrapovic - optional, 868 euro -, in grado di intonare una sinfonia piuttosto...interessante una volta eliminati i dBKiller. Su strada la Pegaso Factory appare estremamente concreta, esattamente come il modello "normale", ma le novità in termini di posizione di guida e la nuova dotazione ciclistica permettono di sfruttare ancora più a fondo le buone doti messe in campo dal propulsore.
Dopo pochi km percorsi a bordo di Pegaso Factory, infatti, la sensazione di avere un maggior percezione di quanto corre sotto le ruote rispetto al modello "base" è evidente e questo permette di forzare maggiormente il passo o, eventualmente, di gestire al meglio una situazione di sicurezza. Una Pegaso che si è fatta ancor più precisa e tagliente, dunque, ma non certamente iper-reattiva o brusca nelle reazioni, a tutto vantaggio di chi arriva dall'universo dello scooter e con la moto non ha molta confidenza...e di chi la moto la sa guidare molto bene ed è alla ricerca di un mezzo che sappia regalare qualche emozione in più pur mantenendo invariata la classica versatilità di una Pegaso.

Sì perchè con questa Pegaso Factory in curva si può andare veramente forte, approcciando alla curva con la sicurezza di un impianto frenante che risponde con una forza davvero notevole, assicurando spazi d'arresto contenuti. Oseremmo quasi dire che l'impianto è addirittura sovradimensionato rispetto alle reali esigenze di Pegaso Factory...e questo, senza l'ottima modulabilità assicurata dalla pompa radiale scelta dai tecnici Aprilia, avrebbe anche potuto creare qualche grattacapo all'utenza meno esperta.
Dettagli, che in Aprilia non sfuggono mai, come non sfugge mai una particolare attenzione per la scelta delle gomme - Pirelli Diablo - e per la taratura della ciclistica, che non lascia in "braghe di tela" quando si va a spingere ma non è nemmeno inutilizzabile per andare tranquillamente a passeggio, magari in coppia.

Segno di una ciclistica veramente sana e che ai più esperti potrebbe apparire addirittura sovradimensionata nonostante l'ottimo lavoro dei 48 CV, disponibili a rispondere agli ordini della manopola destra con una linearità disarmante. Un propulsore che, volendo, si fa strapazzare fino a settemila giri ma che da il meglio di sé tra i 3 ed i 6.000 giri, sfruttando l'immensa coppia motrice disponibile con la classica marcia in più innestata. Qualche vibrazione di troppo, del tutto normale con questo tipo di frazionamento, la si incontra tra i due ed i tremila, ma superata la soglia sembra quasi di non averlo e le velocità che si raggiungono nello spazio di pochi metri sono quasi incredibili se rapportate alla scarsa "presenza" acustica oltre che fisica di questo propulsore. Un fattore, quello della presenza, rimediabile con il kit di scarico Akrapovic, ve l'assicuriamo, davvero imperdibile.

La nuova Aprilia Pegaso Factory, disponibile in un'inedita grafica impreziosità dal "solito" Leone di Venezia stilizzato, è disponibile presso le concessionarie Aprilia ad un prezzo di listino di 7.190 euro. Una cifra leggermente superiore rispetto ai 6.490 richiesti per la sorella Pegaso Fun, ma pienamente giustificata - a nostro parere - da una dotazione tecnica davvero eccezionale.

Autore: Emiliano Perucca

Tag: Test , monocilindriche , strada


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