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pubblicato il 26 ottobre 2014

MotoGP 2014, Sepang: 12 vittorie come Doohan per Marquez

Marc l'ha spuntata dopo un bellissimo duello con Valentino, che allunga su Lorenzo per il secondo posto

MotoGP 2014, Sepang: 12 vittorie come Doohan per Marquez

Marc Marquez scrive ancora più impresso a fuoco il suo nome nel libro dei record della MotoGp. A Sepang il quattro volte campione del mondo ha fermato la striscia di quattro successi consecutivi della Yamaha, ma soprattutto ha firmato la sua 12esima affermazione stagionale, la 18esima nella classe regina, andando ad eguagliare il record di Mick Doohan, con la chance di poterlo battere tra due settimane a Valencia.

La corsa malese però non è stata affatto facile per il pilota della Honda, che fino a pochi giri dalla fine ha dovuto fare i conti con un Valentino Rossi scatenato: oggi il "Dottore" è infatti riuscito a ribaltare un weeekend che lo aveva visto in grandissima difficoltà fino a ieri. Il pesarese ha provato a rimanere agganciato allo spagnolo, ma a sei giri dalla fine "El Cabronsito" è riuscito ad imporre un altro cambio di ritmo e ad involarsi solitario verso un successo che vale un'altra pagina di storia. Il tutto dopo che alla prima curva si era ritrovato ottavo in seguito ad un piccolo contatto con Jorge Lorenzo.

Anche Valentino comunque può essere molto soddisfatto, perché ieri sembrava una pura utopia pensare che potesse arrivare davanti a Lorenzo, invece il maiorchino si è arreso all'idea di veder scappare Marquez ancora prima di lui: dopo aver comandato i primi otto giri, ha avuto un calo di ritmo piuttosto repentino, forse dovuto anche ad una scelta di gomme differenti, e alla fine si è dovuto accontentare del gradino più basso del podio.

La lotta per il secondo posto nel Mondiale ora quindi è ormai riservata ai due portacolori della Yamaha, con Valentino in vantaggio di 12 punti, perché Dani Pedrosa torna da Sepang con un altro zero: dopo appena due giri è finito ruote all'aria all'ultima curva. Tornato in sella, stava rimontando con un ritmo addirittura migliore di quello dei primi tre, ma poi una seconda caduta lo ha messo definitivamente fuori gioco.

Ai piedi del podio troviamo la Honda di Stefan Bradl, che ha regalato una bella prova al Team LCR prima di cambiare squadra a fine anno ed ha resistito all'assalto finale di Bradley Smith, bravo a portare a casa un buon quinto posto dopo il podio centrato in Australia. Un grande applauso poi se lo merita Pol Espargaro, stoicamente sesto nonostante una frattura al piede sinistro rimediata ieri: il portacolori della Yamaha Tech 3 ha corso sotto antidolorifici.

Non è stata positiva quindi la domenica della Ducati: la migliore delle Desmosedici è stata quella di Yonny Hernandez in settima posizione. Andrea Dovizioso era saldamente in quarta piazza, ma poi la sua GP14.2 ha iniziato ad accusare dei problemi tecnici che lo hanno fatto arretrare all'ottavo posto, giusto davanti alla GP14 di Hector Barbera, che quindi ha ottenuto la seconda vittoria di fila tra le "Open".

Ritirato quasi subito Cal Crutchlow: la sua Desmosedici si è ammutolita proprio quando era nella scia di Bradl. Ko pure Alvaro Bautista ed Aleix Espargaro, che si sono toccati al secondo giro. Peccato poi per Nicky Hayden, ritirato nel giorno in cui è diventato il pilota statunitense con più partenze all'attivo nella classe regina. Out, infine, anche Alex De Angelis e Danilo Petrucci. Una disdetta, visto che entrambi erano in zona punti.

Da ricordare l'assenza forzata di Andrea Iannone, dichiarato "unfit for race" in seguito ad un contatto con Marquez nelle libere di venerdì, che gli ha procurato una forte contusione al braccio sinistro.

Autore: Matteo Nugnes

Tag: Sport , motogp , piloti , personaggi famosi


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