Attualità e Mercato

pubblicato il 22 ottobre 2014

Lodi: quanti cartelli nelle ciclabili!

I percorsi ciclopedonali lodigiani sono infestati da una quantità da record di cartelli

Lodi: quanti cartelli nelle ciclabili!

Prima fanno le piste ciclabili, e poi piazzano lungo il percorso cartelli che interrompono il normale flusso: incredibile ma vero. Succede a Lodi. Nella città lombarda, denuncia la Fiab (Federazione amici bici), sono numerosi gli incidenti capitati ai ciclisti che hanno urtato questi cartelli e, a luglio del 2014, un ciclista è morto. Così, la Federazione ha avanzato la proposta di eliminazione o spostamento di cartelli segnaletici pericolosi sul percorso ciclopedonale da Lodi a Cavacurta: consiste in una ricognizione attenta della situazione dei cartelli in uno dei percorsi ciclabili più frequentati della Provincia.

Si sovrappongono inutilmente

La Fiab ha valutato nel dettaglio ognuno dei 41 casi, accompagnandolo con una foto e una specifica richiesta: di rimozione dei cartelli inutili o pericolosi, di spostamento a lato della carreggiata della segnalazione. In alcuni casi sono stati rilevati cartelli doppi, a volte che forniscono – contemporaneamente – messaggi opposti. Su un tratto complessivo di 21 km di percorso, la Federazione chiede di rimuovere 86 cartelli disposti su 16 pali e 27 U rovesciate, di installare a fianco della carreggiata 34 cartelli su 16 pali. Avanzano 54 cartelli e 27 U, che potranno essere utilizzati per altri futuri percorsi ciclabili. I cartelli che interrompono le piste ciclopedonali e in cui avvengono gli incidenti riguardano spesso strade con traffico molto scarso, ma anche passi carrai; ci sono ancora sulle piste ciclopedonali lodigiane cartelli che addirittura interrompono la pista ciclabile in corrispondenza degli accessi a terreni agricoli, in cui i passaggi non sono di pochi veicoli al giorno, ma di pochi veicoli all’anno.

Discorso generale

Le frequenti interruzioni delle piste ciclabili contraddicono il Codice della strada e della normativa tecnica di garantire continuità ai percorsi ciclabili e ciclopedonali e non aumentano la sicurezza dei ciclisti e in generale del traffico. Il modo corretto di realizzare le intersezioni con strade poco trafficate, passi carrai o terreni agricoli è realizzare un “attraversamento ciclabile”: non occorrono cartelli di fine e pista ciclabile; l’interruzione delle piste ciclabili o ciclopedonali deve essere limitata ai casi di intersezioni con strade trafficate. Il guaio è che spesso in Italia sono stati realizzati attraversamenti ciclabili lungo piste ciclabili o ciclopedonali extraurbane, senza prevedere l’interruzione della pista stessa, senza che siano derivati conflitti giuridici inerenti la sicurezza degli attraversamenti. L’interruzione può essere limitata a singoli casi sporadici in cui la visibilità delle biciclette da parte dell’automobilista sia limitata (per esempio perché in curva o perché nascosta da alberi).

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada , incidenti


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