Attualità e Mercato

pubblicato il 20 ottobre 2014

Legge di Stabilità: moto d'epoca solo dopo i 30 anni

Per far pagare bollo e assicurazione a più veicoli, il Governo vorrebbe che le moto saranno storiche solo dopo i 30 anni d'età

Legge di Stabilità: moto d'epoca solo dopo i 30 anni

Se avete comprato una moto fra i 20 e i 30 anni d'età per utilizzarla come veicolo storico con bollo e assicurazione ridotti, preparatevi a tenere calmi i nervi. Secondo la Legge di Stabilità, il governo ha deciso di riconoscere come veicoli d'epoca solo i mezzi che hanno più di 30 anni, per cui un intero decennio di produzione auto e moto tornerà alle tariffe standard di bollo e RC auto. Secondo il governo, questo accorgimento è necessario soprattutto per evitare il riconoscimento come veicoli storici di modelli che non hanno alcun valore in questi termini. Questo accade soprattutto nel mondo dell'auto, dato che ci sono 4 milioni di mezzi storici in italia, la maggior parte dei quali sono ferri vecchi e modelli dall'importanza storica nulla.

La scusa e la realtà

Il disegno legge abroga i commi 2 e 3 della legge 342/2000 che estendevano l'esenzione in vigore per i veicoli e i motoveicoli con almeno 30 anni di età ad autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico (determinato dall'Asi e, per i motoveicoli, anche dalla Fmi) riducendone il termine a 20 anni. La banale scusa del Governo Renzi è che si vuole eliminare il fenomeno dei veicoli falsamente storici: si ottiene facilmente lo status di mezzo storico, e così si paga pochissimo o nulla di bollo, e una Rca minima. Ma ci sono due ma. Primo: se davvero è così, allora chi di dovere fa un esposto alla Procura della Repubblica per capire come e quando ci sono truffe. Secondo: esiste una marea di appassionati con il veicolo storico tenuto splendidamente, che ha diritto allo status di mezzo storico, e ha diritto a pagare pochissimo o niente di bollo, e ad agevolazioni fortissime sulla Rca. Perché “ammazzare” la passione di chi ama un mezzo storico? Perché anziché combattere il presunto fenomeno delle frodi, con puntiglio e precisione, si spara nel mucchio, andando a colpire persone in perfetta buona fede? Creare una lista ed escludere i "furbetti" anche in maniera retroattiva, non sarebbe meglio?

Il metodo delle Assicurazioni e la pressione delle Regioni

Il Governo Renzi ha usato lo stesso metodo delle Assicurazioni. Che ragionano così: siccome ci sono le truffe, allora non indago sulla singola frode, concedo il risarcimento a occhi chiusi, e poi sparo nel mucchio, alzando le tariffe Rca di tutti. Ecco, Renzi ha operato allo stesso modo. Ma forse c’è dell’altro: le Regioni si sentono defraudate di chissà quali diritti, in seguito ai vari provvedimento che il Governo sta adottando: sostengono di perdere risorse preziose (4 miliardi di euro). E di non avere ossigeno. In realtà, sono troppo spesso carrozzoni politici gestiti malissimo da incompetenti, che spendono in modo scriteriato tonnellate di quattrini pubblici. In seguito alle pressioni da parte delle lobby delle Regioni, Renzi ha ceduto: i veicoli over 20 e under 30 pagano. Così le Regioni stesse incassano di più. È la politica antica, della prima Repubblica, da Repubblica delle banane. Cambiano gli uomini, i vizi antichi restano. L’antico che avanza, fra qualche slogan che attrae gli sciocchi e promesse mai mantenute. La politica che uccide anche i sogni, il veicoli storico.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , epoca


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