Attualità e Mercato

pubblicato il 13 ottobre 2014

TFR in busta paga a febbraio: i consumi cresceranno?

È la super scommessa di Renzi: passerà questa idea?

TFR in busta paga a febbraio: i consumi cresceranno?

Il TFR per acquistare uno scooter, per una moto, per aggiustare il vecchio ferro rotto. Il TFR per pagare le varie spese pesantissime che gravano sulla moto. Fra le varie noiosissime idee della politica italiana, questa del TFR fa scalpore, pur non essendo inedita: a Renzi però il merito di averla rilanciata. Sotto forma di scommessa assoluta, giacché il premier va a schiacciare i piedi a Confindustria, che è contrarissima al TFR in busta paga. “Sono soldi dei lavoratori, si dice”, così attacca Renzi. “Che però vengono dati tutti insieme alla fine. La filosofia sembra essere protettiva: te li metto da parte, per evitare che tu li “bruci” tutti insieme. Uno Stato-Mamma, dunque, che sottilmente fa passare il messaggio di non fidarsi dei lavoratori-figli. Io la vedo diversamente: per me un cittadino è maturo e consapevole”.

Chi decide?

Ancora Renzi che sfida: “E come accade in tutto il mondo, non può essere lo Stato a decidere per lui. Ecco perché mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del TFR andassero subito in busta paga mensilmente. Questo si tradurrebbe in un raddoppio dell'operazione 80 euro, più possibilità d'acquisto, un altro tassello verso il modello Italia: noi infatti abbiamo scelto di non ridurre i salari, come hanno fatto altri paesi, ma di fare le riforme per creare competitività. Questo dal punto di vista filosofico. Dal punto di vista pratico, invece, il problema è evitare di affossare la liquidità delle piccole medie imprese che potrebbero soffrire la necessità di pagare subito la mensilità in più”.

Come risolvere i guai

In realtà, per Renzi, anche alla luce delle misure della BCE, il sistema ha notevoli riserve di liquidità. Per questo, “quando presenteremo alle parti sociali la proposta, verificheremo la fattibilità di una proposta sul TFR che viene incontro ai lavoratori senza gravare sulla situazione bancaria delle piccole e medie imprese. Non resta da vedere come reagiranno a questa ulteriore sfida le imprese, che non hanno assolutamente l’intenzione di dare l’ok all’idea del TFR.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , personaggi , personaggi famosi


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