Curiosità

pubblicato il 8 ottobre 2014

Su due ruote, meno esposti a smog

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i meno colpiti dalle polveri sottili sono ciclisti e motociclisti

Su due ruote, meno esposti a smog

Ogni anno nel mondo 7 milioni di persone perdono la vita prematuramente a causa dell’inquinamento atmosferico che è diventato la principale causa di morte, ben prima del cancro o delle malattie cardiovascolari: lo dice l’Organizzazione mondiale della sanità.

Attenzio automobilisti

Ma in starda chi sono i più esposti agli agenti inquinanti? Non i ciclisti o pedoni, ma gli automobilisti che, trovandosi spesso in coda, finiscono per saturare l’abitacolo dell’auto con gas estremamente pericolosi che poi ristagnano tra le pareti della lamiera. L’abitacolo diventa una camera a gas, mentre chi va su due ruote non “naviga” nel Paradiso dell’aria pulita ma almeno evita di restare intrappolato nello smog della vettura. Come riporta bikeitalia.it, chi va in auto è maggiormente esposto agli inquinanti del 250% rispetto a chi utilizza l’autobus, del 350% rispetto a chi si muove a piedi e di oltre il 500% rispetto a chi utilizza la bicicletta. Senza considerare che chi va in bici e in moto inquina molto meno rispetto a chi va in auto; per non parlare poi dell’occupazione del suolo: questo è un secondo tipo di inquinamento.

Inquinamento, Italia sotto schiaffo

E che la questione smog sia più grave che mai lo dimostra l’inettitudine dei nostri politici, a livello locale e centrale. La Commissione europea ha aperto una nuova procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per il superamento dei limiti delle polveri sottili (PM10) in 19 "zone e agglomerati" di dieci Regioni: Veneto, Lombardia, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Sicilia, Molise, Campania e Umbria. La procedura d'infrazione è stata aperta lo scorso luglio con l'invio di una lettera di messa in mora a cui le autorità italiane devono rispondere, fornendo chiarimenti, entro fine ottobre. Ma che accadrà se la risposta non dovesse essere ritenuta soddisfacente? Semplice: la Commissione europea potrà passare alla seconda fase della procedura attraverso un parere motivato. Morale: si inviterà l'Italia a mettersi in regola al più presto con le norme sulla qualità dell'aria. Pena, una mega multa. Pagata alla fine dai contribuenti.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità


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