Attualità e Mercato

pubblicato il 3 ottobre 2014

TFR in busta paga: l’idea di Renzi infiamma gli animi

Il premier spinge, ma le aziende si oppongono

TFR in busta paga: l’idea di Renzi infiamma gli animi

Il 50% del TFR in busta paga per rianimare il mercato di tutti i beni di consumo, per dare ossigeno alle famiglie, per risollevare il Paese dalla crisi: è l’idea di Renzi. Il premier ha annunciato che il Governo lavora perché "il TFR possa essere inserito dal primo gennaio 2015 nelle buste paga, attraverso un protocollo tra Abi (Associazione bancaria italiana), Confindustria e governo per consentire un ulteriore scatto del potere di acquisto". Ma per le piccole imprese è inconcepibile anticipare il TFR in busta paga. Rete imprese Italia si oppone con forza: “In questa fase di perduranti difficoltà per il nostro sistema produttivo, è impensabile che le piccole imprese possano sostenere ulteriori sforzi finanziari”.

Polemica dura

"Dopo aver subìto, soltanto nell'ultimo anno, una contrazione del credito erogato dal sistema bancario del 5,2% - ha osservato Giorgio Merletti, presidente di Rete imprese Italia e di Confartigianato - pari a oltre 8 miliardi di euro, ora alle piccole imprese verrebbe chiesto di erogare diversi miliardi in anticipazione del TFR. Siamo di fronte alla 'misura perfetta', se si vuol dare una mano a far chiudere decine di migliaia di piccole imprese che stanno resistendo stremate da 6 anni di crisi e difendono in tal modo migliaia di posti di lavoro". Insomma, un due di picche durissimo: niente soldi dalle banche, niente TFR in busta paga. Secondo Merletti, "per i lavoratori il TFR è salario differito, per le imprese un debito a lunga scadenza. Non si possono chiamare le imprese ad indebitarsi per sostenere i consumi dei propri dipendenti. Va sottolineato infine che il trasferimento di tutto il TFR, o di una parte di esso, nelle buste paga significa azzerare la possibilità, per moltissimi lavoratori, di costruire una previdenza integrativa dignitosa". Contraria anche la leader della Cgil Susanna Camusso: "L'ipotesi di trasferire il 50% del Tfr in busta paga può essere un'operazione su cui volontariamente i lavoratori decidono, però poi nessuno dica che è un aumento e allora non si rinnova il contratto".

Renzi rilancia

Renzi, parlando in tv a “Che tempo che fa”, è tornato ad insistere sul tema: “Potremmo mettere il TFR mensilmente in busta paga. È complicato, ma se trovassimo il modo di dare liquidità alle piccole e medie imprese potrebbe essere una soluzione”. Il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, precisa che l'intervento sul TFR potrà scattare solo senza alcuna perdita di liquidità per le imprese. E questo potrà accadere utilizzando la leva Bce (Banca centrale europea) in termini di accesso agevolato al credito. Alle imprese dovrebbe anche essere garantito quanto meno lo stesso meccanismo fiscale agevolato previsto attualmente nei casi di destinazione del TFR ai fondi pensione. Resta poi da vedere come davvero gli italiani spenderebbero quel denaro: per rilanciare i consumi, o per tenerlo sul conto corrente in banca? Per saldare vecchie pendenze, o per comprare un oggetto, un abito, una moto, uno scooter, un mobile o qualcos’altro?

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , personaggi , codice della strada , personaggi famosi , trasporti


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