Attualità e Mercato

pubblicato il 13 agosto 2014

Ricorso multe: legnata all’orizzonte

Con la riforma del Codice della strada, le cose potrebbero cambiare in peggio per il cittadino

Ricorso multe: legnata all’orizzonte

Ricorsi contro le multe: al peggio non c’è mai fine. Non è la crisi a spingerci a fare una simile considerazione; ma la realtà dei fatti. Negli anni, è stata introdotta una tassa pesantissima da versare allo Stato per ricorrrere al Giudice di Pace: oggi siamo a quota 43 euro, più di un divieto di sosta! Poi, sono stati dimezzati i tempi per preparare la difesa al Giudice di pace: 30 giorni. L’alternativa del Prefetto è rischiosissima, perché se perdi paghi il doppio. Ma adesso la riforma autunnale del Codice della strada mette i brividi.

Sentite qui il testo

Per la precisione, nella riforma si parla di “revisione e coordinamento del sistema dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali, ai fini della semplificazione della procedura, dell’alleggerimento degli oneri amministrativi a carico dei cittadini e dell’eliminazione di duplicazioni, individuando, eventualmente, ambiti di competenza a conoscere diversi in relazione ai motivi di legittimità e di merito”. Detto così, parrebbe una novità positiva per il cittadino. Ma attenzione alla legnata: “Semplificazione delle procedure previste per il ricorso al prefetto, prevedendo: 1) la presentazione del ricorso esclusivamente all’organo accertatore, che, previa istruttoria, lo trasmette al Prefetto per la decisione; 2) l’eliminazione dell'obbligo di procedere all'audizione dell’interessato che ne abbia fatto richiesta; 3) l’allineamento del termine per il ricorso al prefetto a quello previsto per il ricorso al giudice di pace”.

Una possibile traduzione

Tradotto, se fate richiesta di essere ricevuti dal Prefetto, non ne avrete più diritto. E soprattutto, il pericolo è che anche dal Giudice di Pace il ricorso respinto equivalga al raddoppio della multa. Anche i tempi per ricorrere al Prefetto potrebbero dimezzarsi a 30 giorni. Non ultimo, potrebbero addirittura esigere il pagamento di una tassa per il ricorso al Prefetto… Con l’obiettivo teorico di alleggerire il lavoro dei Prefetti (fu così anche per i Giudici di pace). In realtà, a guadagnarci, e parecchio, sarebbero i Comuni: incassano circa 1,8 miliardi di euro l’anno in multe, e non avere “seccature” come i ricorsi dei cittadini sarebbe un ulteriore vantaggio per gli enti locali.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , trasporti


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