Attualità e Mercato

pubblicato il 3 agosto 2014

L’auto non ti fa uscire dal parcheggio? E' reato...

Ostruire il transito è violenza privata: lo ha detto la Cassazione

L’auto non ti fa uscire dal parcheggio? E' reato...

Devi uscire con la moto dal box o dal parcheggio, ma non puoi, perché una macchina s’è piazzata lì davanti a te e non ti consente di prendere il largo: un atto di profonda inciviltà. E anche un reato, secondo la sentenza numero 32.730 del 4 aprile 2014, depositata il 23 luglio, della Cassazione, sezione quinta penale.

Un cittadino imbufalito: bloccato per un’ora

Tutto è nato nel novembre 2006, quando un veicolo ha ostruito l’uscita di un altro. Che non la fa passare liscia al proprietario del mezzo in sosta vietata e inizia una battaglia legale al fine del riconoscimento del reato. Con sentenza in data del luglio 2012, la Corte d’appello dell’Aquila confermava a carico di Tizio la sentenza emessa dal Tribunale nel maggio 2008, con la quale l'imputato era stato condannato per il reato (di cui all’articolo 610 del Codice Penale) a un mese di reclusione. Motivo? Aveva costretto Caio a rimanere in un fondo, ostacolandone l’uscita per oltre un’ora. La persona offesa aveva dichiarato che l’imputato, per impedirgli di uscire, aveva posizionato il proprio fuoristrada all’imbocco dell’unica via di uscita. Dopo l’intervento dei Carabinieri, era stato il padre dell’imputato a spostare il veicolo.

Tre sconfitte una dietro l’altra

I giudici avevano ritenuto la sussistenza del reato e della penale responsabilità dell’imputato, evidenziando che aveva agito con dolo. Ma il proprietario del fuoristrada proponeva ricorso per Cassazione, sostenendo in sostanza la propria buona fede. Niente da fare: gli ermellini confermavano le sentenze di primo e secondo grado, per una condotta idonea a precludere la libertà di transito del veicolo che conduceva la persona offesa. E non ha alcun peso la circostanza addotta dal ricorrente, che afferma l'esistenza di un contratto di affitto del fondo agricolo a proprio favore. Il ricorrente è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute nel grado dalla parte civile: oltre 1.500 euro. Tre sentenze che OmniMoto.it condivide in pieno.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada


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