Attualità e Mercato

pubblicato il 24 luglio 2014

Il Motociclista: il Codice della Strada lo chiamerà diversamente

"Utente debole": questa definizione verrà introdotta nel futuro Codice

Il Motociclista: il Codice della Strada lo chiamerà diversamente

Arriva il riconoscimento dello status di utenti vulnerabili anche per gli utilizzatori di ciclomotori e motocicli. No, non sono parole al vento, non è teoria inutile. Significa che il centauro e lo scooterista entrano a far parte di quella categoria da tutelare e proteggere, come pedoni e ciclisti. Lo prevede la riforma del Codice della Strada. Era ora: d’altronde, sin dalla propria nascita sul web, OmniMoto.it definisce i i motociclisti “utenti deboli”, e adesso, i fatti ci danno ragione. Sta tutto scritto nel testo unificato della legge delega di riforma appena approvato in commissione Trasporti della Camera. Otto mesi di lavoro che hanno permesso alla stessa commissione di definire i criteri direttivi che il Governo dovrà tradurre in norme. Ovviamente, il documento potrà ancora essere modificato nel successivo passaggio al Senato, ma anche su queste norme il premier Renzi si gioca parte della propria credibilità politica, visto che da sempre fa discorsi e appelli sulla sicurezza stradale.

Grande la soddisfazione della comunità motociclistica

Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo), esprime soddisfazione: “Lavoriamo quotidianamente sul fronte della sicurezza stradale considerandolo uno dei temi principali sui quali puntare e sul quale sensibilizzare il Governo e l’opinione pubblica”. Nel testo approvato, in più, c’è l’introduzione di disposizioni che migliorano la sicurezza della circolazione di biciclette, ciclomotori e motoveicoli, anche attraverso la limitazione della presenza a bordo strada di ostacoli fissi artificiali, come i supporti della segnaletica stradale e i guardrail.

Il problema infrastrutture

Il Ministero dei Trasporti viene incaricato di predisporre linee guida destinate agli enti proprietari delle strade, che definiscano criteri di progettazione e costruzione di infrastrutture stradali sicure per gli utilizzatori di veicoli a due ruote. In proposito Confindustria Ancma ribadisce di aver redatto, in collaborazione con il Diss (Dipartimento di Sicurezza Stradale) dell’Università di Parma, un vademecum utile a progettisti e tecnici per realizzare infrastrutture che limitino i rischi per i motociclisti.

I 125 in autostrada

E come OmniMoto.it ha annunciato in anteprima, sul versante della mobilità, il provvedimento consente l’accesso di scooter e motocicli 125 cc, se guidati da conducenti maggiorenni, su tangenziali ed autostrade. In questo modo, il nostro Paese si allinea finalmente al resto d’Europa, dove questa limitazione non è mai esistita. Buone notizie anche per il mondo della bicicletta: oltre a una serie di disposizioni volte ad incentivare la mobilità delle due ruote a pedale, viene introdotto un sistema di marchiatura volontaria del telaio, che renderà più semplice alla forze dell’ordine l’identificazione e il recupero delle biciclette rubate. Infine, ricorda l’Ancma, viene introdotto il principio che le corsie riservate ai mezzi pubblici potranno in futuro essere percorse anche da biciclette e motocicli.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada


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