Attualità e Mercato

pubblicato il 17 luglio 2014

Furti estivi delle moto: una piaga

Nuovo boom dei furti di moto: ogni giorno ne vengono rubati oltre 116, quasi 5 ogni ora

Furti estivi delle moto: una piaga

Il business del crimine sente l’odore dei soldi, e come gli squali ronza intorno alle moto. Torna a crescere il fenomeno dei furti di motoveicoli che nel 2013 ha visto coinvolti 42.529 mezzi su due ruote contro i 38.783 del 2010 (+10%). Ogni giorno nella nostra Penisola vengono rubati oltre 116 motocicli, quasi 5 ogni ora. Sono questi i principali dati che emergono dal “Dossier sui Furti di motoveicoli 2014”, elaborato da LoJack Italia, azienda leader nel rilevamento e recupero di beni rubati, che raccoglie e analizza i dati forniti dal ministero dell’Interno e li integra con quelli provenienti dalle proprie elaborazioni e report sul fenomeno. Nel 2013 i furti di motocicli hanno confermato di costituire per il nostro Paese un malcostume molto radicato, una problematica difficile da contrastare per le istituzioni nazionali e locali.

Maledetta disoccupazione

È la crisi a peggiorare tutto. Nell’attuale contesto economico, l’industria dei furti di moto sembra trovare nuove risorse per alimentarsi grazie alla stretta morsa della crisi sempre più acuta con indici di disoccupazione giovanile che superano il 40%, al crescente interesse delle organizzazioni criminali internazionali per questo redditizio business e alla diffusione di tecniche e modalità criminali sempre più ingegnose e facilmente disponibili, che sfruttano le tecnologie più avanzate per beffare il proprietario del motoveicolo anche quando questi ritiene di essere al sicuro.

Dati preoccupanti

Nel confronto 2013-2010 il dato sui furti appare in crescita in ben 13 Regioni e assume dimensioni particolarmente preoccupanti in Campania Lazio, Liguria, Lombardia, Sicilia, Piemonte e Toscana. Il +10%, con picchi durante l’estate, rispetto al dato sui furti registrati nel 2010 è un segnale decisamente allarmante, generato da diversi fattori. Su tutti, il procrastinarsi della crisi economica, che colpisce soprattutto le aree geografiche in cui questa piaga si fa sentire con maggiore incisività. A determinare questa emergenza contribuiscono anche gli effetti della costante spending review applicata dagli ultimi Esecutivi sui fondi destinati alle Forze dell’ordine e al controllo e tutela del territorio che hanno finito per indebolire le attività di prevenzione e repressione, decisive per sventare un furto o perché questo si concluda con un recupero. Poi c’è la triste pagina delle conseguenze per un ladro preso con le mani nella marmellata: le pene sono adatte? Vengono scontate? Senza deterrenza, i furti aumentano, c’è poco da fare.

Qualcosa si può fare

Se un ladro professionista intende portarla via, niente e nessuno possono fermarlo. Comunque, c’è qualche accorgimento per rendergli la vita più difficile, e per tenere un po’ alla larga i ladri sprovveduti. a moto deve essere sempre posteggiata in posti ben visibili, mai nascosta o isolata. Se si pensa di lasciarla per molto tempo posteggiata, una catena è sempre un deterrente efficace. Vincola la moto in modo tale da non poter essere presa di peso, quindi legandola a qualcosa di fisso e robusto. Meglio una catena in acciaio cementato a sezione quadra; se c’è il lucchetto con doppio bloccaggio meglio ancora. I blocca disco non sono mai abbastanza. D’altronde, l’identico discorso vale per le auto: più antifurto, meno ladri che ronzano intorno.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , curiosità , varie


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