Attualità e Mercato

pubblicato il 14 luglio 2014

Automobilista al telefono? In moto molto meglio "prevenire"

Chi guida l'auto è sempre più distratto: massima allerta per le due ruote...

Automobilista al telefono? In moto molto meglio "prevenire"

Secondo un recente monitoraggio Asaps (Amici Polstrada), nelle ore di punta in città, oltre il 12% di chi guida l’auto lo fa parlando al cellulare in modo irregolare. Ossia tenendo il telefonino in mano. Infatti, per il Codice della strada, la macchina si può guidare telefonando, ma solo con auricolare o vivavoce. Al di là del fatto che pure così ci si distrae un po’, comunque stare al volante con lo smartphone in mano è pericolosissimo. È come guidare ubriachi, o “non vedenti”, per un certo numero di metri, a seconda del tempo che si passa a osservare il cellulare. Un fenomeno in continua crescita, di pari passo con la diffusione degli smartphone: il guaio è che non solo si parla, ma pure si chatta sui social network, oppure si controllano la posta elettronica o i messaggi. Un problema specie per chi va in moto.

Guida difensiva

Motociclisti e scooteristi, mai come in questi anni, per via della diffusione degli smarthone, devono mettere in pratica la guida difensiva, come spesso sottolineato anche da OmniMoto.it, una questione di sopravvivenza. Devono anzitutto verificare, per quanto possibile, se chi è al volante ha il telefonino in mano: spesso, in questi casi, la macchina va un po’ a zig-zag, o comunque l’andatura si fa incerta. Attraverso il lunotto, è talvolta possibile capire se l’automobilista si distrae col cellulare in mano. Tenere il volante con una mano sola è pericolosissimo, specie nelle curve, e si ha meno prontezza nell’affrontare le manovre d’emergenza. Massima allerta allora per chi va in scooter e in moto: sarà pure una “vita difficile”, ma a volte la tecnologia si trasforma in boomerang, quando usata male dall’uomo. A dire il vero, un guaio analogo è costituito da chi va in bici tenendo il cellulare in mano: insomma, anche fra utenti deboli (ciclisti e motociclisti) non c’è convivenza pacifica nelle nostre metropoli. Già di per sé, chi è motociclista deve ritenersi “invisibile” agli occhi degli automobilisti: a maggior ragione, se il guidatore si distrae parlando al cellulare, magari tenuto in mano. È come se non esistessimo in quel momento. E durante il sorpasso, fate la manovra con ancora più prudenza.

Numeri da soppesare

E, al di là della statistica Asaps (affidabile e a nostro giudizio sottostimata), non esistono statistiche ufficiali alla voce “distrazioni”: troppo spesso, i dati ufficiali parlano sommariamente di distrazione o di alta velocità. Il problema degli smartphone in mano agli automobilisti, alla fine, è così subdolo e pericoloso che sfugge perfino alle statistiche. Non resta che la legittima difesa: la guida difensiva.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , tecnologia , sicurezza , codice della strada


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