Curiosità

pubblicato il 10 luglio 2014

5 buoni motivi per rimpiangere il motociclismo del passato

Della serie "si stava meglio quando si stava peggio", i motivi che ci fanno provare nostalgia per le moto e la cultura del secolo scorso

5 buoni motivi per rimpiangere il motociclismo del passato

Ci sono cose che rendono il motociclismo di questi anni davvero straordinario, la prima è probabilmente il livello di sicurezza raggiunto dalle moto con i sistemi elettronici di controllo e l'ABS, assieme all'abbigliamento tecnico sempre più innovativo e sicuro, ma a parte le moto più facili e sicure, ci sono pensieri e ricordi che fanno pensare che "si stava meglio quando si stava peggio". Ecco 5 buoni motivi per rimpiangere il passato.

1. GLI SCARICHI RUMOROSI E PUZZOLENTI
Le normative europee sull'inquinamento ci hanno tolto il gusto degli scarichi aperti, delle carburazioni estreme e dell'odore di benzina combusta. Sono dettagli che ricordano un motociclismo autentico, dove entrare nei locali con il giubbotto che puzzava di ferro e carburante era un "marchio di fabbrica" che ci distingueva da tutti. Se pensiamo ai 2 tempi poi, con l'odore di fumo azzurro ricinato... più che puzza, per noi era profumo.

2. LA MANUTENZIONE IN GARAGE
Zero elettronica, centraline a transistor semplicissime o totalmente assenti. Un tempo la moto era pura meccanica e passare le giornate in garage a sistemare, manutenere, sostituire e riparare era un divertimento. Momenti preziosi che legavano ancora più uomo e macchina, che oggi è quasi impossibile riavere con le moto moderne, pregne di elettronica che necessita strumenti di diagnosi e con garanzie sempre più restrittive che obbligano alla manutenzione presso officine specializzate.

3. LE GUZZI DELLA POLIZIA AMERICANA
L'orgoglio di una generazione di motociclisti era senza dubbio vedere le Moto Guzzi V7 Special in dotazione alla polizia stradale della California. Nel 1968 la casa di Mandello vince, dopo una serie durissima di test, la selezione per entrare nella flotta del Los Angeles Police Department battendo l'orgoglio americano Harley-Davidson. È da considerare come un secondo sbarco di Colombo nel nuovo continente

4. I MARCHI ITALIANI DOMINANO LE CORSE
Recentemente solo Ducati e Aprilia ci hanno dato vere soddisfazioni italiane nel mondo delle corse su pista, mentre in passato si aveva l'imbarazzo della scelta su cosa e come tifare. L'Italia era la culla del motociclismo internazionale, le nostre "macchine" erano le più avanzate e prestazionali del mondo e la nostra cultura sportiva si traduceva in vittorie per Gilera, Moto Guzzi, Laverda, MV Agusta e Benelli. Ricordiamoci inoltre che c'è un certo Giacomo Agostini come recordman assoluto di vittorie mondiali.

5. PER I GIOVANI I MOTORI ERANO PANE QUOTIDIANO
Le mattine estive, quando si era in vacanza da scuola, i ragazzi non stavano dietro a schermi di PC o tablet ma uscivano. La carenza di mezzi pubblici e di svaghi casalinghi rendeva il motorino un mezzo vitale per il divertimento dei giovani, he di conseguenza avevano un rapporto più stretto con la meccanica, sapevano modificare, riparare e manutenere il proprio mezzo. Questo rapporto si è perso e il crollo del mercato dei cinquantini ne è la conferma. Sono pochi i giovani appassionati, ma per fortuna qualcuno c'è ancora.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , curiosità , vintage


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