Attualità e Mercato

pubblicato il 9 luglio 2014

Milano in ginocchio per il maltempo: molte difficoltà per le moto

Il capoluogo lombardo in questo periodo è stato messo a dura prova: cosa non ha funzionato?

Milano in ginocchio per il maltempo: molte difficoltà per le moto

Altro che metropoli pronta per l’Expo, altro che piste ciclabili, altro che car sharing, altro che Area C con mobilità da città nordeuropea, altro che strade rifatte e riasfaltate per la sicurezza di chi va in moto e in bici: per le due ruote, Milano continua ad essere un punto interrogarivo. A causa di buche, crateri, binari del tram che sporgono, masselli fuori posto, e quando piove in abbondanza, come poche ore fa, è la fine. Milano è stata in ginocchio per l'esondazione del Seveso, durata quasi nove ore, con la zona nord della città allagata, 2.000 utenze senza energia elettrica per buona parte della giornata (in serata erano ancora 150), vie intere chiuse. Ma soprattutto traffico paralizzato, perché i tombini erano chiusi.

Il livello del Seveso era già alto lunedì, ma sono stati gli oltre 60 millimetri d'acqua caduti nella notte, nel giro di cinque ore, a farlo esondare. La stazione Centro dell’Osservatorio Meteo di Milano Duomo ha registrato dall'una alle sei 61 millimetri, circa il 90 per cento dei quali le 2.10 e le 3.10. Non a caso l'esondazione del fiume è iniziata alle 2.50.

Il Comune si difende: “Non siamo stati avvisati”. Ma a parte che per Legambiente i 257 millimetri caduti nel 1987 sono stati il vero record, ci si chiede perché i problemi non abbiano mai un responsabile politico in questo Paese. “Il Comune farà tutto quello che è necessario per risarcire i cittadini dai danni provocati - ha detto il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, intervenendo in consiglio comunale -. Abbiamo fatto tutto il possibile, chiedo scusa ai cittadini ma se fossimo stati avvisati in tempo avremmo potuto evitare questa situazione”
Ecco la risposta dell'assessore alla Protezione Civile della Lombardia, Simona Bordonali: “Durante l'emergenza sono state immediatamente le paratoie del canale scolmatore di nord-ovest, indipendentemente dal preavviso di criticità: il problema è anche legato a una situazione ormai storica della città, ossia la scarsa manutenzione del sistema idraulico e fognario”. Forse, se i soldi spesi per strane operazioni (lecite, ma strane, come le piste ciclabili, le pedonalizzazioni, le telecamere), fossero stati investiti a favore della sicurezza stradale, adesso non si parlerebbe di Milano in ginocchio.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , trasporti


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