Attualità e Mercato

pubblicato il 3 luglio 2014

Omicidio stradale: il Governo... accelera

Visti i recenti gravissimi incidenti degli scorsi giorni, l’Esecutivo pensa a sanzioni più dure

Omicidio stradale: il Governo... accelera

Da una parte, gli incidenti calano (-2,2% nel 2013 sul 2012); dall’altra, però, il fenomeno della pirateria stradale fa sempre più paura. Cresce negli anni il numero di automobilisti che scappano dopo aver causato un sinistro, lasciando la vittima agonizzante. Vittima che può anche essere un utente debole della strada come un pedone (magari un bimbo, come accaduto a Ravenna di recente), un ciclista, un motociclista. Per questo, stando alle indiscrezioni che OmniMoto.it ha raccolto, il Governo accelera sull’omicidio stradale.

Di che si tratta? Attualmente, nel caso di sinistro mortale o con gravi lesioni fisiche provocato da un guidatore in pesante stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, scatta il reato di omicidio colposo. Cioè un omicidio commesso “senza volerlo”, per imperizia, negligenza o imprudenza. La reclusione prevista da Codice Penale parte da un minimo di tre anni (la scelta più frequente dai giudici) a teorici 10 anni (mai applicati). Inoltre, la patente viene revocata temporaneamente. Ed ecco la possibile rivoluzione: col reato di omicidio stradale, la reclusione andrebbe da 8 a 18 anni. Quasi un omicidio volontario.

La discussione nasce attorno a una questione: è giusto introdurre l’omicidio stradale? Il guidatore sa davvero di avere elevate probabilità di causare incidenti mortali, ponendosi al volante in stato alterato? C’è poi un secondo fronte, che vorrebbe applicare l’omicidio stradale anche per i gravissimi eccessi di velocità, o altre manovre molto pericolose (il passaggio col semaforo rosso, per esempio). Da segnalare infine altri che vorrebbero solo un omicidio colposo aggravato dal fatto di aver commesso un sinistro in stato alterato. Senza dimenticare chi sarebbe semplicemente favorevole al ritiro a vita della patente: il cosiddetto ergastolo della patente.

Pare certa solo una cosa: il Governo Renzi si muove per studiare una soluzione. Anche perché lo stesso premier, quando era sindaco di Firenze, appoggiava un disegno di legge a favore dell’inasprimento delle pene per i pirati della strada. 

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada , incidenti


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