Attualità e Mercato

pubblicato il 25 giugno 2014

Al lavoro in bici? Niente risarcimento in caso di incidente

Nessun indennizzo a una donna dopo l’incidente: “Poteva usare il bus”

Al lavoro in bici? Niente risarcimento in caso di incidente

“Da Cossato a Valdengo (Biella), vado a lavorare in bicicletta. La utilizzo per svariati motivi, non ultimo poter fare un po’ di movimento. L’incidente è successo il 3 aprile, quando al passaggio a livello di Valdengo sono caduta, ferendomi un ginocchio. Entro al lavoro alla Bonprix e mi accorgo di essere sporca di sangue. Vengo medicata e scopro di avere un buco di tre centimetri. Così mi hanno accompagnato in ospedale e sono rimasta a casa per dieci giorni”. Lo racconta Paola Tal alla Stampa. Sembrerebbe scontato il finale: un indennizzo per infortunio in itinere, ossia mentre si reca al lavoro. E invece, dopo alcune settimane l’Inail le invia una comunicazione in cui dice che sono emersi ulteriori elementi di giudizio: pertanto non spetta alcuna indennità, in quanto l’infortunio si è verificato a bordo di un mezzo privato, il cui uso non era necessario. E perché non era necessario? Perché la signora avrebbe potuto prendere l’autobus.

“Sono andata dai sindacati, non tanto per una questione di soldi, ma di principio - racconta la donna - Mi hanno risposto che con tutti i problemi che ci sono, faccio male a impuntarmi su queste piccolezze, e mi hanno detto di andare al lavoro in pullman. Non considerano però che nei miei orari ci sono poche corse, inoltre l’autobus si ferma in via Milano e dovrei comunque fare un tratto a piedi. Mi sembra una situazione assurda. Alla fine non so quantificare quanto ci ho rimesso, ma la cosa che non mi va giù è che altri mi dicano che non posso utilizzare la bici, cercando di agganciarsi a ogni minimo appiglio. Si parla tanto di inquinamento, di non usare l’auto e poi ci scontriamo con queste situazioni. Comunque io continuerò ad andare a lavorare in bicicletta.

L’assicurazione comprende gli infortuni occorsi alle persone durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro e, qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti. L’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo di un mezzo di trasporto privato, a condizione che ne sia necessario l’uso. Il problema è che per la Cassazione Civile, sezione Lavoro (sentenza numero 1458 del 22 gennaio 2013), in tema di infortunio in itinere la variazione del percorso o l’utilizzo di un’autovettura in luogo del servizio metropolitano rappresenta “un rischio elettivo nell’ambito del tragitto”. Quindi, se puoi prendere un mezzo pubblico anziché il tuo privato, e non lo fai, allora ti assumi un rischio. E il risarcimento vacilla. Anche se la bici non inquina ed è un mezzo di mobilità su cui le istituzioni continuano a puntare...

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , citta


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