Curiosità

pubblicato il 23 giugno 2014

Casco tecnologico: solo una moda o un futuro imminente?

Sicurezza e comfort verranno garantiti da copricapi protettivi sempre più evoluti

Casco tecnologico: solo una moda o un futuro imminente?

Se chi ha indossato un casco nel 1910 ne provasse uno attuale, resterebbe senza fiato: si è passato dai primi modelli realizzati in cuoio rigido, sagomati a scodella (con bordature in cuoio), a caschi ultratecnologici, e l'evoluzione sta continuando e, tanto per tenersi aggiornati, ecco solo alcuni dei progressi tecnologici di cui già fruiamo o che, speriamo, fruiremo a greve.

Si va dai cuscinetti d’aria interni che possono essere gonfiati così da consentire al casco di aderire perfettamente al cranio di chi li indossa a modelli (per competizioni) costruiti dopo aver effettuato una scansione tridimensionale della testa del pilota. Non si parla poisolo di comfort, ma anche di visibilità migliore, e quindi di maggiore sicurezza: si riduce l’ingombro delle parti meno utili, aumentando la dimensione della mascherina. Ecco poi i caschi con sistema di oscuramento dei vetri e anti-appannamento per migliorare la visibilità e rendere il casco ancora più sicuro.

Ma coi caschi oggi comunichi, parli al telefono, schermi la luce del sole, ascolti la musica. Alcuni modelli hanno un collegamento bluetooth che fa dialogare il casco con il proprio cellulare o con il navigatore satellitare: una tecnologia che fa viaggiare più sicuri, facendo diminuire il pericolo di distogliere lo sguardo dalla strada. Preziosi i sistemi sempre più sofisticati di interfono per collegarsi ad altri caschi. Comunque, va detto che (pur nell’alveo dei comportamenti leciti) ogni sorta di comunicazione mentre si guida potrebbe essere fonte di distrazione. La calotta esterna, il guscio del casco, è sempre più resistente, senza che il peso aumenti, grazie all’uso di paricolari materiali. C’è la distribuire della forza dell'urto su una vasta area del casco, in modo che la calotta rimanga il più possibile integra alla sollecitazione. L’imbottitura o calotta interna è un sistema che ammortizza i colpi in modo sempre più efficace: assorbe l’urto in modo graduale e presenta canali d’aerazione che fanno respirare il capo.

Sempre più sofistica l’AFB (Automatic Fit Belt): un sottogola a sgancio rapido, caosmai il sistema automatico non funzionasse. Ha un avvolgitore automatico che fa allungare il sottogola e sfilare il casco. Lo sgancio rapido ha un pulsante (posto sulla parte del cinturino più corto) che, una volta fatto scorrere, lascia libero l’anello e consente l’apertura. Invece, il microlock consente di regolare la lunghezza del cinturino a ogni utilizzo. Senza infinr dimenticare il casco protettivo elettronico (CPE), un sistema di abbinamento tra il veicolo e il casco: il motociclista non può avviare il mezzo se il casco non è correttamente indossato ed allacciato dato che il casco ha sensori per percepire le correnti elettromagnetiche, emesse dal corpo umano, in modo tale da verificare la corretta posizione del cranio nella calotta. Il casco è altrettanto fornito di sensori per intercettare il corretto allacciamento del sottogola. La centralina della moto elabora questi dati e, se capisce che il casco è indossato male, non fa partire il veicolo. Provate a fregarlo...

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , caschi , sicurezza , codice della strada


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