Attualità e Mercato

pubblicato il 12 giugno 2014

Guardrail e manutenzione scarsa? L’inchiesta si amplia

Dalle indagini di Firenze alle perizie per la strage del bus di Acqualonga

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Abbiamo come l’impressione che sia saltato il tappo del vulcano, e che adesso la lava si diffonda sempre di più a 360°. Infatti, nelle scorse ore, sono state notificate ai sette indagati le perizie sul bus precipitato il 28 luglio 2013 dal viadotto di Acqualonga dell’A16, gestita da Autostrade per l’Italia: quella avvenuta a Monteforte Irpino (Avellino) è la più terribile strage stradale d’Italia, con 40 morti. Si ipotizzano i reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo nei confronti di sette persone, di cui cinque legati ad Autostrade per l’Italia, più il proprietario del bus e l’autista del pullman morto nell’incidente. Una mega-relazione di 2.000 pagine, quella dei periti, che ipotizzano uno scenario molto semplice: il guardrail non ha retto. Non ha svolto la funzione di contenere l’uscita di strada del pullman (vecchio, senza freni, forse non revisionato). Eppure, l’autista aveva proprio cercato di stare in carreggiata appoggiandosi alla barriera quasi in parallelo. Di contro, Autostrade per l’Italia, forte della perizia di parte, ritiene che il guardrail fosse efficiente.

Altro filone. Sono stati acquisiti dalla Stradale di Firenze i verbali degli ultimi controlli effettuati all'autostrada A1, tra Bologna e Firenze, dall'Ispettorato di vigilanza delle concessioni autostradali. L'acquisizione è stata fatta nell'ambito dell'inchiesta della procura di Firenze sulle barriere New Jersey sequestrate qualche giorno fa sui viadotti del tratto appenninico, e che erano in cattive condizioni di manutenzione. Che c’entra questo con la strage di Acqualonga? Pare che l’imbeccata alla Procura di Firenze sia arrivata da Avellino. Appunto, la strage che ha dato il via a una serie di indagini a tappeto.

Non ultimo, un terzo filone. A Ferrara, altri morti per l’assenza di guardrail lungo i canali. Da accertare chi debba mettere le barriere (la Provincia), ma adesso perfino in quella zona la Procura comincia a indagare. Anche su spinta del Comitato Sicurezza Stradale Paglierini, che ha sede a Ferrara: "Un'altra morte - ha denunciato il Comitato - per annegamento in un canale non protetto nella provincia di Ferrara. Sette morti in soli due mesi e mezzo. Quante persone devono ancora morire per provare a fermare questa carneficina?".

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza


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