Attualità e Mercato

pubblicato il 2 giugno 2014

Autovelox nei box arancione: legittimi o no?

Sui "Velo-OK" il Ministero dei Trasporti smentisce il titolare, Maurizio Lupi

Autovelox nei box arancione: legittimi o no?

Spiace dirlo, ma la questione "autovelox finti nei box arancioni" è una buffonata all’italiana. Tutto nasce a metà marzo 2014, quando il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi dichiara che i finti autovelox sono fuori legge e posso essere pericolosi: "E il Ministero che dirigo lo conferma". Una dichiarazione che presenta almeno tre problemi. Primo, è un proclama lanciato sul suo blog, e quindi non ha nessun valore legale. Secondo, alle parole sul suo blog, non segue una direttiva ministeriale né, tantomeno, una modifica al Codice della Strada per decreto. Terzo, i manufatti porta-autovelox, non inquadrabili in nessuna tipologia prevista dalla normativa stradale, possono essere utilizzati come armadi di contenimento dei misuratori elettronici: i Comuni che, nel centro abitato, vogliono scoraggiare la velocità eccessiva, installano qualche box porta-autovelox insinuandosi fra le pieghe di un Codice della Strada oscuro, come dissuasori. D’altronde, i Comuni sono maestri in questo genere di operazione: fanno così anche in materia di strisce blu, telecamere, parcheggi, multe, interpretando a loro modo norme scritte molto male.

È inoltre in via di definizione il Decreto interministeriale per attuare la legge 120 del 2010. Questa era l’occasione per definire la questione autovelox finti, per tradurre in regole scritte le dichiarazioni del ministro Lupi sul blog. Ma non se ne farà nulla, a quanto pare.

Stando poi a poliziamunicipale.it, ad aprile sono arrivati due pareri del Ministero dei Trasporti che contraddicono quanto dice il titolare di quel Ministero: protocollo numero 1638 dell'8 aprile 2014 e quello protocollo numero 1870 del 18 aprile 2014. Nessuna disposizione normativa impedisce ai Comuni - dicono le circolari - di installare gli armadietti porta-autovelox reputano opportuno. Anche come semplici dissuasori. Purché ogni tanto venga effettivamente realizzato qualche controllo di polizia stradale ospitando un misuratore al loro interno. Inoltre, nella segnaletica di preavviso, non vanno impiegati marchi che trasformano il segnale in pubblicità.

Che poi, a rigor di logica, il Ministro abbia pienamente ragione e che gli autovelox finti siano pericolosi a bordo strada, specie per le moto, questo è un altro discorso: servirebbe andare in fondo alle cose. Servirebbe una legge chiara e inequivocabile. Ma forse, perché tutto questo accada, servirebbe una classe politica che si occupi più seriamente di sicurezza stradale: dagli autovelox finti ai guardrail ghigliottina, passando per le postazioni di controlli fuori città gestite dai Comuni, che incamerano tutti i proventi senza spartirli col gestore della strada e senza rendicontare le entrate, finendo coi nuovi autovelox di Roma e Milano che stanno facendo una strage di multe su strade con limiti molto discutibili…

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada , autovelox


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