Attualità e Mercato

pubblicato il 23 maggio 2014

Uber contro i Taxi: il Ministero si schiera

Nella lotta tra tassisti e N.C.C., il Ministro Lupi cerca di fare chiarezza

Uber contro i Taxi: il Ministero si schiera

La cronaca di questi giorni è zeppa di notizie sulle agitazioni dei tassisti milanesi, scesi in piazza bloccando il servizio per protestare contro Uber e gli N.C.C. Ma di cosa stiamo parlando? Per chi non lo sapesse, Uber è una società californiana che sta avendo un grande successo in tutto il mondo per aver inventato una App che offre un nuovo servizio a chi cerca un mezzo per spostarsi velocemente in città. Uber, attraverso una App scaricabile su uno smartphone, permette di prenotare in tempi brevi una auto a noleggio con conducente, di calcolare l’importo della corsa e di pagarla, il tutto in via automatica senza tassametri e senza avere contanti in tasca. L’idea sembra geniale, ma di sicuro non è andata a genio ai tassisti milanesi che hanno subito individuato in questa società una concorrenza sleale alla loro attività, e sono scesi in piazza bloccando il servizio. Nella confusione che ne è derivata è spettato al Ministero dei Trasporti chiarire le ragioni delle parti, ma prima di parlarne cerchiamo di capire cosa prevede la legge italiana.

TAXI CONTRO N.C.C.
Un Taxi è classificato in Italia come "servizio di Piazza", mentre un N.C.C. come un servizio da rimessa. Ciò significa che la differenza sostanziale tra i due servizi è che il Taxi può circolare liberamente per strada e accogliere clienti ovunque voglia (all’interno del Comune dove è stata rilasciata la licenza), mentre il Noleggio con Conducente deve rimanere dentro la rimessa fino a quando non riceve una prenotazione e alla rimessa deve tornare alla fine del viaggio.
Aderendo a Uber, però, gli N.C.C. sono in grado di accettare delle richieste di viaggio in tempi molto più brevi, senza tornare alla rimessa e di conseguenza il loro servizio tenderebbe ad avvicinarsi alla sfera di competenza dei tassisti. Volendo dare un colpo al cerchio e uno alla botte, è vero anche che il servizio di Taxi prevede la possibilità di prenotare un’auto per un dato giorno e una data ora, e quindi anche un tassista potrebbe, a ben guardare, invadere la sfera di competenza tipica degli N.C.C.

A quanto pare, però, il problema è anche più ampio, perché Uber ha recentemente lanciato una nuova possibilità di impiego chiamata "Uber Pop". Scaricando Uber Pop e inviando alcuni documenti (tra cui la fedina penale pulita) un qualsiasi possessore di un’auto può mettersi a disposizione di chi cerca un passaggio e di improvvisarsi quindi conducente a pagamento. Ed è proprio su questo punto che è intervenuto fermamente il Ministero dei Trasporti.

LUPI: "UBER POP SI FERMA, E’ LA LEGGE"
Il Ministro dei Trasporti Lupi è intervenuto in merito dichiarando in un’intervista al quotidiano "Il Giorno" che: "Uber pop si ferma, la legge è chiara, facciano i ricorsi che vogliono. (…) ma il quadro normativo è già chiarissimo: il servizio di trasporto pubblico può essere esercitato da due soggetti, i taxi e, appunto, il noleggio con conducente. Pertanto Uber, e qualsiasi altra applicazione internet, a prescindere dal nome, è legale fino a quando rispetta le regole previste per il noleggio auto con conducente, mentre Uber Pop non può essere considerata alla stessa stregua: in nessun Paese civile sí può tollerare che chiunque si improvvisi conducente pubblico senza che possa fornire tutte le garanzie del caso, dalla licenza all’abilitazione professionale fino all’assicurazione.
Il tema vero non è fermare l’innovazione o difendere presunte lobby ma affermare la legalità e tutelare il passeggero: se vengono meno queste preoccupazioni, viene meno l’idea di servizio pubblico"
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Trovate l’analisi completa del problema nei numerosi articoli dei nostri colleghi di OmniAuto.it. E voi, che ne pensate? Vinceranno i Tassisti o Uber?

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Attualità e Mercato , curiosità , lavoro , citta


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