Attualità e Mercato

pubblicato il 7 aprile 2014

Addio a Massimo Tamburini, papà della Ducati 916 e della MV Agusta F4

Un tumore ai polmoni l'ha strappato alla vita nel giro di pochi mesi, ci lascia uno dei geni indiscussi del motociclismo italiano. Artista visionario, tecnico e grande appassionato

Addio a Massimo Tamburini, papà della Ducati 916 e della MV Agusta F4

Massimo Tamburini è morto nella notte di sabato a causa di un tumore ai polmoni, che nel giro di qualche mese lo ha portato via. Davvero pochi sapevano della sua malattia ed è una triste sorpresa sapere che il più grande designer motociclistico del secolo scorso non sia più tra noi. Nella sua eredità ci sono nomi importanti come Cagiva, Ducati ed MV Agusta, alcune tra le moto più belle della storia sono nate dalla sua penna.

Nato nel 1943, Massimo lascia a 71 anni una vita mossa dalla passione infinita. La sua carriera di genio del design nasce nel 1971 quando sviluppa la sua prima special su base MV Agusta, seguita da altre realizzazioni che lo portarono nel 1975 a fondare la Bimota Meccanica assieme al socio Morri, divisione di un'azienda già affermata nella produzione di impianti di riscaldamento. Da qui fu una costante ascesa con le prime moto di produzione. Il suo talento lo portò nel giro di una decina d'anni a capo del design del gruppo Cagiva/Ducati con la famiglia Castiglioni, con cui collaborò per quasi tutto il resto della sua carriera.

UN UOMO CHE HA DATO VITA AI SUOI SOGNI
Tamburini lascia in eredità non soltanto il design di moto che hanno affascinato il mondo, ma anche grandi successi commerciali e pietre miliari nella storia dell'industria motociclistica. Sua è la Ducati 851, la prima moto italiana a vincere un mondiale Superbike, come anche la Ducati 916, che ha letteralmente dato inizio all'epoca delle moto sportive contemporanee. A lui si deve anche la rinascita della MV Agusta: moto come la F4 e la Brutale hanno aperto un nuovo capitolo della storia di quest'azienda e hanno dato una spinta alla crescita del marchio assieme a Claudio Castiglioni, anche lui scomparso di recente. Tutti i motociclisti dovrebbero ringraziare Massimo, perchè nessuno è mai riuscito ad eguagliare la sua capacità di realizzare veri e propri sogni a due ruote, coniugando la bellezza oggettiva - quella spinta dalla pura passione - alle esigenze di produzione di case motociclistiche di importanza mondiale. Arte, tecnica e passione con lui si sono unite per raggiungere il massimo livello.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , varie


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